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IL TERZO LIBRO
DI SABASTlANO_SERLIO BOLO*
GNESE, NEL Q.VAL SI FIGVRANO, E DESCRIVONO LE
ANTIQ.VITA DI ROMA, B LE ALTRE CHE SO'/
NO IN ITALIA, E FVORI D'ITALIA»
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\\L
CON PRIVILEGIO
APOSTOLICO
ET
VENETO
PER
ANNI DIECI-
- *
Ili
AL CHRISTIANISSIMO RE FRANCESCO
SABASTIANQ SERLIQ BOLOGNESE.
C onfiieranio io più volte fra mefleffo la grande-^ degliantichi R omini , &- il loro altogiudicio ne lo di',
ficare : il quale anchorfi vede ne le mine di tante , e fi diuerfefabriche , cofi ne l'antica R orna , come in
fiutarti de V Italia, £r ancho fuori ; deliberai, oltra le altre mie fatiche di Architettura , di mettere in vn
volume^ fé non tutte 5 almeno la maggior parte di effe antichità : accioche qualunque perfona, che di Archi'/
tettura fi diletta 5 poteffe in ogni luigo,ck'eifi trouaffe, togliendo quefio mio libro in mano, veder tutte quel'/
le marauigliofe ruine de i loro edifici x le quali fé non reflaffero anchorjopra la terra ; forfè non fi darebbe tan
ta credenza a le fritture, le quali raccontano tante marauiglie de igran fatti loro * E perche in quefta et*
la beila, & vtil'arte de V Architettura ritorna a quella, altera, che ella era a quel felice f ecolo de i Roma*
ni, e de i Greci trouatori de le buone arti x &r effendo vofira Maejla non foto dotala di tante altre feien*
tieeper theorica, e per pratica 5 ma tanto intendente, fcr amatore de V Architettura, quanto ne fan fede tan
te belliffme,eflupende fabriche da quella ordinate inpiuparti delfuogran regno; hauendoci pojlo ogni mia
diligentia, ho voluto collocare quefio mio volume fotto i larghiffmi rami de la inteUigentia di. V*Maefiat
geranio che quella con l'ombra fui l'habbia di picciolo a far grande x ne mi fia da que'lx imputato a prò'/
funtione , che io minimo habbia hauuto ardire di porger V opere mie ad vn tanto R e : percioche quella mi
diede tal animo l'anno paffato , quando per Monfìqnor di fLhode^mandandole V altro mio libro 5 eìlaf de*
gno di accettarmi a lifuoiferuigi x e cofi moffa da la fua innata liberalità ordino di fua bocca, che mi fuffero
mandati trecento feudi d'oro, accioche iopotejfi condurre la prefente fatica al debito fine* Onde io con mag'/
gior animo che prima dieii ifpedxtione a l 'opera cominciata x £r bora la porgo a* V* Maejla cofi vnperjef,
ta , imperfetta la chiamo , mancandoci quelle tante, e fi belle antichità, che fono nel bel regno di Francia ;
che per quanto mi rifertfce Monftgnor di Mompolieri orator di vojlra Maefta qui in V enetia 5 elle foro
tante e tali, che vorrebbono vn volume per fé fole, fi come fi vede nel' antichiffxma città di Nimes , donde
bebbe origine A ntonmo Pio: la quale per le antichità che vi fono , dimoftra quanto fuffe cara a R orna'/
ni : ne la qual fecero il leìliffimo A mphitheatro di opera Dorica , e di cofi buona materia , e fi bene in'/
tefo ; che fin' al di d'homi e anchora integro * lo non racconterà de le molte fatue di marmo , e de gl'in'/
I finiti epitaffi latini e greci di belle lettere x ma non tacerò de i due torroni antichi di otto faccie collegati
con le mura de la citta x ne i quali anchor fi vede il modo de le difefe , che vfarono gliantkhi * ne tacerò
de l'abbondante , e profondiffima fonte, an^i vn lago, che e a pie del monte, fopra la quale fi vede anche'/
ra il beilo e bene intefo tempio Cannéto dedicato a la dea Vefla * vi e anchora fopra il monte il gran
; fepolcro , chefegli dice Torre magna * Ma doue [affo io il bel palalo C orinthw, che anchora fi habita ,
tanto e conferuato : Fuori di N imes circa quattro leghe ben fi dimojlra V animo generojo de 1 R omam , li
quali per condurre vn" acqua da vn monte a V altro per augumento de la fopra detta fonte sfecero iljuperhif,
fimo acquedotto x la cui altera trapajfa quella di tutti glialtri edifici di quei luoghi, per eferfra due monti
digrande altera, doue paffa vn torrente molto rapido* Qjuefio acquedotto per aggiungere a la fommita de
i monti ha tre ordini di archi l'un fopra l'altro, &e di opera rujlica* L i primi del fondo , che fono cinque,
fono di tanta altera ; che vnfol pilaf ro rapprefenta vn'alta torre , e quefio primo ordine e di opera rujlica
aroffamente abbonato* Sopra di quefti cinque archi, perche i monti fi vanno allargando 5 ve ne fono vndici
altri digrande altera , e di opera rujlica, ma più dilicata x ejopra di quefii vndici ve ne fono trenta fei,
& ogni arco dejliundui ne ha due fopra effo, ma per allargarfi li monti vengono gli archi fuperiori ad effere
di tanto numero , fopra li quali e l'acquedotto a liuello de 1 monti xper il quale fi conduceuano le acque fin
dentro dirimer * Oltra di ciò a fan R emigio e vn bellijfimofepolcro di tre ordini l'un fopra l'altro * il
primo ordine, oltre vn lafamento ch'egli ha fotto ; e di opera Ionica Compofita ,&hale colonne piane fu
gliangoli , e ne ifpatu vi fono belliffmefcolture * in vno deilati vi e vna battaglia di caualli * ne l'altro
lato e vna battaglia di pedoni * nel ter^p lato e vna cacciagione ♦ nel lato quarto vi fono vittorie e trioni*
phi * Sopra di quefio primo vi e vn'altro ordine Corinthio con le colonne fu gliangoli , &r efenefirato ,
molto ornato di lauori x e fopra di quefio vi e vntempio fpherico con la fua tribuna , 0 ver cupola fofie'/
nuta da dieci colonne Corinéte canellate , e molto granii* nel me%> di quefio tempio vi fono due fa'/
tue di marmo , le quali trapaffano la grande^ di vn buomo,& e vn mafehio Sr vnafemina , e ui man'/
XIII
cano le fue tcfle, & altri membri abbattuti dal tempo , e eia la malignità deghhuomini * A Vinccntro dì
quejìo è vno arco triomphale molto ricco di diuerfi ornamenti* Che diro io de le antichità di A rles, e maf
[imamente del veccbiffvno Amphitheatro ; del molto antico palalo in Friaivs i e de VAmphitheatrofuot
ri de la citta , cofa grande a mirarlo i A Jan Chamante preffo Auignone e vn beìlijfmo ponte, da l'uno e
V altro capo del quale vi e vn portone, che rappresenta vn'arco triomphale ♦ S imilmente del tempio Corin
thic di V ienna dedicato a la Madalena , e di molte altre cofe , che fono nel regno di vojlra Maejla , io
non tratterò al prejente : perche io mi riferlo a farlo , quando a quella piacere , che io personalmente vinca
a veder tutte quelle marauiglie , e misurarle tepojiole in difegno , comeglialtri edificii ; che io le pullichi
al Mondo infume con V altre mie fatiche ♦ il ebefen^a lo aiuto efauore di voflra Maefla io nonpoffo con'/
durre alfine .In quejlo me^o quella fi degnerà accettar queflo picchi volume , il quale f^ero che fotto il
real tetto fuo fi farà grande ,& a lei humihjfimamentc inchinandomi faccio riueren%a} defiderofo e pronto di
yemre a iferuiai di quella, mentre le piacerà ♦
LIBRO TERZO
V
DE LE ANTICA VITA*
CAP* UH*
c
te
Kagliantichi edifici , che fi veggono in R orna , iftimo che'l Pantheon per vn corpo foto fa
veramente il più bello, li più integrò, & il meglio intefo t £r è tanto più marauigliofo de aliai"/
tri, quanto che battendo egli molti membri 3 cèfi ben tutti con; (fondano al corpo , che qualunque
perfona vedendo tal corri fpondentia ne riman fatisfatto t e quejlo auiene , che quel prudente
Architetto } che ne fu inuentore ,fece elettione de la piuperfetta forma , cioè de la rotodita , onde volaarmen
te fi li dice la rotonda tpercioche ne la parte interiore tanto e V altitudine J uà, quanto lafua largherà : e forfè
il prefato Architetto confiderando , che tutte lecofe , che procedono ordinatamente , hanno vn principale
fol capo , dal quale d< pendono glialtri injeriori 3 volfe che quejlo edificio haueffe vn lumefolo , ma ne la parti
fùperiore t accwche per tutti i luoghi fi poteffe vitalmente dilatare , come in effetto fi vede che fa : perche oh
tra le altre cofe , che hanno ilfuo perfetto lume , lefei capelle , le quali per efere ne la qroffe^a del muro de*
ueriano effere tenebrofe 3 hanno nondimeno ilfuo lume conueniente per vigore di alcune finejlrefopra le ditte
capelle , chegli porgono il lume fecondo , tolto da l'apertura difopra ;fi che non ci e cofa per minima che fa ,
che non habbia la jua parte del lume + E non fidamente le cofe de V edificio materiali efìabili hanno vna aratia
mirabile 3 ma a leperfone che fi vedono quiui dentro , anchora che habbiano mediocre affetto e prefsntia ;fe
gli accrefee vn nonfo che digrande^a , e di venufta t & il tutto nife dal lume celefte } che da cofa alcuna,
non e impedito } e ciò non e fatto fen^ gran giudici 0 : perche efendo quefìo tempio anticamente flato dedica*
io a tutti li Dei , onde ci entraueniuano molte fatue , del che ne fan fede diuerfi tabernacoli , nicchi , e fine*
jlrelle 3 bifognaua che tutte haueffero la loro accommodata luce ♦ E pero quegli , che fi dilettano di tenere diuer
fefìatue, & altre cofe di rilieuo , deueriano hauere vna fianca fimile , che riceuejle il lume difopra tpercioche
non accaderia mai andar mendicando il lume a le cofe, ma in qualunque luogo] afferò pofle dimoftrariano lafua
perfettione * Sarebbe anchora molto al propofito per le pitture; pure ;•< fuffero jìaie dipinte a tal lume 3 il che
fuol fare la ma^ior parte de igiudiciofi Pittori , che mentre voglton dare gran for^a e rilieuo a le figure ; pi*
diano il lume da alto x ma le pitture fatte in cotal maniera vocf.iono efivi e guardate da. huomini intendenti , che
altramente doue fuffero degne di lode ;famno biafmate , perche le ombre ofeure offendono quegli, che non in*
tendon l'arte : benché le pitture del gran T xtianofano pur fatte a che lume fi voglia 3 hanno nondimeno tanta
dolcezza , efon cofi ben colorite 3 chefatisfano a tutte leperfone , & hanno grandiffmo rilieuo ♦ Horper tor
nare al mio primo ragionamento dico , che effendo il Pantheon fecondo ilgiudicio mio la meglio intefa A uhi
tettura di tutte V altre ch'io ho vedute , e che fi vedono 3 mi e parfo metterlo nel principio , e per capo di tutti
clialtn edificij , e majfvnamente efendo tempio facro , dedicato al culto duiinoper Bonifacio Pontefice ♦ 11
fondatore di quejlo tempioper quanto mette Plinio inpiu di vn luogo, fu Marco A qrippa, adimpiendopero
la volontà di Auaujio C efare , che interrotto da la morte non lo potè fare , efu quejto tempio edificato arca
a l'anno di Chrifto quartodecimo , che viene a effere gli anni del mondo cinque milia e ducento e tre in circaì
nel detto tempio(comefcriue Plinio)li capitelli erano di rame , il detto fcriue che D iogene fcultore A teniefe
fece le Cariatide ne le colonne molto approbate , e che le jlatue pofte fapra ilfrontejfiao erano molto lodate :
hencheper V altezza del luogo nonfujjero celebrate * Qjiejìo tempio fu percoffo da li fulmini , e fi abbrufeià
circa Vanno duodecimo di Traiano I mperatore , che viene ad efere Vanno di C hrijlo cento e tredeci , e del
mondo cinque milia e trecento e vndici t e Lucio Settimio feuero, e Marco A urelio Antonino lo riflororono
con tutti li fuoi ornamenti , come appare fcritto ne l'architraue delfrontefpiao , li quali ornamenti fi pò ere*
dere che fuffero fatti tutti di nuouo, percioche le Cariatide ne le colonne che fece ilfopradetto D iogene douca*
nojiare in altro modo , ma veramente lo Architetto che li ordino fu molto giudiciofo e riferuato :giudiciofo
perche feppe accompagnare li membri molto bene , e fargli confondere a tutto il corpo , e nono volje confon* .
dere le opere con molti intagli , magli jeppe compartire congran giudiao , come aljuo luogo ne trattato dijfu*
famente tfu riferuato , che volfe offeruare l'ordine Corinthio in tutta V opera , ne ci volfe mefcolare altro ordì
ne , efono cofi bene ojìeruate le mifure in tutti li membri 3 quanto in altro edificio io habbia veduto emifurato i
e veramente quejlo tempio fi pò dire che fa vno effempio di Architettura ♦ Malajfando da banda quejlc nar*
rationi , le qualipoco importano a l'Architetto 3 verrò a leparticular mijure di tutte le cofe * E per procedere
ordinatamente inquejle antiquià; La prima cofa fari la I cnographia , cioè la pianta * La fecondo farà
VOrtographia , che e il diritto , altri lo dicono il profilo ♦ La ter^a cofa farà la Sciographia , cioè la fronte
B
VI IIBROfERZO
eli tati di qualunque cefi ♦ La fedente figura fi e la pianta del Pantheon, la quale e mifurata col palmo Ro
mano antico. E prima parlando del portico, le colonne fon groffe palmi fei e minuti ventinoue ,li fìacijfra
Vuna e l'altra colonna fon palmi otto e minuti none , la larghe^ del veflibulo doue e la porta è palmi qua*
tanta , la fronte de i pilafìri del portico e come le colonne, la latitudine de i nicchi fra li pilajln e palmi dieci ,
et i membri da le bande fon palmi due, la largherà de la porta e palmi ventifei e me^p, la latitudine di tutto
il tempio, cioè il netto fra muro a muro e palmi cento e nouantaquattro , £r altrettanto e la fua altera, cioè
dal pauimento fin [otto il labro de l'apertura difopra , la latitudine di effa apertura e palmi trentafei e me^p ,
lefei capeìle che fono ne lagroffe^a del muro ogmuna d'effe e in latitudine palmi ventifei e minuti trenta, et
entrano nel muro per la metta de la fua larghe^jafxluando la groffe^ de le colonne quadre anulari , ma la
capeva principale e palmi trenta in latitudine , & e me%p circolofaluando le dette colonne anulari , lagrof*
ferza de le colonne di tutte le capeìle e palmi cinque manco tre minuti : e cofi le colonne quadre angulari de le
dette capeìle , le colonne de li tabernacoli che fono fra le capeìle fono grofse palmi due , lagrojic^a del muro
che circonda il tempio e palmi trentauno , benché in effa groffezga ci fono affai vacui : che oltra le capeìle che — p
vacuano affai ci e anchorafra l'una e V altra capeìia alcuni vacui, che molti dicono effere fatti per fpiracoli per
caufa de i terremoti ; ma io mi dò a credere chefiano fatti per non ci mettere tanta materia , perche ad ogni
modo per effere informa circolare fonofortiffìmi , lafcala chef vede dal latofinijìro era medefimamente dal — _
iato deftro perfalirefopra lo veflibulo , & anchofi andaua de li intorno al tempio fopra le capeìle per vna via
feareta , che anchora ci e alprefente xper la quale fi va fuori a li gradi perjalirefino a lafommià de l'edificio
per molte fcale che vifono intorno , il fondamento di quejlo edificio fi tiene chefufe tutto vna muffa foda , e
che occupauagranfpacio difuori xper quanto s'è comprefoper alcuni circonukini } che volendofabricare han'/
no trottato ul fondamento ♦
1
Valmo Romano antico , £f e partito in dodici digiti, & ogni digito in parte quattro chiamati minuti, e con
quefto e mifurato il prefente edificio con tutte lefue parti feguenti + tUc trv- <?o.ir*T>Y^ f^m*^ *>*&//
JLJBRQ TERZO
VII
PIANTA DEL PANTHEON,
Vili DEIE.ANTI.Q.VITA*
LA FOUMA DEL PANTHEON NE LA PARTE DI FVORl*
fxvtf A fotta dimoftrata figura rapprefenta tutta la forma del I
sH^L idola ne la faccia ; e benché al vrefente fi discenda a baffo
m
Pantheon ne la parte di fuori , guardati
prefente fi difenda abaffo alcuni gradi ; era nondimeno quam
ido fu fatto eleuato dal piano fette graduar e ben ragione fé queflo edificio tanto antico è cofi in9
1ÈS£É%£Ltegro tperciochelofuo fondamento non fu fatto con sparagno , an^ifi tiene , che quanto era la*
fua circonferentia , altrettanto diffatio di terreno ne fife occupato , per quanto fé veduto da alcuni circon*
uicini , chefabricando hanno trouato di queflo fondamento di bomffima materia * Ma vegniamo a le mifure
particulari fopra terra * io diffi qui adietro , che la grafferà de le coione del portico era palmi fei e minuti yen
tinoue y ma l'altera fua e palmi cinquanta quattro, e minuti ventinone fcn-^a le bafi e i capitelli « le bafifono
alte palmi tre e minuti diecinoue* li capitelli fono in altera palmi fette e minuti trentafette * Vaitela de Varo
chtraue è palmi cinque * il fregio e alto palmi cinque e minuti tredici . la cornice e alta palmi quattro e minw/
ti none ♦ da la fommita de la cornice fin a la cima delfrontefyiao ci fono palmi trentaquattro e minuti trenta
noue * Lojfacio di queflo frontcfficio fi tiene chefujìe ornato di figure di arqento t quantunque io non Vho tro
uato in frittura, ma confiderando a lagrande^^a di quegli imperatori mi do a credere che cofi fuffetpercioche
fé gli Gotti, &i Vandali, & altre nationi che fpogliorno più volte K orna hauefiero voluto de li bronci; pò
teanoferunfi degliarchitraui, £r altri ornamenti del portico doue ne e gran quantità t mafia come fi. voglia ci
fono li vejìigi, che ci erano figure di metallo * D a l'ultima cornice in fu fopra la cuppola ,fi afcende per afiai
luoghi con i gradi commodifin a la fommita , come fi può comprendere nel dijegno quifotto *
L I B R O T £ R Z O
LA PARTE DENTRO DEL TEMPIO»
IX
Iforma e tolta da la ro*
quanto e dal palamento
m§\ V efiafeguente figura dimofira la parte interiore del Pantheon, la qua
fytondita perfetta : percioche tanto è loffia latitudine da muro a muro , q\
^ fin fiotto V apertura , che come ho detto più adietro e per diametro palmi cento e nouantaquattro,
i £r e tanto dalpauimento a lafommita de V ultima cornice , quinto dà quella a lafommitd de la
volta doue è l'apertura * le riquadrature, chetano in effa volta o voaliam dire cielo, fono tutte nel modo eh" e
quel di me^o tu' e oppenione, chefujìero ornati di lame di argento lauorato, per alcune vefiigie, che anchora
fi vedono t perche fé di Ironia fujfero fiati tali ornamenti 5 per leragioni dette più adietro fariar.o flati fpoi
gliati dialtri bronzi , che anchorfono nel portico ♦
N onfi marauiali alcuno fé in quefiecofe che accennano a lapfpettiua, non vi fi vedefeortio alcuno, negroffe^ge,
ne piano 5 percioche ho voluto leuarle da la pianta dimofirandofolamentc le altere in mifura , acaoche per lo
feortiare le mifure non fi perdano per caufa de i fiorai : ma ben poi nel libro di profpettiua dimofirero le cofe
ne ifuoi verifeor^i in diuerfi modi , infuperficie, & in corpi in varie forme, e Gran copia di varij cafamenti
pertinenti a tal arte, ma nel dimoftrare quefie antiquita perferuare le mifure non vfaro tal arte ♦ da la cornice
ingiù non diro bora le mifure de le cofe , perche più alianti a parte per parte dimofirero le fame , e ne darò lt
mifure minutamente*
L a capella di me%o anchora efr ella fa beniffimo accompagnata con tutta V altra opera 5 nondimeno e oppenione di
molti che non fa antica : perche Varco di effa viene a rompere le cinque colonne, cofa che non vfarono li boni
antichi ; ma che al tempo de Chrifiiani ella fa fiata crefeiuta } come fi conuienea itempij diChnfiiani di
hauervrìaltix principale } e ma^ior deglialtri *
X
DE LE A N T I Q_ V I T A
Q^uefio armamento fi troua
ineffere al preferite /opra
lo portico del Pantheon,
£r e tutto di tauole di bro
\o come dimostra la fiaw,
ra } lo circolo non ci è,
ma ci era vna ìne^a botte
di bronco molto orndta}&
acho fi tiene per Voppenio
ne di molti, che vijujfe or
namenti di araento per le
rdaioni dette più adietro,
ma di che materia e ali fi
juffe no fi sa}certa co fa e,
che douea effere opera bel
liff ima, cofder andò a quel
lo che al predente fi vede*
A fyurd qui fiotto iimofira la faccia dentro del portico , lo quale e molto ornato di marmì}cofi
Ine i fatichi del vejitbulo } come ne la faccia , fcr anco di fuori ; ma la parte di fuori e molto con
i fumata daaliannni , e per efere al difcoperto : Zi quattro pila fin fono canellati nel modo che
^.~ qui fatto fi vede , e con quel numero di canellature , e perche le colonne rotonde diminuifcono ne
la parte difopraxdoueilfondo deVarchitrauee delagroffe^a de la colonnate volendolo accompaanart
con li pilafin quadri > che non diminuirono t ejfofondo de Varchitraue non haueria trouato lofio dritto : an%i
faria refiato da oani lato tanto di morto de Varchitraue quanto è lo diminuire de la colonna tonda tV A rchio
tetto prudente, fece tanto de rifatto ne Varchitraue , quanto e la diminution de la colonna ,fi come ne la figura
quifotto fi comprende ; onde tal cofa corripponde molto bene * Quanto a le mijure de la porta , V apertura
fua e in latitudine palmi ventile minuti due , &r è Vaitela palmi quaranta e minuti quattro ♦ de le mifure
più particuian ne lajeauente chartapiu djfufamente ne trattare*
DE LE
Q_uejla lafe e vna di
qlle che fono a le colo
ne pane , dette ante
che fono ne l'ordine \
codof ornameto, le ql
lafifuronfatte con boi
tiudicio, cheg efferlò
,ane da l'occhio hanno
folametevn 'afr agaio
luogo di due , gcwch
due haueria fatta l'og t
troppo minuta e cófufa
Laproportion di quefa parte circa a Vaper
tura } ne ho dato qui adietro notitia, ma ^
Jua pilaf rata cinfrontel'ettaua parte de
la latitudine del lume , fcr anchora che V '
ìruMO fa la pilaf rata de la Dorica , e de
la Ionica circa a lafefa parte : nondimeno
Cjuefta per effer opera Cormthia, non di'/
Jdicetperejjere le colonne Corinthie più
£ tacili de le Doriche, & ancho de le Ioni
che , e tanto dimoftra maj^ior groffezga
guanto lo f anco fio è di Iona groffe^a ,
doue che V occhio mirando l 'una e l'altra
parte viene ad abbracciare il tutto di ma'/
niera , che tal opera torna bene ♦ Q_uejto
t elaro de la porta, cioè le pilaf rate da le
lande, e V architrave fopra effe, fi dice che
e di v« pe^pfolo , & io per me non ci ho
trouato commifura ; de le mifure più par*
rxulan fi vestono quifopra più minuta'/
mente*
Quejla cornice , fregio , £r archi
traue , e f opra la porta del Pan*
theon, circa a lefue mìfure l'archi
traue è per V ottaua parte de la la'/
Mudine di effaporta, lofregioper
che e fetida intaglio e la terrei par'/
te minore de Varchitraue, la corni
ce e alta quanto Varchitraue, circa
a i mébriparticuUri egli fono prò'/
portionati a l 'opera grade doue col
| copaffo fi potrà trouare tutte le pi'
A;J
DE LE ANTIQ. V I T A
jEr dimojirare tutte le parti di quejlo beUijfmo e ben intefo edifìcio e necejfarìo di farlo vedere
in più lati } e pero bauendo io qui adietro dimojìratok faccia dauanti in maiefth , con tutte
quelle cofe che in faccia fi poffon vedere, bora dimojìraro lo portico , &r il veftibu.o e Ventrata
Jtó tempio per fianco , come fu. a punto : arca a le mifure ; la grafema e Vaitela de le co*
lonne ,edei pilaf ri di fuori , &• altri fuoi ornamenti , ho detto più adietro j e perciò non replicare* più tal mi
(ure , ma bajlifolamente il vedere la diftofition de le cofe le quali fon pero compicciale tirate in mijura tproe
fortunate a le grande , le colonne più picciole ne Ventrata del tempio fono colonne piane a vfo di pilaflri , la
mifura de le quali darò più auanti , perche ferueno anebora a le capeìle 3 quanto e quejlo j^acio di ^uejti tre in*
ttreolunni era la meta botte di hon^o de la quale ho parlato più adietro*.
fili**' 1^1 i^-iia, , M^^f.
Tnttatd
(Centro ({aL
Tonjio.
LIBROTERZO
XIII
\rca a le finiture de le colonne, che molto ce ne fono nel Pantheon }non mi affaticherò in deferì
¥fàÈ$}jl uerc tutte lefue miIwe : mi di quelle de le colonne de la capello grande al dirimpetto de la porta
--^21-ì Ver €^ere m0^° ^e ' ^ art^0fe i° ne ho voluto dare qualche notitia iper il che la jisura qui
fottofeg.'iata.A .&*• JB .rapprefenta l'opera d'efta colonna , cioè in pianta , £r in diritto * lofi*
gura.A-dinota il diritto de ta colonna, lajijura*B* rapprefenta lapianta d'efìa colonna*Qjuanto a lafurtn*
fi e dinr-jlrato a bajtan^a ; ma quanto a le mifure hifoana trattare * li canalifono ventiquattro , & vn canale è
minuti noue e me^o ♦ il tondino con i due quadretti è minuti quattro e me%p * ti tondino e minuti tre}Vauanim
t vn minuto e m^} il quxl minuto e me^p effendo diuifo in parte equali viene a effere oani quadretto a canto
il tondino tre quarti di minuti * quejia canellatura è molto arata a i riguardanti , & vna fimile opera e a la
hafilica del foro tranfitorio per ornamento di vna porta ♦ la bafefegnata*C . è de le dette colonne de la capei
la madore del Pantheon , l'alteri de la quale e palmi due } e minuti vndici e me^o }&ecoji diuifa : il
flintho difotto e minuti diancue in altera ♦ il toro inferiore e minnti dicifette ♦ il quairettofopra effo è mi"/
miti tre e me%p ♦ lafcociapnma } cioè il cauetto è minuti otto e vn ter^o * il quadretto difotto diajlraaali e
me^o minuto }ecofie quelfopragh ajìragali xgli due ajlragalifonofei minuti e ìne^p , e ciafeuno d'ejfi viene
a efere tre minuti £r vn quarto « lafcoaa difopraaliajìraaali e minutifei ♦ il tondino fatto il toro fuperiore è
minuto vno * il torofuper.ore e fette minuti e due ter^i + U quairettofopra il toro,ch'e memhro de la colonna
e minuti tre ♦ laproiettura di quefìa hafe e minuti ventitré }proportionata nel modo qmfotto dimofirato*
XXIII
D E L B A N T I Q_ V I T A
3 A feculente fìqura rapprefenta vna parte di dentro del Pantheon , cioè dal palamento fin i la.
ffsfommita de la cornice, che toaliefu la tribuna o cuppola^ che dire la vachamo , fcr cncho in detta
\jr. figura fi vede fopra la cornice il nascimento de t quadri de la tribuna : e c.fi detta fi aura dmo^
ta ne la parte da baffo la latitudine di vna de lefei capelle , de le quali ce ne fono due di me?o
circolo, e quattro difmna quadrata oblonga , ma tutte fei ne la !ua faccia fono conformi, e ciafeuna di quefte
capelle hanno due colonne rotonde, e glianguli d'effe capelle hanno le fue colonne quadre , come fi può ve*
dere ne la pianta paffuta , £r ancho nel difeano qui a canto , ben ch'ei non fu in profpemua , e che non fi veg*
aa il Girare de la capeìla s'ella e tonda o quadra ? e non s'è fatto in fiordo per fiore fu'l termine de le mifure j
ma quefia e in effetto quadrata : perche vi fi vede la forma de le fenefireìle , che fono ne la parte interiore
d'else capelle ♦ ^agroffe-^a de le colonne e palmi cinque manco tre minuti . Vaitela de le bafi e palmi due e
minuti vent'uno » Vaitela de la colonnafenza il capitello e palmi quaranta ♦ Vaitela del capitello e palmi
cinque e minuti trenta : e cofi tutta la colonna con la bafe e'I capitello e da palmi quaranta otto ♦ Vaitela de
Varchitraue , fregio , e cornice e palmi tredici e me^o : tutta quefia altera e dhafa in parti dieci , tre parti
fono per Varchitraue , tre parti fi danno alfregio , e le quattro parti fi daranno a la cornice : del rimanente de:
i membri non dico altramente^ per effere quefia da laypria proportionalmente trasportatala quale e qui auan*
tifeqnata* B *& veramente in quefia- cornice fi comprende il bongiudicio de V A rehitetto, il quale mettendo*
ni ali modiglioni non ci volfe mettere i denticoh intagliati, per non cadere in quel comune errore, nel quale fi no I
caduti tanti antichi , & anchora howidi molti moderni % V errore ch'io dico e quefio , che tutte le cornici, le
quali hanno i modiglioni,^ i denticoli intaghatijfono vitiofe e reprobate da Vitruuio neUiiij. libro aVij.capi
toh : e benché in quefia cornice afta laforma del denticolo ; nondimeno per non effere intagliati .non fi pojson
dannare in quefio cafo *fopra quefia cornice e vn parapetto , Vaitela del quale e palmifette e minutifei , &
e di baffo rilieuo, percioche le colonne fono ancho loro di baffo rilieuo t l'altezza de le quali con Varchitraue ,
fregio, e cornice e palmi trenta e minuti trenta fei, la quàl altezza diuifa in cinque parti 5 vna d'effe e per Var
chitraue , fregio } e cornice , la quale jora qui aitanti fegnata* M. proportionata a la propria ♦ Ih quefia corni
ce , e ne Varchitraue fono cofi bene compartiti i membri parte intagliati , e parte fchietti 5 che la fua forma non
fi confonde, an^i per efferui quei membri fodi interpofiifragl'inta aliati 5 fi comprende in effa vna gratta mira'/
bile * la fine firn fopra la capeìla e per dar luce a effa capeìla , la qual luce benché nonfia principale 5 nondit
meno per effere perpendiculare , tolta da l'apertura difopra ; viene a dargli conueniente lume ■> le colonne(co*
me ho detto^fono di bafìo rilieuo, e cofi fra effe colonne, & ancho fopra lefinefire àfono diuerfe pietre fine in*
cafìrate , fr il fregio de la prima cornice e di porfido finijfimo ♦
■
LIBRO TERZO
XV
iai^M-glim^l3gi::
p f
C 3
XVI D E LE A N T I Q_ V IT A
j Vefla figura dimoflra vno di quei tabernacoli, che fono fra le capere , e te colonne da le lande
jj rapprejentano le colonne quadre de le capelle , e qui fi vede il belgiudicio, che hebhe V Archi*
-g tetto , il quale volendo far recingere Varchitraue, il fregio, e la cornice , e non effendo la colon
Zina quadra tanto fuori del muro , che cipoteffc capire tutta laproiettura d"efìa cornice, fece fola*
mente la gola dritta , & il rejtante de i membri conuerfe in vnafafcia ; onde tal opera e molto gratiofa , & ac*
•- — — — -| compagnaV 'ordine ,
le due fenefìrelle
nò danno luce, ina
fi ja giudicio, the
jvffèro luochi da
ìdoli* L altezza
del piede del~tàber
tàculo e palmi no'~
ne e minuti* xij Ad
crcfstT^a de le co
lene e palmi due*
e lafua altera e
palmi *xvi*fenqt
lebafi,eticapitel*
UAe bafifeno di al
te^a palmo vno*
l'altezza dei capi
teìli e palmi due e
me^o. l'arehitraue
e palmo vno , e co
fi il fregio, & e tut
to di porfido , che
corre intorno * Val
te^a de la corni*
ce e vn palmo e
me^p-V aliena del
front efyicio e pai*
mi cinque* Varchi*
traue che ricinge il
talernaculo e pai*
mo vno e tre quar
ti * de l 'altre mifu
repiu minutamete
qui acato far a di*
moflrato , e di que
fii tabernacoli ne
fono ire afrontefipt
ciò , e tre a reme*
nato } cioè circa a
la quarta parte di
\no circolo*
I
I
il
ci
LIBRO TERZO
XVII
E quattro figure quifottofono membri del tdbermculo qui a cato, come dinotino le lettere* A ■
B ♦ C t D . che fi rijfondeno : circa a le mifure de le altere e detto qui a dietro * Ma bajìifol
a l'Archi
^r^g^ tetto , che
tutte le cofe a membro per
mébro fono tramortite da
le qrandi con diligentia, e
ridotte a quejia forma pò
portionatamente 3 e biche
forfè a iftudwfi di Vitru
uio parerà troppo alta que
Jia cornice a la yportione
de l'arckitraue , e delfret
aio, & io per me non la fa
ria coft alta x nondimeno
a vederla in quel loco che
ha gran diftantia, e non e
molto alta 5 ella rapprefen
ta bona proportior.e ♦ il ca
fitello s'aìlótana molto da
ifcrittidi Vitruuio^che
eglie di rna^ior altera
fen^a l'abaco 3 che non lo
defcriue Vitruuio co tut
to l'abaco % e nondimeno
per la comune oppenione
fono ipiu bei capitelli che
fiano in R orna , e non fo
lamente quejii de i tabert
nacoli imaanchord quei
de le capeìlefono di tal f or
ma y £r ancho quegli del
portico ; di maniera che io
giudico, fi come da princv,
fio io diJfi,non hauer trot
uato edificio fatto co mag
giore ojjeruantia de l'ordi
rie, quanto e que fto}e s'io
voleffifcriuere tante belle
oferuatie che vi fono ; co
fi dentro come di fuori, io
fureria forfè troppo prolif,
fo t e pero di quejio mar a
uigliofo edificio faro fine
Seguitando de l'altre anti*
quita*
XVMII DE LE ANTIQ.VITA*
Vefto tempio di JB acco e molto antico £r e affai integro, e ricco di lauorì , e di Ielle e diuerfe
'^pietre , e di mujaicbi ,fi nel fallimento come neipaneti , £? anchora nel cielo di me^p , e ne
la botte che airi intorno } £r è di opera Compofita * Tutto lo diametro dentro da muro a muro
e palmi cerno , £r il corpo di me^o ricinto da le colonne e palmi cinquanta * ne ifiatij da colon
na a colonnato ci trono gran differente da l'uno a L'altro : percioebe lofpatio di me%o a V entrare del veftibu'/
lo e palmi noue e minuti trenta , e l'altro a l'incontro e palmi none e minuti noue } quegli a Vincontro de i
nicchi mamori fono palmi otto e minuti trenta vno ,glialtn quattro rejiantifono alcuni palmi fette e minutiot'/
to> & alcuni palmi fette e minuti dodici * la latitudine del veflibulo , e cofi quella de la capella a l'incontro ri
(tonde a l'intercolunnio yet il medefimo fanno i due nicchi madori }glialtri nicchi minonfono palmifette e mi
nuti cinque * le mifure del portico fi poffon pigliare da quelle del tempio , il qual portico e voltato a botte } da*
uanti del quale ci era v» cortile informa ouale , il quale era lungo palmi cinquecento e ottanta otto , &" era in
larghezza palmi cento e quaranta : e per quanto fi ye^on le yejtiaie , era molto ornato di colonne , come fi
fuo comprendere ne la feguente figura*
t ì B ROTE R Z O
XIX
::' • ..
pianta deh, tempio di bacco
i • *.
XX
Sfi X E A NT 1 Q.VI T A
O dimoflrato qui adietro la pianta con Ufuemifure, equifittofìvedrì lo diritto ne la parte
g <fc dentro } perche di fuori non 'e ornato, L ' altera fua dal pauimento fin fitto il cielo a fono vai
f£ [j^^l Mml Ottantafei ♦ lagrcjfe^a de le colonne e palmi due , e minuti quattordici , e ?(*/«<* altera e
^Ssmg^Ppalmi ventidue e minntxvndici ; Valte^^a de le hajì è palmo vno e minuti fette ♦ Valteiga de
ì capitelli e palmi due & vn quarto* l'altera de l 'architraue e palmo vno &r vn quarto, e cofì il freaio* Val
terga de la cornice e palmi due e me^p ♦ I membri più particulan fipoffon vedere qui fitto , perche fono
yroportionati a i grandi } e quejlo tempio e fuori di R orna dedicato a finta hmefi *
I
iliniiiiriinii.iiiuam'liJlMlLIlill'.'.l'illil^lin
LIBRO TERZO
A pianta qui fitto era v» cortile dauanti al tempio ài Bacco con vn portico intomo , per ^uan
to fi comprende per alcuni vejìyi molto minati , £r a V incontro di tutti li intercolunni era vti
nicchio ornato di colonnelle, dentro del quale àouea ejjere vnajlatua ; Era quejlo cortile infor
ma ouale molto oblonja}e lafua longitudine era palmi cinquecento e ottanta otto*& era in lati*
XXI
indine palmi cento e quaranta
© ©
CORTILE BACANARIO
Il tempio di B acco(come ho dettole ricco di molti ornamenti, e di compartimenti vari] : ma io non tutti, ma
parte ne ho voluto dimojirareì e le tre inuentioni quifotto difynatejono nel detto tempio parte di hellepie
tre, e parte di mujaico ♦
XXII
P E L JS fi N ? I Q_ V K T A.
Vefto tempo de la face il fece fare V efpafiam Imperatore apprejfo il faro R ornane, il qual
tempio e molto lodato da Plinio, & era molto ornato difculture, e di opere dijiucco , & oltra
gliomamenti di ejjo tempio, V efpafano dopo la morte di N erone yi fece porre dentro tutte le
IPflffefee cofi di bronco come di marmo, le quali ejjo N erone bauea raccolte in 4werfiluoghi,che
erann non picciolo numero ♦ Quiui anchora V efpafianofece porre \njuo ritratto con ijuoi figliuoli jatto di
\n marmo nuouo trouato in Hthwpia di color diferro detto B ajfalto, cofa molto predata in quei tempi x nel
qual tempio ne la capella principale era vnajìatua molto arande di marmo fatta di più pe^Q , de le qual reli*
quie ne fono alprefente ajìai pe^^j in capidoglio, e fra alia tri vi f v« piede}che Vunahia del ditogrojjo e tati
to arande ch'io vifonofedutofopra commodamente , e di quiuifipuote comprendere la arande^a di tal jlto
tua, la qual fi vede effer fatta di mano di huon Scultore ♦
LIBRO TJSR2Q
XXlll
TEMPLVM PACIS»
D ù
xxiiii
DB t B A N T I Q_ V I r A
r\ L detto tempo e misurato a bràccio, & il braccio e partito in parti dotici adimandate onde ,
fi K e $ lmea>ch£ ' nel mero de la pianta d'effo tempio fé mero braccio x e prima la lunghe^
del portico e circa braccia cento e ventidue , e lafua largherà e braccia quindici . la latititi»
m ne de i nicchi ne i capi i'efso portico e braccia dieci . la yoffc^a de i vilafln de Ventrata è
braccia cinque, e fra Vun pilaf ro e V altro Sbraccia dieci ♦ le aperture da le bande, fi del portico , come del
tempio e braccia ledici. la lun^herya di tutto il tempio t arca braccia cento efettanta.la fua larderà e brac
eia cento e venticinaue.il capo di mero e braccia emanata tre Ja fronte de i pila fintone fono apponiate fa co
lonnetor.de e braccia noue e me^lapoffe^a d\effe colonne e braccia quattro e onde quattro e mera, e fono
canedate,e le cagliature fono ventiquattro Al cauo di vna cagliatura e onae cinque,e lafua cofia e oncie vna
e meja .la lar^ra de la capella principale e braccia trenta due in circa, &r e di mero circolo, quelle da le
bande. A &.B .fono layhe da braccia trenta fette ,& entrano nel muro braccia fedici : che e manco di mero
arcolo.laSroJ]eKKa del muro intorno al tempio e da braccia dodici,benche in molti luoahi e più fomle per cau
Ja de i lotto archi, e cofi le circonferentie de le capeUe fonone da fei braccia , fra Vun pilaflro e V altro e da
braccia quaranta cinque. Dt molti nicchi e fneftre,er altre cofe particulan perledette mifurefi potranno
comprendere : perche il difeso e proportìomto , e auefio e quantoa la pianta . circa al diritto per ejfer cover*
to molto ti piano da le mine 5 non potei mifurare dal piede a la cima, ma per quanto ho comprefo da parte de la
pania, Rancho da le rume, che fi vedono; ho fatto quefto diritto, non fon ben nfolutofe la colonne hanno fot*
to Upiedejlao 0 no , per non fi vedere il piede de le colonne t & anchora che Plinio lodi molto queflo edifi*
ao afono alcune cofe male accampanate, e maffmamente la cornice fopra le colonne, la quale non acconta*
epa cofa alcuna , ma rejìa nuda per fé fola*
i
LIBRO TERZO
XXv
Vejio edificio fi dimanda templum pietatts , & e appreso il carcere Tulliano, &r e tutto di
teuertino, ma era coperto diftucco,et e molto minato , ne vi fi vedono vejtyi difinejlre-, non',
dimeno io le hopofiene la patita in quei luoghi dotte [ariano più conuenienti .lo edifìcio e mifiu
rato con vtl braccio partito in minuti jefianta, la linea per me^p auefio tempio e la ter^a parte di
vn braccio ♦ e prima le colon
mjonarrjfe braccio vno e
minuti dici otto. Vintercolun
nio "e braccia tre e minuti
quattordici . la latitudine de
la porta e braccia quattro e
minuti quattordici e me^p.
Uarojfe^a del muro e brac
do vno e minuti venti * la
lunghezza del tempio e brac
eia dici otto e minuti venti*
la l^'ahe^^a e braccia otto e
minuti trenta * il portico in'/
torno al tempio era lacuna'/
riato} cioè fatto a quadroni ,
ma la parte damntifpaciofa
ronfi comprende in che mo'/
iofuffe coperta per effexe rui
nata, le coione di quefio tem
fio non hanno le baf:}ne ano
eho il fuo quadretto, et erano
di teuertino coperte difillo
co,& il tempio hauea il fron
tepido dottanti e di dietro*
XXVI
DE LE ANTIQ.VITA
L 'alte-^a de la colorfa col capitello è braccia. x.mi co tre minuti da fuagroffe^a da baffo e braccio vno e minuti* xviij*
e ne la parte difopra e braccio vno e minuti, xv 'l'aiterà del capitello e mmutuxlvij-col wdino}etil collarino d'alt
tenacie l'arcbitraue e minutuxxxvid 'altera deìfreqio e braccio vno e minutidvi d'altera de la cornice è brac*
~":io vno e minuti otto.il netto delfrotefpicw^cioe dal fiat
no del cimatiofinfotto la cornice e bracciale minutuy-
i inebri gtictdari fono mifurati minutaméte^ trasportati in
forma mag)iore,fi comeg i caratteri fi povedere,i quai me
bri fono confomma dihaetttùt da i grandi fportwnalmente
trasportati*
h i 13 a 9
~T B li > o
XXV lì
ut >,oumb ea IMI fom il fumé Amene «U'nWWonT
tmpo di vtSa , tran parte minato , &edi opera Cambia
\uorao , er t eteuato dal piano di ima da la parte duomi
to e il bajamento, ma da la parti di dritto t eleuato più di
'a di lotto delhf amento ,
XXVIII DE LE ANTIQ.VITA
-i —
L tempio qui adietro e mifurato col braccio paffuto difefanta minuti, e prima le colonne fono
4grofie braccio vno e minuti diafette , e V intercolunnio è braccia due e minuti trenta quattro fra
I le cotóne & il muro e "braccia due e me^p* lagroffe^a. del muro e braccio vno e minuti tredici*
I il netto del tempio dentro e braccia dodici e me^p ♦ ilpiedejlalofegnato*A + con la colonna , e
con lifuoi ornamitiferueper tutto V ordine del tempio, Vaitela de la bafe delpiedejìalo e alta minuti quaran
ta cinque ♦ il netto delpiedejìalo e braccia due e minuti quaranta otto ♦ la cornice del piedeflalo è minu*
ti trenta fette e me%p * Vaitela de la bafe e minuti trenta otto e me%p ♦ ilfufo de la colonna e in altera
braccia dieci ♦ lalteiga delcapitello e braccio vno e minuti ventiquattro * V architrave, il fregio , e la cornice
è di alte%%a circa a due braccia e me%p * la porta qui [otto fegnata* S *&* Y ♦ e alta braccia noue , e la la*
titudine da bafo e braccia quattro e minuti quattro * la latitudine del lume ne la parte di fopra e braccia tre e
minuti cinquanta quattro , che viene a ejìere diminuita , come la mette Vitruuio * lafua pilajirata e minuti
cinquanta due e me%p j ma Varchitraue difopra e minuti cinquanta vno * Vaitela del fregio è minuti trenta*
Valtezga de la cornice e minuti quaranta due + Lafinejlrafegnata* T«£r*X+ è larga braccio vno e minuti
quaranta fei e me%o} e lafua altera è braccia cinque e minuti tre , £r è diminuita come la porta • lafua pila
ftrafa e minuti trenta vno e me%o , e Vaitela de la cornice e altrettanto , i membri più particulari fono dife*
gnau informa madore ben propor lionati } accompagnati da lefue lettere , le quali chiamano ogni una di effe
lafua compagna ♦ quejlafinejira e lauoratt dentro e di fuori ♦ la parte dentro e mancata ma la parte di fuori
e diritta «
LIBRO TERZO
XXX
DE LE A N T I Q/V-I--T- A>
=<5^ Vejio tempio e fuori di Remi molto rumato, & e dipietra cotta la HU0orf&tey ne vi fi ve
t j9j$jy de pero alcuno di quefti ornamenti , che fono qui in piede ima per quanto fi può comprendere
f^^^Mper la pianta, e confiderai la proportionata altera; potrà jlare nel modo dife$nato*A*&.B +
"fɣfj e folamente de la pianta ci fono le mijure , da le qual mifurefipuo comprendere V opera in pie*
de.Lapianta quifotto e mifurata colf almo Romanoantico, e prima laporta del tempio e larga palmi ven*
ti due , «7 diametro di effo tempio e palmi novanta fei e me^o . li due nicchi da le bande fono larghi come la
porta } efimilmente laporta del tempio più picciolo e de la medefima largherà, efimilmente le quattro capei*
le ne la entrata fono de la medefima largherà i ma elle fi allargano poi ne la parte interiore, e i muri da le Un
de concorreno al centro d 'effo tempio, e quefie quattro capette per quanto fi comprende riceueano illume per
fianco : e pero la circonferentia di quello tempio fi ritira ne la parte intenore da le due lande* A*&+B* U i
qual forma non mi difpiace . il diametro del tempio più picciolo e palmi feffanta tre ♦ le capettette cofi le conca*
uè , come le curuefono in latitudine palmi quindici , de le due capette curue io non mipoffo immaginare come
ette finifs ero poi neia parte fuperiore , perche non ci è tanto del diritto , chefipojìa vedere ilfuofine , ma ben
que]lo appare dlquatofopra terra : e benche(come ho detto difopra)non ci fi vedano vefixgi come V edificio fia
uafopra terra 5 ho voluto nondimeno fecondo il parer mio Iettare fu il diritto , e co fi la parte a man deflra fé*
anata. B .rapprefenta vna parte del tempio grande , e la parte fegnata. A * dinota vna parte del tempio più pie*
dolo ♦
■
. .
,
LIBRO TERZO
«MI
/
V y v r
□nnaii
XXXIT
DE LE ANTIQ.VITA
/Sfcy^ET L tempo quifitto dmojlrato e fuori di Roma molto minato , fcr è la ma^ior parte di pietra
Jsp£ i JL-1 cottage non e motto grande, ne fi comprende che haueffe luce le non da la portale da lefineftre ab
\p%te per tejtajopra le cornici, tumulato fon erano luoghi dafiatue }odaì doli, o cofefmilUa
!&Èk*ÈsÉ mijura di quefio tempio fi perdette per il viagjio t e pero io non la pongo altramente , ma VAr
cbitettofì poira valere de la inuentione ; ma ben tengo in memoria cheH tempio dentro era vn quadro e me^o,
cofi ne la pianta come ne ialte^a ♦
L J B
TERZO
Vejlo tempietto è af
fai picciolo , te è di
pietra cotta , mijurato
colf almo Romano ant
fico ♦ la longitudine del portico e da
palmi quaranta , e lafua latitudine e
palmi fediti » la porta e targa palmi
dieci * i nicchi fono tutti di \na lar
fihe%qt, la quale e da palmi quattor
dienti fyacio fra i nicchi e palmi fei*
circa le altere io giudicai , che dal
f aumento fotto Varchitraue ci f ufi
fé da palmi quaranta , e che Varchi
traue , il fregio, -e la cornice fuffe da
palmi nóuetdt maniera che dando
V« palmo di diritto a la cuppola ver*
ria 'a effeYe la fua alteiga da palmi
Jettanta'in tutto per attera*
■
L prefente t?
petto e fuori
diR orna, par
te didietra cot
ta, e f urte di marmo, il qua*
le e rumato affai , efìgiudi*
ca chefujìe yn Jepolchro, £r
e di forma quadrata perfetta
per oani verfo* da muro a mu
ro e circa palmi trenta. la arof
fezga del muro e palmi due e
me%p ♦ la latitudine de le ca*
pelle e palmi dieci ♦ la porti
è larga palmi cinque* Valte^
%a de le colonne con le baji
e capitelli è palmi y enti due
e me^o* lagroffe^a d'effe è
poco più di due palmi * Var*
cburaue, ilfredo , e la corni
ce e alta da palmi quattro »
da la cornice a lafommita de
la volta è da palmi vndici «.
l'alte^, de diarchi de le ca.
pelle è palmi venti*
lì I B H'OTE-RZO'
XXXV
L tempio qui f otto dimojìrato e a Tiuoli appreffo il fiume}mol 'to rumato f^auea il fronteft.jdo
attuanti e di dietro } eie colonne da le bande fono manco de la meta fuori del muro . la latitm
dine del tépio da muro a muro è bracciali. et e mifurato col braccioli quale e misurato templu.
pietatif * la lunghe^a del tempio è da braccia diciotto * laarojfe^a del muro e braccio vno e
ninuti vndicula ofoffezga de le colonne del portico e vn braccio e vn ter^o* lajua altera con le bafi £r i ca
nielli e circa braccia dodicul 'altera de l'architraue}delfreaio}e de la cornice e da braccia tre} il fronte juicio
• dal piano de la cornice a lafommità d"effo braccia tre * Vaitela del bafamento leuato dal piano e braccia
ie e me^o , ne la faccia dauanti non ci e veftido di porta , ne di nicchi per effer minato 5 ma io l'ho cofi dife'/
mata per ornamento}che anchor cofi potna fiore f& ancho ne iparieti}ne da le bande di dietro fi vedono alcu
tefinejìre 5 io nondimeno le ho volute porre ne la pianta in quei luoghi >doue elle per mio parere fonano bene*
'a mifura de i membri fi del bafamento }come de le cornice difopra} io non le narrerò in particulare} ma eìlejo
wproportionate a leproprie}che anchorafe ne vede alcun pe^p*
XXXVI
DE LE ANTIQ.VITA
PIANTA DEL TEMPIO DESCRITTO DAVANTI»
"Etiche nel principiò di quefto libro io balbi* detto di trattare piamente de le antiquitk j non ya
I diopero rimanermi di trattare di alcune cofe moderne fatte a tempi nojìri,e magnamente bauen
do bauuto quefio noftrofecolo tanti béìliffimi ingegni ne V Architettura * Tu adunque al tempo
di Giulio fecondo pontefice majfimovn Bramante da C^ieldurante, nel ducato di Vrbino,
buomo di tanto ingegno ne V architettura , che con lo aiuto £r autorità chegli dette ilfopra detto P ontefice ,fi
può dire ch'eifufcitafiela buona Architettura , che da gliantiquifino a quel tempo era. fiata fepulta : il qual
B ramante alfuo tempo dette principio a la jiupendafabrua del tempio di fan Vietro di R.oma} ma interroio
io da la morte lofio nonfolamente lafabrica imperfetta ; ma anchora il modello rimafe imperfetto in alcunepan
ti} per il che diuerji ingegni fi affaticorono intorno a tal cofa7 e fraglialtri R aphaello da Vrbino pittore , £r
ancho intelligente ne V A rchitettura,feguitando fero i vejligi di E ramantejece quefio difegno}il quale algin
dicio mio e vnd beìlifpma compofitione , e del quale lo ingeniofo Architetto fi potrà feruire in diuerfe cof-
fe, ne vi porro tutte le mifure di ejìo tempio t percioche effendo ben proportionato 5 da vna parte de le mifure
fi potrà trarre il tutto * il detto tempio e mifurato a palmo Romano antico , e Vambulatione di me%o e larga
palmi nouanta due} e quelle da le bande fono per la metà di quefta* da quefie due mifure adunque fi potrà, com4,
prendere il tutto *
TERZO XXXYìf
xxxvm
LIBRO TERZO
Bl tepo di ixiulio* 1 1 .Jì traudita in K orna tialdejjar vetrucci Senefe}nofolaméte pittore granfe; ma
Smotto mtelliùete ne Varchitettfra il quale fé quitado pero i vejiiai di 8 ramatejece vn modello nel mo
io jMjotto dimojlrato}volendo cbe'i tepiobauejfe quattro porte ,e che l'aitar madore fufie nel mezpy
^ggÉg^l 2 a i quattro anaoli ci andaaavo quattro Jacnjhe 3 foprale qualifi poteuano fare i capamliper ornarne
to emajjìmamtte ne la faccia dinanzi xhe aitar \ìa verfo la città Al prefente ttpio e mifurato a palmo antico R omanoi
e prima nel mr^o da Vun pilaftro a l'altro è paimi cento e quattro * il diametro de la cuppola di me^p e palmi cento e
ottanta otto* il diametro de te cuppole picciole e palmi fejjanta cinque.il netto de lefacnjiie e palmi centoni quattro pi
laftri di me^o fanno quattro archici quali tolaonfufo la cuppola^ i quattro archi fono aia fatti : Valteiga de i quali è
palmi ducento e venti , efopra quefti archi ci andaud vna tribuna molto ornata di colonne con lafua cuppola Jopra , e
quejia ordino B ramante prima ch'ei monjfe : la pianta de la quale e qui ne lafeauente charta ♦
L l lì li. o TERZO
XXXIX
IffW^f - ^ fyUr* luifotto à'wfirata è la pianta de la tribunale andana [opra i quattro archi, fi come
irS te^fe'k° *e*° ne lLaPaffata c^arta xPer la quale fipuo comprendere che in tal cajo B rimante fu (Te più
p| fg^^tnimofo che confideratiuo : percioche vna tanta mafft, e di tanto pefo vorria boniffmofondamen
' f^P^fowfo a farla ficura , non che a farla f apra a quattro archi di tanta altera , &■ a confirmationè del
mio detto , i pilaftri già fatti con ifuoi archi , fetida altro pefo fopra , già fi nfenteno} e fono crepati in alcuni ho
ghi : nondimeno perche la inuentione è Iella £r ornata, £r e per dar gran luce a V Architetto ; io l'ho volu>,
ta mettere qui dijegnata.e per non effer proliffo in narrare tutte lemifure^io ne diro alcune de le principali,
ma il rimanente fi potrà trouare con i palmi piccioli, che fono qui f otto dentro de la pianta , che fono palmi dm
quanta * lagrojìe^a de le prime colonne di fuori e palmi cinque « la grafferà de le feconde più interiori e pai
mi quattro ♦ lagrojfe^a de le terze colonne più interiori e palmi tre e tre quarti ♦ il netto de la tribuna dentro
e palmi cento e ottanta otto ♦ il diametro Je la lanterna di me^o e palmi trenta fei. il rimanente de le cofe fi pò
tra comprendere} e mifurare co i palmi piccioli*
XL
D tTTì-r A N T I Q_ V I T A*
"■Vejìoe il diritto den
\htro e H fuori de la pian
i^^'Mta pajìata, dalqualfi
può riprendere la ara.
maffa, & ilgranpefo chefaria quefio
edificio fopra a quattro pilafìri di tan
ti alteTga ' laqual maffa (fi come io
diffi auantì)doueria mettere penfiero
ad ogni prudente Architetto a farla
al piano di terra, non che in tanta al*
te^a i e pero io giudico, che V A r*
chitetto dee efferpiu prefio alquanto
timido che troppo animofo: perche fé
farà timido 5 eglifara lefue cofe ben
fi cure Rancho non fi f degnerà di vo
lere il confqlio d'altri, e cofi facendo
rare volte perirà t ma fé farà troppo
animofo; egli non vorrà l'altrui con*
figlio , dnqfi confiderà folamente nel
fuo ingegno, onde tyeffe volte precipi
faranno le cofe da lui fatte te pero io
concludo,che la troppo animofita prò
ceda da lapfuntione,e la profuntione
dal poco fapere,ma che la timidità fa
cofa virtuofa, dandofifempre a crede
re difapcre 0 nulla 0 poco*h e mifure
di tutta quefìa opera fi trouerano con
i palmi piccioli ,che fono qui adietro*
LIBRO TERZO
XLI
~~~ÌM A pianto quifotto difettata fu muttione di B ramata ben ch'ella non fi fece in operaia quale anda
lM'-J$Jlè, sua accordata con l'opera vecchiaia parte feanata. B .e la chiefa di fan Pietro in montoriofuori di
■ "Vj;S Ironia . la parte fegnaia. A «è vno claujtro vecchio . quella parte di me^p adunque cofi ordino
B ramante accomodandofi con Vopa vecchia * la parte fé mata *Q .dinota vna louia con quattro ed
'-'^Si-y^
ironia * la parte femata. A .è vno claujtro vecchio . que\ia parte di me^p adunque cofi ordino
B ramante accomodandofi con Vopa vecchia ♦ la parte fé mata *Q .dinoia vna lo&ia con quattro ed
veìlette ne aliandoli. la parte. D .è cortile. la parte.E. e vno tempietto^ il quaicfecefare il yrefato Bramati'/
no.de Le mijure di quefìa pi
A rcìntetto fi potrà feruire
sii te. Le mijure dei quale in più d'.ffufa forma ne lefeauenti chartefi dimojlreranno.de Le mijure di quefia pianti
1|| non dico eoa alcuna-, mafolameute io Iho fatta per Ìinuentwne}de la quale V Arch
x>
^
XLII
DE LE ANTIQ.VITA
E taf affata charta ho ietto di dimofirare quel tempietto di JB ramante più cliffufamenfey il qua*
le non e molto grande, mafufolamente fatto per commemoratione di fan P tetro apoflolo, perche^
nel proprio luogo fi dice cheH detto Apoflolofu crocififìo* i l detto tempio e mifurato col piede
É~_^Rom<wo antico , il qual piede efedra digiti, £r ogni digito e quattro minuti t la qual mifura fi
trouera nelpalmo,col quale e mifurato il PantheonJl diametro di quejìo tempio e piedi venticinque ,e minm
ti ventidue ♦ la latitudine del portico intorno al tempio e piedi fette » lagrojìe^a de le colonne e piede vno,e
minuti venticinque « la latitudine de la porta e piedi tre,eme%p * quei quadretti con quei tondi dentro , che
fono intorno al portico, dinotano i lacunari fopra le colonne + la groffe^a del muro è da piedi cinque ♦ Uri
manente de le altre mifure fi potrà comprendere per le prime ♦
LIBRO TERZO
XLIII
fure dayande a picciolo*
Vejlo e il diritto del tempio qui a canto dimoflrato in pianta , il quale rapprefenta la patte di
fuori , &■ e tutto di opera D oricafi come per il dtfegnofipuo comprendere ♦ circa a le particm
lar mifure io non mijtenderotpercwcbe da la pianta fi potrà comprendere il diritto , per e fiere
queJtOj quantunque ecjlifia picciolo, proportionatamente difettatole traportato con le proprie mi
I
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XLIIII
D E L E A N T I Q. V I T A
O dimoftrato ne la paffata charta la parte di fuori del tempo di fan Pietro in montorio,it quél
Jece Stramante ♦ bora quifotto dimojlrerb la parte di dentro } là quale(come ho detto qui adiet
tro)e fatta con tal proportione , che V Architetto potrà trouare tutte le mifure col melode la
pianta , e benché quejlo tempio paia di troppo altera , e che V ecceda a Vaitela di due latitu*
imi ; nondimeno jn 0pera per [e tperture je \t j{nefire }edei nicchi che vi fono , onde la vijìa fi viene a di"/
latare 5 tale altera non offendevano per le duplicate cornici } le quali girano intorno , che rullano affai de
Vaitela ; 7^ tempio fi dimoflra affai
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LIBRO TERZO
XLV
fe et f laitt
Verro edificio e fuori di Roma appreso fan Sabbiano , et e tutto minto fu ni firn del terreno, e marinamente le locate in*
ino, ma l'edrjcio di mey.per e fere opaafdfimaj tutto integro, et è opera dt pietra cotti , ne utfìuede ornamento alcuno,
■ e tenébroìfofer non Imeie altra luce , che dxUportx,eda i quattro nicchi alcuni piccioli feneUrini.La pianta di quejìo e mi',
tolta a palmi miqui Romani , e le hnjhe\zj } e larghette fono mfurateatanne, et ogni canni e palmi dieci . E prima U
_ 't«gwjyn(ttfl. A.f lunga carne ,xlix.e palmi tre, le altre per la maggior lunghe^ fono lunghe canne.hu e palmi tre . la lar*
ijln z$g at Tt fofge f (am.xysii.lagroff^ade ipilajìn anulari con mi ifuoi membri e pam dodici, da le qual mifutefi potrà riprendere H
rimanente, circa l'edificio di me:o, la parte Jegnatx.&.c dfoperta , et e in lunghe^ canne fette e palmi fi , et in larghezza cannette e palmi
quattro . hpane.Cffcoperta^ e uiene a ejfre di quadrato perjitto ,ete canne quattro . i quattro pilaHronifono digrofe^ palmi dieci.lagrof
Jè*33 ieì mm mom a l'(¥i(W rotondo e palmi.xxiin.lap aneJègnatiLB.e uoltata a botte , e laparte di mey e unfodo che fobiene la detta
botte nei mey del quale e una apettura.ilfdo di mey ì ornato di nicchi che acce pannano tjliaìtri che fono nel muro.circa a le altèz^per ejfer mot
u ipieno, et ambo perche ci era b e fiume dentro jio non le mjjurai , et ancho per non ci efere belle^a ài arihtettura;Tion rrnni corno del diritto.
XLVI DE LE A N T I Q. V I T A
'@^y— <S^: Vefio theatro fece fare A ugufio fitto il nome di Marcello fuo nipote, e pero fé gli iiceilthed*
ff^3&\ *i fro (?i Marcello , £r è i» Roma : rfe/ <jw<i/e_/z ve<fe iwcfwra vh<* parfe in piede, dee de la par*
f$0^fMte del portico dt fuori, & t folamente di due ordini , cioè Dorico & Ionico , opera veramente
molto lodata, benché le colonne D oriche non hanno le file bafi,ne ancho la fua cinta di fitto,
nupofanofopra ilpiano del portico cofifimplicementefin^a cofa alcuna fitto
D e la pianta di quefio theatro non fi ne hauea troppo notitia,ma non e molto tempo che i M affimi patritij R o'/
mani volendo fabricare vna cafa : ilfito de la quale veniua ad efferefopra vna parte di quefio theatto,et ejfeno
dola ietta cafa ordinata da tialdefiarre Senefe raro Architetto, e facendo cauarei fondamenti ;fitrouatono
molte reliquie di corniciamene diuerfi di quefio theatro x efifeoperfi buono induio de la pianta, e B aldeffarre
per quella parte feoperta comprefi il tutto, e cofi con buona diligenza lo mifutò,e lopofe in quefiaforma,che ne
La chartafiguentefi dimofira x £r io, che nel tempo medefimo mi trouai a Koma, vidi gran parte di quei coro
meiamenti, tr hebbi commodita di nufurargli , e veramente io ci trouai cofi belle forme ; quanto io veieffi mai
ne le nane antiche, e maffimamente ne i capitelli D onci, e ne Vimpofle demarchi, le quali mi pare che moh
to fi conformino coni fimi di Vitruuio, e cofi ancho il fregio, itngliphi , elemetope corrifpondeua.no afiai
lene*Ma la cornice Dorica, quantunque ella fa ricchiffima di membri e ben lauorata ; nondimeno io la trouai
molto lontana da la dottrina di Vittuuio, ir affai licentiofa di membri, e di tanta altera che a la proportione
de l'architraue,e delfregio, i due ter^i di tale altera] ariano a bafian^a* N e mi pare perciò, che con la li*
cenila de l'effempio di quefia, o di altre cofi antiche alcuno Architetto moderno debbia errare(errare intendo
tifare contra i precetti di Vitruuio)ne effere di tanta profuntione chefaccia vna cornice, o altra cofa appunto
di quella proportione, che eglil'ha veduta e mifurata , e poi metterla in opera x percioche non bafia ine io lo
poffofare , che anche l'antico l'ha fatto, fin^a confierare altramente fi ella fa proportionatd al rimanente ie
V edificio * ultra di ciò fi quello Architetto antico fu licentiofo ; non debbiamo efiere noi, i quali, mentre la ra
gione non ci perfuade altrimenti }hauemo da tenete la dottrina di V itruuio come guida e regola infallibile ;
percioche da i buoni antiqui perfino a la nofira età ninno fi vede che de V architettura habbia fritto meo
glio e pm dottamente di lui* E fi in ciaf curi altra arte nobile vediamo effere vn primo , al quale e attribuii
ta tanta autorità, che a ifuoi detti fi prefia piena ir indubitatafide ; chi negherà, fi non e temerario ir ignoo
tante, che Vitruuio ne l'architettura nonfia nel fupremo grado i e che ifuoifcritti(doue altra ragione non ci
fiajdebbiano ejferefacrofanti et inuiolabilk'e crederglipiu che ad alcune opere de i Romanici quali benché da i
vi rea imparajfero il vero ordine de l'edificare; noiimenopoi come ie i Greci iominatoriforfe alcuni di loro ne
diuéneto licentiofue certamente chipoteffe veierele marauiglwfe opere che fecero i Greci, le quali fono quafi
tutte efiinte ir abbattute ial tempo e ia le guerre; giudiedrebbe le cofi greche di gran lunga fuperare le Ro*
mane. Si che tutti quegli Architetti che iannaranno ifcritti li Vitruuio, e majfimamente in quelle parti che
s'intenlono chiaramente , come l'orline D orico , di ch'io parlo ; faranno heretici ne l'architettura negando
quell'autore, che da tati anni in qua e fiato apptobato,ir e anchora da glihuominifapientuYìothauenio fatto
quefio difcorfi,che era neceffarioa beneficio di coloro, che per lo alletto ciò non hanno confiderato, tornando al
ypofito dico, che quefia pianta fu mifurata col piede antico Romano, e prima la parte di me%o notata* A* detta
orche ftra e per diametro piedi cento nouanta quanto, ir e di me^p citcolo* da Vuno a l'alito angolo de i coro
ni notati.H*ci fono piedi quatttocento dicifette * la parte notata* B * ietta profienio e tutta fpatxofa, e doue e
la lettera*C* e ilportico de lafiena,nel me%p del quale era il pulpito * la parte fegnata*D *era vn veftiboo
lo con le fiale da le due bande che andauano a i luoghi fegnati* E» detti hofpitalia.quei portici da le bande fio
gnati*G*fi vfauanoperpafiegjiare,efi dicono vetfune ,le qualcofi non fi vedono piufopta terra per effer eoo
pene di altri edifici * de le mifurepiu particulari fi de lafcena, come del theatro e de i gradi non mi ejlenleto
più , percioche ne V A mphitheairo detto il C olifio, io ne trattato più minutamente , dal quale fi potta corno
ptendete come fiauano quefti , mala patte di fuori , che gitaua intorno il th eatto, la dimofìtetone lachatta
feguente *ire mifutata ptima di quefia pianta con vn Itacelo comune }il quale e qui fitto * il btaccio e iiuH
fo in patti dolici detti onde, ir ogni onda e cinque minuti, e quefio e la ter^a parte di vn braccio*
IIBRO-TERZO
XLVII
XLVIII
DE LE A N T I Q, V I T A
^ A fedente fiaura ripprefenta la parte di fuori del theatro di Marcello, &* e mifuratdcól trae
\cio detto di fopra * E prima laaroffez^a de le colonne del primo ordine e braccio vno e minuti
quaranta tre , e la parte difoprafotto il capitello e braccio vno e minuti fedici * Vaitela del cs
'.pitello e perla meta de la colonna, cioè da baffo, il qual capitello fi trouera difegnato più diffu*
famente nel quarto libro a charte.XXlUne lordine D orico fegnato. B ♦ La impofta del primo arco feynatct
B.'e de l'altezza del capitello nel mede fimo luogo * lapilajlrata da le bande de la colonna e minuti diano"/
ut ♦ l'apertura d'un' arco e braccia fette manco minuti noue , e lafua altera e braccia vndici e minuti fedii'
ci ♦ Vaitela de Varchitraue e minuti quaranta noue ♦ l'altezza del fregio e braccio vno e minuti otto ♦ Val*
terza di tutta la cornice e braccio vno e minuti quaranta ♦ la latitudine de Varco fecondo e come quel difotto,
mal' altezza fua e braccia dieci e minuti quaranta otto. V atterza del piedefxalof opra la prima cornice per efal
tare le colonne braccio vno e minuti quattro « lagroffez^a de la colonna e braccio vno e minuti ventiquattro,
e lajua altezza e braccia vndici e minuti ventijette, cioefenza la bafe e'I capitello ♦ l'altezza de la bafe e mi
nuti quaranta quattro, l'alter^ del capitello , cioè dal quadretto del tondino fopra la colonna fin a la jornmiù.
d'elio e minuti trentafei , ma la voluta pende fotto il tondino, minuti venti e mezo, che viene a efìere difotto
a la voluta fin a lafommià del cimano minuti quaranta fei e mezo . la latitudine de l'abaco d'effo capitello e
vn braccio e mezo , ma latitudine de le volute e braccia due , l'altitudine de Varchitraue e minuti cinquanta
noue » l'altitudine delfreaio e minuti cinquanta otto ♦ l'altezza de la cornice e braccio vno e minuti quaranta
otto , la qual cornice e veramente per la meta più che non dcueriafe a la dottrina di Vitruuio vogliamo pre
Jlarfede* Ma tipreao difcreto lettore che non mi vogli imputare di profusione, ne ijlimarmi temerario ne fé*
uero reprenfore, e cajliaatore de le cofe antiche, da le quali tanto fé impara, perche l'intento mio e di far cono
fcere le cofe bene intefe da le maleìntefe , e non come da me , ma con le autorità di Vitruuio, fcr ancho
de le buone antiquita , le quali fono quelle , che fi conformano più con la dottrina d'effo autore ♦ La bafe di
quefio fecondo ordine, che e Ionico , & ilfuo piedejlalo fotto effa , e Vtmpojla de Varco, & ancho l'architrao
uè, il fremo, eia cornice fi trouera nelprincipio de l'ordine Ionico a charte, XL. e faranno fegnate.T \e cofi
il capitello Ionico fi trouera a charte.XXXlX.nd detto ordine efarafegnato.M*
.-1,
=
DE LEANTIQ.VITA
Vola città antica ne la D almatia propinqua al mare fi troud arti patte di vn theatro,ioue lo in*
^wffffi gewofo Architetto fi accomodo del monte, feruendofi d'ejfo monte per vna parte de t gradile fé*
■' ce nel piano i 'orchestra ,lafrena,eglialtri edifici pertinenti a tal bifogno-e veramente le ruine, e
le Jl'odie tche per quei luoghi fi vedono, iimoflrano che quello era vn edificio e di opere,e di pie
tre ncchiffimo , ejopra tutto vi fi comprende qran numero di colonne , e fole, & accompagnate, &■ alcuni ango*
U con colonne quadre, e me^e tonde, legate tutte in vno, e ben lauorate di opera Connthia, peraoche tutto il
theatro cofi dentro come di fuori era di opera C orinthia * quefio edificio fu mifurato con vn piede moderno di*
Utfo in parti dodici adimandate onde, la meta del quale farà qui fiotto * La feguent e figura rapprefenta la pian*
tafr ancho il profilo del [opra detto theatro , le mifure del quale fono quefte - la latitudine de la orchejìra,
la quale e di me^p circolo , iljuo diametro ìt circa cento e trenta piedi ♦ t gradi che girano intorno con quelle
due lirade fono da piedi fettanta * laftrada notata, T -viene a effere al piano del pulpito de la frena al quarto I
_£ecimo arado * la latitudine del portico intorno al theatro e da piedi quindici, e la fronte de i pilaftri è piedi
fette, e me^o, cioè le parti verfol'hojj Italia : ma la fronte de ipilajin intorno al portico con le colonne e circa,
cinque piedi, e dal un pilaftro a l'altro e circa piedi dieci, quefto e quanto a la pianta del theatro- 1 due qua* :
dn maauionfeanati- O -fono l'hofrpitalia, del qual luogo s'entraua ne V andito. T ■ il qual mette capo fu laftra j
da di me^p de i qradi, come fi può comprendere nel profilo doue tiUT '-eli di fiotto quello e parte de l'andito*.
Vhofpitalia e da piedi quarantacinque « la latitudine ae la frena e da piedi venVuno ♦ la largherà del porti*
co ( da piedi ventifette * lafua longitudine e quanto l'edificio ♦ V edificio fopra la pianta del theatro dinota il
profilo d'ejfo theatro * l'arcofegnato-A -dinota ilportico , i due archi-C- B -fonofotto i gradi ♦ quella corni
Ce*D,ì> l'mpojìa degliarchi ♦ A quefto theatro non bijagnaua (cale perfalire ,peraocbe il monte preflaua In
commoditd di andare Jul theatro, & ancho da lafrenafi potea andare fui theatro, pereffer quella congiunti col
theatro, ma quel di Marcello efeparato da lafrena, e pero igradi ci erano di bifogno ♦
XIBRQ TE R 2 O
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PROSCENIO
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PORTICO
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DE LE ANTIQ.VITA
£ Vejlo theatro(come ho detto)era molto ricco di ornamenti tutto di pietra vitti, e di opera Co
u rintbia molto bene e riccamente lauorato, e per quanto fi vede ne le reliquie jj^arte per quel luo't
^$È<$Ls$0 » ^afce"a era m°h° ruca h colonne fopra colonne, e doppie e fole , cofi ne le parti interiori,
?^$tf&— come ne le parti di fuori con diuerfi ornamenti diporte,e difinejlre.leparti interiori de l'edificio
fono molto rumate , e circa a le mijure d'effe ne darò poca notma , ma de le parti di fuori ne darò mifu.ra in par
te Al primo ordine rujìico}nel quale nonjono colonne-} eleuato da terra con tutta la cornice fegnata+E. circa A
piedi fedici.V altera de l primi piedeftali e da piedi cinque* Vaitela de le colonne con le bafi,&i capitelli e
da piedi ventiiue . laaroffe^a de ipilaftn con le colonne e da piedi cinque ♦ i\qrqjje^a d' efie colonne e da
piedi due, e me^p * l'apertura de diarchi e circa a piedi dieci, e lafua altera da piedi venti ♦ l'altera de
l'architraue, [redo, e cornice e circa a piedi cinque* l'altera de i piedeftali fecondi fegnati. X* e da quattro
piedi e me^p ♦ L'altera de le cotóne e circa a piedi fedici * l'architraue, ilfre^io, e la cornice e piedi quattro*
le mifure de i membri particulari io non le dico , ma ne le figure dunoflrate qui dinanzi fi potranno compren"/
dere , le quali fono proportionate a le proprie : de lafcena e de l'altre parti di dentro io non do mifura ah
cuna , ma folamente ho dmofìrato qui auanti vna parte delportico d'ejìafcena, la quale e fegnata+P «e cofi
la cornice, ilfreaio, e l'architraue fegnato. F.eraa la fommita di ejìa» i capitelli fegnati. S ♦ erano ne le parti
dentro con alcune colonne di me-zp tondo fuori di alcuni pilaftri quadn,cofe molto ben lauorate , le quai tutte
cofe(come ho detto)fono di tanta ricchezza e dipietre,e di artificio;che potriano filare con quelle di Koma al pa
ro * la cornice , il fregio , e l'architraue je^nato* A* era a la fommita del theatro * la cornice fegnata-B * e
l'impojia delfecondo arco, V architraue ,il) reato, e la cornice fiegnata.C *e la cornice fopra i primi archi, queh
Ufieqiata-D.e l'impojia dealiarchi primi . la cornice fegnata* E* corre fiopra il bafamento ruflico intorno
l'edificio* il piede con che fu mfurato quejìo edificio e la linea quifotto, la quale e mezo piede. e non te ammi*
rare lettore Se io non ti dico tutte le mijure ajjermatiuamente, e minutamente : percioche quejie cofe di Vola
furono mifurate da vno midior difeonatore ; che intendente di mijure e di numeri «
■* T '•"•*>£^
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IIBROTERZ O
LUI
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DE L E A N T I Q. V I T A
Ferento atta molto antica preffo a Viterbo fono li vejligi d'un tbeàtro molto ruinato,ù' anc'ho
ii poca opera ,e di pochi ornamenti, per quanto fi vede xpercioche reliquie non ci fono, da le quali
fi fi Jfmo comprènder ali ornamenti, an^ifi vede, che al portico del theatro erano pilajìri quat
in, ti? ancho iejcaìc erano molto femplici , benché mal fi comprende come ftefiero per le ruint
loro . Lajcena di quejio theotro e molto differente da le altre, come fi vede ne la fedente pianta t nefopra ter
ra vi e in piede tanto, cheftpojfa comprendere comejt-.fc lafcena,ne il pulpito ♦ quefta pianta fu mifurata col
piede antico , e prima parlando de la orchejira. A . la quale e di me^o circolo , ìlfuo diametro e piedi cento
quaranta uno e me^o . tutto il corpo del theatro, cioè i cunei con tutto il portico,& ilpllajìro angularefe pie*
di trenta cinque * ilpilajiro de L'angolo e piedi cinque per ogni lato ♦ l'entrata del portico verfo lafcena e pie'/
di uno . 2/ conio e piedi venti due, lagrojie^a del muro arca l'orcheflra t piedi tre e me^* Vhofpitalia fé*
gnata* X e in longitudine piedi quaranta e me-^o, &r in latitudine piedi trenta ♦ la largherà del portico circa
a theatro e piedi vndicu tfuoi pilafin fono graffi per ogni lato tre piedi et vn ter^o. l'apertura degliarchi e pie
di noue * 11 netto de la latitudine de l'orchejtra- B .e da piedi venti, e'I luogo del pulpito *C *e in longitudine
piedi quaranta e me^o , la jua latitudine e piedi dodici , e la fux porta e piedi noue * il luogo fegnato. D +
deuria effere il portico po\ifcena 5 nondimeno non afono vefiigi alcuni di colonne,an^t dinota che a fujfe vn
muro j U quale efipra vna ripa * la latitudine di quejìo luogo e piedi duinoue e me%p * A canto quefio thea*
tro a manjtnijtra afono li vefiigi di due edifìci, ma tanto rumati, che non /i trouano ifuoi finimenti : nondi*
menai' edificio, F .per quel chef vede accenna eh ei fuffe circondato da altri appartamenti * la latitudine do*
uè e la F.e piedi trentauno * le due picaole flange fono piedi otto e me^oper v« latofe dieci e me^operl'al
tro * le bacie, douejono le quattro colonne, che per tal cofa 10 le tolgo, fono in longitudine piedi ventifette,&
vn quarto, ir in latitudine piedi dieci e mefo • la largherà de l'edificio notato. E + e da piedi venti.l nicchi
da le bande fono piedi diafette . la longitudine del tutto e piedi feffanta, & è difcojio dal theatro piedi cento
quaranta uno} e difcojio da l'altro edificio piedi feitantafei} e me^o*.
LIBRO TERZO
-**-
LVI
"©"a IM A N T I Q_ V I T A
\ (Pu«« qui [otto faw*.*.»smdk« che fufr Ufcena di un theatn , et ì tra Unii e Ternana t ma del theatro afona
■oìpachiueL uh io noi mifurat , ne ancho mijum que^arte dtjcena, la quale è #i j«« ruma (htm dmo&a aw
m iofi a mallo ne tolft fokmmein ijfyn> la muenttone , La$ortafe3nata.B.i Sfolto e: e amica dtojera Vonca , io
«, IÌ mifurai , ma «fi ««««il. «fifa*» /a iWiA* , f Uforma . «^ùn b> tafotWrt pafejwA «p.
UMM M*G.* -m FoJyw p KMUJMri <li <fr*fa , tf «k&om ckjtfi* rj/S hcentiofa, perche l mo imk 1/ qri <fc
I'mMhT , < <M fa*» s Al*» «<"■ « *JH*I" h «*■**»» ■ <«"» ai w/"mf/f ""J. « «f"»» > f «"f
r pif4i tóow , e pedi uem'uno e mey . eyuduti che f ejhfyjfe m ttapeWj 0 acremente un Jtplthro , m«J« «tfrtf
eludine : h quale - ,
ejferfi uojha t eh- la cofa e moltotfait a la mp*
LIBRO TERZO
LVII
Vejlo edificio fi dice, ch'egli era il
formo di Vcmpeio, altri lo dicono
ci caja di Mario } ma dal vulcjo e
^d£tto cacabanox il quale edificio fi
comprende , che era folamente per negottare , perche
non ci e hahitatione alcuna , ma era di molta gran'/
de^a} henche al prefente è qui fi tutto rumato, ma
tiene gran paef e, e per molte cafe fi vede di quefio
edificio ne le parti terrene t e doue e quella linea è
alprefentela via, che va da campo di Fioreapia^
%a giudea , e doue è la croce fono le cafe di fanta
C roce ♦ doue cil*Cx*e pia-^a giudea ♦ doue è lo
M « fono i macellari* doue e U.C. e lo cimiterio
difanto Saluatore ♦ doue e iLC *taiaato,e a fron
te la cafa di Cefis *fi che di qui fi può comprender
re la fua grandezza* le tre rotondità erano fiale per
falire difopra It due rotonditi vacue : perche non ci
fono vefiigi di ficaie, fi può comprendere che erano
luoghi difeoperti per la commodita del pifeiare, per
chetai cofefono necejfarie. la pianta di questo e mi
furata col medefimo braccio, col quale fi mifuro il
theatro di Marcello : laqual mifurafi trouera ne la
figliente charta fra, ali obelifchi, ejara me%o braccio
di trenta minuti ♦ £ prima lagrojfe^a de i pilaftri
e braccia tre e me-*o * lagrojfi^^a de le colonne è
braccia due ♦ gli intercolunnij fono braccia noue e
me\? fé? tutti i verfi + tpiiaim de piangili fono
tanto madori de dialtri , quanto e quello angolo,
che eju la cantonata : il quale veramente fu fatto
con bjnijfimogiudiciOj perche et toglie ben fu tutto
quell'angolo e conforterà, e con belerà di ope'/
i ra, e di qui potranno imparare molti Architetti^ co
l mefijpojjonofareghangoli conle^ohrme^econ i pi
' lafin iegatiAnfieme, accioche la cantonata venga al
traguardo de le colonne t la qual cofa da piufode^/
%a a V angolo ; che fé l detto angolofufìe ritirato al
traguardo de i pilafiri di mt-qt t percioche quegli
angoli onero cantonieri, che faranno ritirati in dem
trofia faccia far a guardata per linea diagonale, do
uè che la colonna tonda occupi V angolo ; parer* a i
riguardanti a tal veduta, che detto angolo fu imper
fetta * eperb(come ho detto difopra)io lodo molto
auefia cantonata per efiere, majfimamente veduta
fer tutti e lati*
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D E L E
ANTIQ.VITA
Vanto a la pianta di quefio edificio ho detto a bafi.anray bora fa di mejhero ch'io dia qualche
notitia de la fua forma fopra terra, quantunque nonfe ne vedano troppi vefiigi 5 nondimeno fé
ne e pur trouato tanto in piede, benché nafcofo 5 che fi e comprefo almeno lafcorzg di fuori i la
qua1, veramente e ingeniofa inuentwne per vna opera foda, e majfimamente l'ordine primo , il
quale fi può dir D orico, quantunque egli non habbia ne architraue , ne trigliphi , ne cornice i ma "ben ci e le
forma, e fatta molto ingeniofamente , e con gran fortezza, e con Ielle legature fi di pietra viua , come di pietra
cotta, come fi vede ne lafiqurafeguente*Qirca legrojfez^ze de ipilafìrij e de le colonne^ £r ancho la latttudi*
ne de diarchi s'è detto qui adietro , ma de le altere diro » L 'altezza de le colonne con la bafe e'I capitello
è braccia dicifette * l'altera demarchi e braccia quindici ♦ l'altezza del conio } ouero chiaue , che è fopra
Varco è braccia due * l'altezza di quelle legature, che fono in luogo di architraue} è braccia duefcarfey ir ah
trettanto è la fafcia fopra effe * quefio fecondo ordine pare incomportabile per effer vnfodo di pilafiro fopra v»
vano,cofa v er amente f alfa quanto a la radone : nondimeno per efiere Vordine primo cofifodo, e per il conio fot
fra Varco, e quel contraconio fopra effo con quella fafciaf oda di fopra , e per lefyalle de diarchi molto gagliat
de, le quai tutte cofe rapprefentano tal fortezza, come è in effetto, che ipilaftri che vipofano fopra 5 pare che
nongrauino cofi Varco di [otto, comefarianofe fuffe vn'arcofemplice colfuo architraue,freaio, e cornice *ft
che per tal ragioni in tal foretto io non biafimo quejla inuentione * la latitudine di quejii archi di fopra è brac*
eia quattro , e l'altitudine è braccia noue ♦ lagroffezj^a de i pilaflri è braccia due , e vn terzo * laarofiezga
de le colonne è braccio vnofirvnfefio ♦ lafua altezza è braccia vndiciy&vn'ottauo con la bafe e'I capitelloi
fcr è opera Qorinthia* l'altezza de Varchitraue, fregio, e cornice è braccia due e tre quarti : benché de i mem
Iridi quejla cornice, f regio, Zrarchitraue non poflo dare particularmifur e per non ci effer e tal cofe in operai
mafolamente ci e tanto di muro per il quale fi può comprendere l'altezza de la detta cornice , fregio , £y archi'/
traue*
i J fi R O 1 B K Z O
LIX
LX D E LE ANTIQ.VIT A^_
|^jp^Tl R a V altre belle antiquità, che fono in Roma, àfono due colonne di marmo tutte hifloridte d'i
'% botiijfime [culture, vnafi dice la colonna Antoniana, V altra fi adimanda la colonna Troiana*
Ima di quejta Traianaper ejferpiu integra ne darò qualche notitia. Qjiejia colonna (per quam
ffyÉÉÉffl to fi diceria fece fare T raiano I mperatore, la quale e tutta di marmo, e di più pe^i, ma tanto
lencommeffa, che ella pare tutta di vn pe^o : e per darne minutamente le particular mifure 5 incominciero
dal piede delfuo baf amento , e prima il arado chepofain terra e alto palmi tre . il %occo de la\ua bafe e alto
filmo vno e minuti otto * la bafe lauorata e alta altrettanto * il netto del bacamento e alto palmi dodici e mi'/
nutifei ♦ lafua cornice lauorata e alta palmo vno e minuti dieci e me-^o ♦ la parte doue e ilfeftone e alta pah
mi due e minuti dieci * tutta la bafe de la colonna e alta palmi fei e minuti yenfotto partita cofi ♦ ilplmtho}
doue e /' a quila che ve ne fono quattro, vna per angolo, e alto palmi tre e dieci minuti ♦ il torofopra efio e al
to palmi tre e minuti otto . il quadretto e alto dieci minuti * Vaitela de la colonna, cioè il tronco netto,e pai
mi cento diaotto e minuti none * il tondino con ifuoi quadretti fiottoni vuouolo e minuti dteci ♦ Vaitela del
vuouolo e palmi due e minuti due ♦ Vaitela del phnthofopra il vuouolo e palmi due e minuti vndici *fopr*
qucjìa colonna vi e vn piedefìalo informa rotola, per il quale fi sbuca de la lumaca, e fi pò andare intorno effo.,
commodamentciperciochelpianoe due palmi eme^p ♦ e V altezza di quefìo piede jlalo e palmi vndici in tut*
to ♦ ma lafua bafe e palmi due , e la cornice difopra e palmo vno + la chierica di effo e alta palmi tre e me"/
%p . la,aroffe^a diquejiopiedejialo e palmi dodici e dieci minuti ♦ lagroffe-^a de la colonna ne la parte di j
foprat palmi quattordici * lafua arofiezja da baf.o e palmi fedici * la rotondità fegnata* A * dinota lafuagrof
je^a difopra,e quella fegnata* B .dinota quella di fotta ♦ la latitudine de la lumaca e palmi tre , e'I mafchio
e palmi quattro* la latitudine del bafamento e palmi ventiquattro, e minuti fei : nel qualfpatio àfono fculpite
due vittorie , che tengono vn epitaphio , fiotto de le quali fono molti tropheifculpiti, ne lo epitaphiofono Vini
jrafcritte lettere.
S. P* Q_* K*
IMP* CASARI DIVI NERViE. F* N E R V M
TRAIANO AVG+ GERMANIO* DACICO
PONT.MAX. TRIR» P O T* X V i i. e O S+ VI* PP*
AD DECLARANDVM Q_VANTJE ALTITV
DINIS MON.S ET LOCV5 SIT EGESTVS*
Q_uejla colona(come ho dettofe tutta hijioriata di bonijfimefculture, & e a vite; e caneìldta nel modo Do*
rico, e ne le canellaturefi vengono a collocare le figure di maniera,che i rilieui de le figure non iolaono lafov/
ma a la colonna, fra le qual figure ci fono alcune fineftre,che danno luce a la lumaca,nepero offendono le hijlo'/
rie quantunque eìlefiano pofie per ordine, e fono di numero quaranta quattro } come dimojlrerb tutta la colonna
integra ne lafeguente charta : ma queftifóno ifuoi membri più diffufamente difegnati,& ancho deferitti * tutti
quejti membri fono mijurati col palmo antico Romano , fatto di dodici digiti, & ogni digito è quattro minuti,
eh e fono in tutto minuti quarantaotto*
L l B R O TERZO
SENATVS
UXf
LXII DE LI.ANTIQ.VITA»
O trattato qui adietro de la colonna Traiana, e de le mifure de ifuoi membri partìcutari afìai
iijfujamente : bora qui auanti dimojìrerb tutta la colonna proporzionata a la propria, ne mijlen*
' C! It^v ^ aeri) più in replicare le mifure , ma la fejuente colonna ferriata* T *rapprefenta la colonna "Tra.
^^iSt^^iana. Onde denuaffenoali obelifchi, e comefujjero condotti a Roma , brache feruiuano -, io
non mi ajjaticaro a narrarlo tpercioche Plinio ne fa mentione ampiamente , ma io ne darà bene le mifure , e
dimofirero laforma dt alcuni, ch'io ho veduti^ mijurati in Roma : e prima Z1 obelifcofe^nato+O .e fuori di
porta C a pena nel circo fa e tutto fculpito di bi-^arrie Eaittie . lafua^roffe^a nel piede e palmi dieci e me*
^o . la fua altera e palmi ottanta, e quejìofu mifurato col palmo antico R ornano, maglialtri trefeajuentifm
rono mi furati con vn braccio moderno di minuti fé f anta, la meta del quale e quella iineafraali obelischi diuift
in parti trenta. Vobehfco (canato . P ,e in Vaticano, cioè afan Pietro fa e di pietra e^ittia, in cima del qua*
le fi dice efere la cenere di Gaio C efare . la fua groffez^a da baffo e quattro braccia e minuti quaranta due ♦
la fua altera e braccia quaranta due e me^o * la patte difopra e ^r offa tre braccia e minuti quattro, e ne Idi
farte da baffo fono le infrafcriUe lettere*.
DIVO CASARI. DIVI IVLII- F* AVGVSTO* TI*
CASARI DIVI AVGVSTI* F» AVGVSTO SACRVM*
'L''obelifcofeanato.Q_.e afan Rocconelme-^o delaflraia rotto in tr e pe^ji, et vn1 altro compagno a quello
fi dice effere li preffofepulto in terra a canto ala A uaufla * la fua arofe^a da bafjo e braccia due e minuti
ventiquattro ♦ la fua altezza e braccia ventifei e minuti venti quattro * lafuacroffe^a difopra e braccio vno
e minuti trenta cinque + ilfuo bafamento era tutto di vnpe^p.h 'obelifco fcanato.R .è nel circo di Antoni*
noCaracallafa e rotto come dimofira la fua formarla fua grafferà da baffo e braccia due e minuti venti
cinque * la fua altera e braccia venfotto e minutifedici , & e graffo ne la cima braccio vno, e minuti trenta
tre, e tutti ifuoi pie deflali fono proportionati a 1 propri), e benché in R orna ne fono forfè de dialitiche io non
qliho veduti; nondimeno io ho voluto darne notitia di alcuni conofciuti, e veduti da me*
3
Vaflìttitn IWM dal Huty
JitoitLoifiehfeitfait Vtfajit
nolntpcratort reìnttyiehttnà,
fame Uv.ri$uitfoW ii fa
fidi iapi.-tfa M ìhO iifalt in ji.ul;
Ili fUlH. fi (tttt l'tiifw ì il jfctfi
tot eiiir,;.Cii\fih( lg tifa jttmùjlìt
ìnlefipa liquidi ntifcto (beutì
irmi . queflii pinta e mifuau; 10I
falma oriko ,tp\if a fattoio irla
ptut iifuiri.ifihftifono infimi
jalmi direi r mmtiìjo. b^iejft7^a
ie le colonne ì palmi ^amo, ila pi
liyuu iale bande t pilm trtrmi
nmiut .iìumftt Punpìtólrc (
l'uilft) rjiilmi «ffl.'i nijt (V giratici f7i
f ralf J»im if (liyiuojaìmt wrnii dwr: .
Itffojhfó ie 'tfiliHn per fate t
jMlmr JcdKj. ja fs/imdjnr dtlfiwa
ftTtiniftìm mn dut.il fonico
ftu inlettoit ì largo palmi itffllj , f
ihfli du.Jcno « fott. dr JVm nn/ti
ti ufi il trr.no ^tim tonfcnitit
\3 rmUi\mi>o ititi igqutjft di
fmifiputia temf mirre il tiw,
P<7 f^fKMrfwjwiMmnr air fra
JWbJ* èrtiM !ip7ima.iMÌjw;Hii
rfl/rm mi puntili I«rj6pga,|ff
iht ìphjìiijmmniyafitptrjij.
/ rt.ffìpjrfKiìitffrwrijflimffKÌff/jf
/ urna imniarf <ij«» «J«nf frii«i«(
^n«».X.nrfm^JfJf jMaìi>wJJir«lff(
quadri, r f/f da anchìprt in lutti i
lutato. LipUautrrtgt di fumm i
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1 gufltìijjàjismr/ljrajil lì pilori if] r
LIBRO T £ R 2 O
LXV
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Minile firn il fuori congiunte l'oli
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(aio & laiiittr la commoka di a* ihfimfyi ti «km mtydi t*
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avoiifiM ' it fui11 cmU ''"'■ '"' '«jfax"""»"- iijy» g"**
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Si f ne U fiiftlM, Q*W
fini: prr fed<" fenitum un
ium dito «ccioiliel' irrite non
Tiimr$nf»tT*tf«'iÌ»«
mi irto) brmfmi incalva
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(
LXVI
DE LE ANTIQ.VITA
I O dimofirato qui adietro la pianta del Colifeo di Roma in quattro modi, fi come l'edificio e
di quattro ordini : horafa di bifoano dimofirare il Juo profilo, per il quale fi potrà comprendere
naran parte de le cofe interiori, e pero la fé attente figura rapprefenta tutto V edificio Jopra terra, co
' me fé ealifufiefeanto per me^p, nel quale fi cóprendono prima tutti i aradi, douefedeuano ifpet
taton, fi vedono le ambulatiomf ecrete comefiauano , fi comprende come, £r in quanti modi faliuano le fica*
ley che fono veramente molto accommodate & aljalire fjr al defcendere , di modo che in pocofipatio di tempo
V A mphitbcatro s'empieua di qran numero di perfone}et ancho con marnar prefic^afi votauafen^a impedirfi
Vuno l'altro, S i comprende anchora la patte difuori,come dimimuua laarojfe^a del muro, ritirandofi ne le.
parti interiori, il qual ritirare da maggior fortezza a V edificio : e chefia il vero, fi vedono fin al cCi d'homi ah
cune parti de la faccia di fuori anchora integre dal piede a la cima, e nondimeno le parti interiori fono rumate, e
quefio ha caufato(come ho dettogli rituarfi verfo il centro con V opera più fiottile, e di menpefofa qual dafepi*
alia forma piramidale *Ma quefio non e rjs'cruaio ne le comuni fabnch e di Venetia , an^ififa il contrario t
percioche i muri de le parti difitonfono ai perpendicolo , ma diminuifcono ne le parti interiori , e quefio fan*
no per guadagnare ma^ior fipatij mie parti fuperion <• Ma quel che da grande aiuto a quefie fabnch e e
che non cijono archi, ne volte dijorte alcuna, che fingano i muri, an^i la gran copia de i trattamenti, che ne i
muri fi mettono, vedono ad vmre i muri con detti legnami , e cofi quejii edifici fi mantengono tanto , quanto
durano l leqnami , l quali fi rimettono di tempo in tempo : nondimeno quefie tal fabriche non hanno perpe'/
tuita come le antiche fatte con lordine , che fi vede ne la faccia del Colifeo idei quale io torno a parlare*.
E perche (come io dijfi) le parti interiori fono tanto minate ; che non fi vede cofa alcuna di quella parte in*
tenore , laqualc e diuifa da la linea , che ha lefaette ne i capi, e perche non fi vede veftigio alcuno ,fe quelli
parte fuperiore dal finimento dei aradi fin 'ala parte di fuori era tutta coperta con iportici duplicati }overamen
te fé ci era vn portico folo, e V altra parte fuffe difcoperta ; io Vho dimofirato in due modi, vno è come fi vede
nel proprio profilo vnito con tutta V opera, e V altro modo e quello che e difegnato appartatamente f opra i aradi,
la qual fi accommodacon quella pofia in opera J 'centrando i due gigli, che fono ne t piedefiah * Ma per quanto
fi vedono alcuni vefiigi di crociere, che anchora fono vnite con la parte interiore del muro ,fi come dinota la
pianta quarta ; io per me giudico che vi fuffe vn portico folo, e che V altra parte fuffe difeoperta per locami la
plebe x & ejfendo cofi vi potea capire afiai maggior numero di perfine; che fé i portici fuffero fiati duplicati*.
Morper tornare al principio de i gradi, per non laffare cofa alcuna ch'io non tocchi, per quanto io fapero, dico
che per le mine, e riempimenti di materia, che lapia^a cioè ilfipatio di me^ e tanto ripieno che non fi com'/
prende come fuffero i primi gradi eleuati dal piano t ma per la notitia hauuta da chi ne ha veduto il fine, il pm
mo arado era tanto eleuato dal piano , che le fiere &r altri animali indomiti non poteffero nuocere a ifpettatori,
£r vi era vn podio detto parapetto, con vnaflrada di commoda largherà per andarui intorno, come fi dimo/>
jira doue e iLCM due archi il minore & il maggiore , che hanno quella apertura difopra , erano alcuni fpirat
coli per dardi luce ♦ quei luoghi elettati fopra i gradi, che fono coperti, fegnati* A *fono aperture, che da le fica*
le di fuori conduceuano i filettatori fui theatro*
Qjueftc pezzetto yat
qutnto qui a l'incont
LIBROTERZO
LXVJl
UXVIII DE LE A N T I Q_ V I T A
A parte di fuori delColifeo di Roma e compofta di quattroordini.lt primo ordine f opra ter*
\ra e Dorico : e benché nel fregio non vi fino i trigliphi , ne le metope , ne ancbo le gutte ne
BVj tÉBgJ$lepiflilio,ne[otto la corona ifulmini} ne le gutte ; nondimeno fé gli può dire opera Dorica+Ilfc
\35&Z££S~-condo ordine e Ionico, benché le colonne non fono finale, cioè caneìlateimafemprefipuo dire
ionico in effetto * Il ter^o ordine e Corinthio , ma di opera fodafen^a intaglio , eccetto i capitelli , i quali
per lafua altitudine nonfono molto delicatamente fatti • L'ordine quarto e Compofito, altri lo dicono Latino
per effer fiato trouato da Romani.alcuni lo dicono Italico, ma veramente fé gli può direCompofito,fe non per
altro i almeno per i modiglioni che}ono nel fregio xperciuche muri altro ordine ha fatto nel fregio i modiglioni*.
Nlolti adunandano la caufa, perche i R omam fecero quefxo edificio di quattro ordini, e non lo fecero di vnfo*
lo ordine come gliattri , cioè quello di Verona , il quale e di opera rujiica , e quello di Vola il medefimo*.
Si può rispondere, chegliantiebi R omam7come dominatori de Vvniuerfo, e maffxmamente di quei popoli, da
i quali li tre ordini haùeùdno hauuto origine 5 voljero mettere quefle tregenerationi inficme, efopra quelle met*
temi lordine Compoftto trouato da loro t volendo dinotare che come toiomphatori di queipopoli voljero an*
chora triomphare de le opere loro, difìonendole, e mefcolandole a loro "beneplacito * ma laffando quefio ragion
namento v coniamo a le mifure di quejia parte di fuori * Qjiefìo edificio era eleuato dal piano duegrddt* il
grado fecondo era largo palmi cinque, ir il primo palmi due* lafua altera manco di vn palmo * la bafe de la
colonna non e due palmi, £r ancho non e come la Dorica * la colonna egrofìa quattro palmi, e due minuti* la
fua alte-^a e palmi trentaotto e minuti cinque con la bafe eH capitello * Vaitela del capitello e circa palmi
due * lapilajìrata da le bande d'cjìa colonna, e palmi tre e minuti tre * la latitudine de Varco è palmi venti,
e lafua altera e palmi trenta tre * dafotto Varco fin f otto l'architraue e palmi cinque, e fei minuti * Vaitela
de Varchitraue e palmi due e minuti otto*Valte^a delfregw e palmi tre e minuti due,et altrettato e la cornice*
ìlpiedejtalo dei fecondo ordine Ionico è di altera palmi otto, e minuti vndici * Vaitela de la colonna con
la bafe e' [capitello e palmi trenta cinque * lafua groffe^ e palmi quattro * lepilajirate , e Varco fono come
quei difotto ♦ ma Vaitela de Varco e palmi trentax dafotto Varco fin fotto Varchitraue è palmi cinque, e mi*
nuttfei, * Valte-zgx de Varchitraue t palmi tre * Vaitela del fregio e palmi due, e minuti noue . Vaitela
de la cornice e palmi tre e minuti noue* ilpiedeflalo del ter^o ordine detto Compofito e palmi dodici * il qua*
dretto [opra ejìo e palmi quattro * Vaitela de la colonna con la fua bafe e'/ capitello e palmi trentaotto, e fei
minuti* Vaitela de Varchitraue, del fregio, e de la cornice e circa palmi dieci , compartita in tre parti , vna
parte e la cornice, vna parte per il fregio, douefono i modiglioni, e V altra parte e Varchitraue* Map er qual
caufa quegli A rchitetti poneffero i modiglioni nel fregio, cofa per auentura non più fatta aitanti ; io ne ho detto
il mio parere nel mio quarto libro, al capito o*viij>nel principio de Vordtne C ompofito * L e colonne di que*
fio quarto ordine fono piane di baffo rilieuo, e tutte V altre fono tonde, cioè i due ter^i fuori deipilafìri * quei
modigiionifopra le finejirefofieneuano alcune antenne y che per alcuni forami, che erano ne le cornici ji calma*
no, a le quali fi tirauano le tende per coprire tutto Vamphitheatro e per il S ole, e per vna fubita pioggia* Ver
qual cagione le colonne fiano tutte di vnagrofìe-^a, e che non diminuivano Vunafopra V altra , come pare che
voglia il douere , £r ancho Vitruuio vole che'l fecondo ordine diminuifea dal primo la quartaparte 5 io dico il
mio parere nel quarto libro, nel trattato de le colonne a charte* L X V I ♦ E perche i membri particularife in*
tendano meglio, io gli ho difegnati qui auanti al diritto del Colifeoproportionati a li propri} con ifuoi caratici
ri, che li chiamano*
LIBILO TERZO
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DE LE ANTIQ.VITA
ì fi elio cittd antica in terra di Roma ha vna porta veramente antica >&( ài opera "Dorica ,
quantunque non vijiano trigliphi, ne metope, ne ancho legutte ne Vepijìilio x ma per U colon*
Ìne> bafiye capitelli) e per la vetufù io lagiudicai antica , lenche le due torri da le bande fi pof*
"fono dir moderne quanto agli ornamenti difopra : nondimeno le torri fopra terrafen^a quelle ci*
mepotriano effere antiche, mafia come effer voglia, la porta e antica : la pianta de la quale e quifotto dimo*
firata^ ilfuo diritto farà qui a canto* Fu mifurata quejla pianta col piede antico-, da luna a l 'altra torre fo
no piedi fettanta, e la porta di me\o e piedi venti in latitudine , ciafeuna porta da le bande e largha piedi die*
ci *i pilajirifra Vuna, e V altra porta fono in fronte piedi dieci ♦ le altere io non le mifurai, ma tolfi la inuen
tionefolamente in disegno, perche mi piacque ♦ le tom(come ho dettó)per la bontà de % muri, e per le due lu*
machey che vi fono molto benfatte,e vecchijfime ; io vo credendo che frano antiche : le qual torri fono per dia*
metro piedi trenta, evie vna lumaca dentro larga da fette piedi . a canto quejìe torri ,ne la parte interiore de
la citta fono due flange, vna per banda, pnjfono effere da piedi venti cinque per longitudine y & in latitudine
da piedi dodici : le quali fono congiunte con l'altro edificio, & hanno le mura di aliai buona groffe^a. , va» de
le quali il vulgo la chiama la prigione di O riandò*
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»' f pro/iiNpaift . UfgwaJffxitì-%- rtfptfaiu
. m (rana ìè {ale fate ne ì jraff A limAir, «■ A/r
Hre <i t fonti Cuoi , & mìa fi ade me tpilì
. frano Incantati, e quei retti «fluiti, rtt li lì*
pa;o,'o ffli^u mwm ni a\»na . <** m^ ' */"'
«Tano fl'qiiiwro jvn fffltf. ftp" ' >!"'' ""' * i'""'"'
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Obi & litri fiale, Me iioprrt Mlflfft L*pf'"'
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il ano , & hi terqi . (, (a'onm , U qjufr eplf
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Wmt pjfil ÌM,e<ne\>.h larvai ir fi
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DE LE A N T I a V I T A.
Vanto a lapianta de V Amphitheatro qui adietro io ne ho dato le principali misure , franche
ho trattato parte del diritto * uora darò notitia de la parte di fuori , la qual opera non fi può
dire altro, cheruflica, ir hauendo detto de le^rojfe^e,elarahe^e, più non replicato , ma de
le altere per quanto 10 potrò ne darò notitia , E prima Vaitela de Varco primo e piedi venti
tre.t altera de le colonne e piedi venti fette da forma de Varchitraue,ilfreaio,e la cornice è piedifei* il pa*
rapettofopra effo e piedi due e me^p. Vaitela delfecondo arco e pedi venti quattro }e lafud larahe^a è piedi
dodici .l'altezza de la coIona è piedivéti fette e me^odyalte^a de le cornici, del fr e aio, e de laforma de Varchi
traue e piedi cinque e me-zp* il parapetto del ter^p ordine e piedi quattro e me%p*la larahe^a de Varco e piedi
none ir vn ter^p ♦ lafui altera e piedi dicifette e me^p . Vaitela de ipilafironifuperion, li quahfono più
larghi, e piedi venti e me^o : a 1 quali per quanto fi comprende erano apponiate flatue di buona grande^a*
la ter^a et vltima cornice e alta piedi cinque , ma io non tratterò le mifure particulari de le comici , percioche
con diliaentia io le ho tramortite cofi picciole da le proprie, prof ortionat e a quelle, e faranno le prime ne la fé*
piente carta, e dopo quelle farà il profilo de la parte di fuori de Vamphitheatro x appreffo del quale feauita la
fronte di vn p e^p de la parte di fuori d' effo A mphitheatro, il quale è tutto lauorato rufiicamente, ir e di pie*
tra V eronefe molto dura : ma le cornici fono lauorate vn poco più delicatamente, le quali hanno forma diuerfa
da quelle di scorna, e paion de la maniera di quelle de V Amphitheatro di Vola* Delapia^a di quejio km*
fbitheatro, il quale fi dice Arena, tolto quel nome da la Rena, che cififpargeua dentro per i diuerfiaiuochi che
fifaceuano ; io non ho veduto rtfondo x ma per quanto mi fu referito da alcuni vecchi V eronefi, finiti queiaiuo
chi terreftri che vi fifaceuano , ptefenti infettatori veniuano acque per alcuni acquedotti, e riempieuano in pò
• cofìatio tutto quel luoao di acqua come vn laao, e con leoni non troppo grandi faceuano hattdalie, eaiuocbi nat
uah t e cofi finiti i Giuochi, e partiti 1 leoni, aperte alcune porticelle,le acque in breue fpatio fi difperdeuano,&
il luoao rimaneua afciutto come prima , e quefia e magjior cofafi può credere , fé noi voghamo confiderare la
crande^a de 1 Romani . Ma poi che de la grandezza loro parliamo ,fono in V eronafopra V Adice fiume
molto celebrato,due ponti antiqui, douefra vn ponte e V altro ci era vn belìiffvno, e fuperbo Spettacolo xfopra il
quale poteuajiare ara numero digfoneper vedere iduochi nauali,che nel fiume fifaceuano, e quejio tal filetta'/
colo era lunao la ripa del fiume appoggiato a vn monte, et al quanto più fu nel mote era vn theatro,lafcena del
quale fi conaiunaeua colfyettacolo più fiotto : e perche(come ho detto)il theatro era nel monte fatto con molto
artificio ijopra efio monte era vn edificio arande , il quale fuperaua tutti dialtri t ma le ruine di quefli edifici
fono tante, e cofi abbattute dal tempo 5 che faria arande fpefa , e confumamento di tempo a volerle ritrouare t
ma hauendone io veduto alcuni membri in più parti del monta mi dafiuporefolo a penfarui.Et e ben raawne
fé i R omani fecero tal cofe a V erona : percioche eoli e il più belfito d' I talia per mio parere , e di pianure , e
di colli, e di monti , ir ancho di acque , e f opra tutto ^lihuomim di quefia citta fono molto aenerofi} e com
uerfeuoli*
LXXVI DE LE A N TI -Q, V ITA
O uHecornici, Mómflft'M* fon» relìquie il «ntiquìtt.QutSlit fui foHofegngta.A.cioe ma porte di colonna, forcbitroue, il fregio, t \t (onice m\\Uft'
mento \om m tutta d'un pe^o, e k jua Klttzyt e da piedlxi.antiiui té proportionaU, fit trottate fuori di Romajopra il lame Amene iato temone A
pome mnenta.o.hcorrUefegnsa.B.futrouatine i fondamenti di fan Pian, e Bramante lafecefotterare nel medefim luogo, tuttit merini erano a un pei?.
y,tt era M altera da fei piedi antidi,e aue<ta e proportmata a hpropria.k bafefegnaia.C.e a J»i Marco molto ben lanuta,^ e di open Connina non
| monomanie, può tfseteìn altera (ira un piede e me\o, ma $**« e poportionM a kpoprh.il bajammto \eSnato.D.ju trouato \npia\zi Capramca,e
tu dibatto, ma era molto fon fauorato. Talte\\a de h baje ma il zoao e da palmi due, e mi ifuoi membri propongati . ìabajejegnata.E.
noi era moho grande, U quale Ju trovata fra certe ruine, e'per l'abrasalo ch'ella htjopra il toro lupa ior e io la pudico Compw* , evento <*'
tutti i memlii io non ne dia notUia,fono nondimeno da grandi; apicaolìirafportaiipropoftionatmente.
LIBRO TERSO
LXXVll
T1ANTA
PHITHE
PO LÀ
A Fola città in Dalmati» è qutHi Amphitheatro nelmey de U
città, et e anchora molto integro : il quale edificio non hi altro
che V dagrinu di fuori con pei quattro contrafoni di trepil»-.
fri l'uno, li quéi per quanto io credo furono fatti per fortezzcL
fé ejfer queHaala di muro cojì abbandonata . ma quanto a là
ueduta eglino fono jrati a l'occhio , fi che de l'edificio non fu
fano cofa alcuna J'e non i murifegnati. A, ma per l'induiodi
alcuni forami , chejono nel muro di dentro fi pio credere ch'ei
facefìro i gradi di legname quando facciano lej'ue feHe e
giuochi ; nondimeno per ornamento ielafgura ho uoluto dife-.
gnare lavarle di dentro , comefepotmfore per mio parere.
QueUo Amphitheatrofumifuratocon un piede moderno, il
quale farà qui/otto la pianta . la latitudine deglurcht e piedi
ìioue et «Mie due t mi \ quattro archi principali fono in latita
dine piedi quindici et onde quattro . la fronte dei pilaf ri e
piedi quattro, et onew due. la colonna
due . le filavate da le bande fono
fin per fianco fono piedi cinque et o
contiafortìagiiiltrigilafoi e piedi
I
LKKVIU » 1 Li A N T I Q. -V I T A
! Vanto a la pianta de V A mphitheatro di Pota ho trattato a fujficientia qui adietro, bora e ne*
\cejfario trattare del diritto, e cominciando ne le parti da bafìo, quanto al hafamento egli non ha
j termine di mifure t che per caufa del monte non ha equalita , an^i nel monte fi viene a perdere
\non folamente ilpiedeftalo ; ma fi perde tutto iordine primo de diarchi con tutta lajua cornice
Juperiore t onde il monte e Vaitela del piano del fecondo ordine, e pero de Vaitela del hafamento non darò
mifura alcuna, ma cominciando dal hafamento in fu 5 l'altera del pie de flato f otto la colonna e piedi due e me*
%p * Vaitela de la colonna col capitello è piedi fedui in circa * Vaitela de Carco e piedi dicifette e me%p ♦
Vaitela de Varchitraue e piede vno, fcr onde noue ♦ Vaitela delfregio e oncie noue * Vaitela de la corni*
ce e piede vno, £r onde dieci ♦ l'attenta del parapettojopra la cornice e di tanta altera, quanto la cornice*
Vaitela de la colonna e piedi v enf uno ,& onae noue 5 computando il capitello * Vaitela de Varco e piedi
diciotto, & oncia yna* Varchiuoltoe alto piede vno,& oncie noue * Vaitela de Varchitraue , deificato , e
de la cornice e comeValtra difotto . il hafamentofeanato*X->e piedi quattro,^ onde quatro ♦ da i bajamen*
tifinfotto la cornice e piedi duinoue . Vaitela de la cornice è piede vno è me^p : e quejìo è quanto al dirit*
to de V Amphitheatro , ilquale e ne la carta feguente fegnato ♦ P '♦ eperche{come ho detto nel trattato de la pian
ta) quefto Amphitheatro ha da quattro lati alcuni pilajtri,i qualifurono fatti per fartela, e per contraforti del
muro cofi abbandonato fen^a coja alcuna dentro 5 ho voluto dimojìrare come ejfi ftauano t e pero la figura fé*
anata *Q_*dinota il fianco d'ejfi contraforti , e la parte feanata+H.rapprefenta vn pilajlro , e la parte fegna*
ta*l* dinota il profilo del muro de Va mphitheatro, e fra il pilafiro+hl * e'I muro. Lev» tranfito di piedi tre
£r vn ter^p, talmente che vi paffanofen^a impedimento due huomini a paro, e quejìi contraforti hanno a eia*
feuno ordine ilfuo fuolo , doue fiauano perfone , ma non vifonofcale , ne veficio alcuno difcale, ma certo fi
adoperauano nobilmente, come nefanno fede alcuni trafori di pietre dauanti ai alcune fineftre * E perche It
cornici di quefto edificio fiano medio inteje 5 io le ho fatte informa vnpoco madore qui a canto al contraforte,
ttcàofipojfmo mifurare, £r ancho conofeere i membri, perche cofijìanno le proprie a punto* la maniera di que*
jii corniciamene e molto differente da quelle di ÌLoma, comejìpuo vedere, & io per me nonfaria tal cornice
ne le mie opere t ma di quelle del theatro di Vola fi bene me neferuiria t perche ellefono di miglior maniera,
e meglio intefe, e tengo per certo che quel fufìe vn'altro Architetto differente da quefto,eper auentura quejfo
fu T edefeo t per cloche le cornici hanno alquanto de la maniera tedefea ♦
■
:
Nr/
LIBRO TER20
LXXIX
i &
LXXX P E L E A N T I Q V I T A*
Monte Ciuallo in Roma ione al preferite fono quei r««r!/i ii Pra/Jùrfr r di Phidia -,fono i «f %» i'unft({eAofala\g , uni
&$
• .."3^ • <*'"' • i«i>«rtf . B.r &r#W« dodici p'er mito . 7* {Wff.C.è fcwria Ar/iu/ii in lo/yitodi/ir, f brucia Motto in latitudine .il
(cKi:e.r.i braccu.xxx\i.per quadro . le loj^ìe intorno jono larghe braccia quattro . U patte opfojita al.C.B.f di eguale mifura . la latitudine de
ìe qumo]'(M è braccia quattro perciifiuna . i hojbi.E.forio due cortih,ciafcun de i quali e in longitudine braccia- «iiii. et in latitudine braccia
Un, tme^.lelo^ie.¥.Jowìar^helracc:a.xiu.ìtJcalema^gicriperjalije al piano del pala^ojonoinlatitudinebraccia.xuk fané prejfo^litni
goìi.K.c inhiiiuàir.ebriccia.xii.e mey^tin longitudine broccia.x\ue me\o.<iuelle parti.h.fono conttafortiperfo^ienere lejcale. lapatte.G. e
joi (owk/be daua luce a ì luoghi di dentro, le due aperture, l.fono l'entrate de lefcale,e l'edificio comweiaua douefi appoggiano lejcale,et il fron
tefticiocojìjùperbo era nelme\q de l'edificio di tantalatitudme, quanto tiene lafarte di me^fen\ai cortili, efen^alelo^ie . le duefyure.K.et
iioie /he fono tifino appartatamente, una dinota un'angolo de l'edificio più difufamente difegnato, e l'altra dinota un'angolo del comk di mey.
LIBRO TERZO
LXXXI
J. e tre figure sfotto fono mebrì del palalo } che e a a catodi parte difetto inforni t picei ila rapprejenta ilpfì'o de la parte dma^
del palalo }cioe lejcale}per le fiali fi filini al piano d( l'edificio: f> effer c^ìlo nel mótefa erano mo to magnifiche e comode*
I BMawaB
Itpartefopraìl monte Jouf fono le colonne feanate.v .uh $■%
ne ad (fiere il banco de V edificio di me\o,noe hhcg'cj
IO
-'de^erck,-
à>e ne V annoio non fi comporti una colonni tmd&btaienJo
Jbprc Varcfitraue conglialm membri piangoli dei nudi
non pojano fui vico de la colomx.aue^a colonnx quadra ne
la parte da baf<9 ' gropa braccia tre, e ne la parte di fopra
è frodato tu\i due e due terzi. Vaitela ila con h fafe
f'f capetto e hi(ch.xm.& è «meVata da alta a folio.
Vtìterzt de Taràlme è braccia due t me%o,tt altrettcai
to r l*fr*i(l9,n(l quale e {colpito un bel fregio dibonìfmo
rlfnó.V 'altezza di tutta la cornice che corre per fimo e
hteclt ire (r un'ottano- e tutti e membri fono proporla-
ti al proprio comìàoneji'.feg'o deljtta'e è lungo cento brac
da.fl corindone col frorxcfp'uio r tutto d'unpe^odi mar--
\mo quinto tengono tre modiglioni, il frontefpiiiQ «Izgua
, netmett hfe&garte d'e$t aluzsg.
sssa
,t.-.v. ■•■•,- ;,tì
ts^sss
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-7
LXXXII
DE LE A N T i (^ V I T
Gran cofe,& in iiuerfe forme faceuano i Romani : da le quali ^ le mine loronófipuo
riprendere a che cofa ellefieruijfero,e maffunamtte ìjjlo pfente edificio }il quale fi adima
- da le fette Tvne di S euero.de l'edificio ;e ne vede anchora vrì 'angolo inpiede ,ete di
tre ordini tutto di o%t Connthiaimafi coprende eh' eifuffe fatto difpoglie di altri edifi
cijyf cloche ci fono de le coione caneUate,e de lefchietteyetancho i capiteìli>et altre oge,
che no fono tutte di vna maniera- L e aite^^e di qflo edificio io no le mifurai,ma la pia
tafi bene,e legroffe-^e de le cofet e$ quato io coprendo gli ordini diminuì] 'cono la quar
ta parte Vunfopra l'altro come dice V itruuio ne i theatrula figura qui fiotto rapprefenta
la piata de l'edificio}et ancho rapprefenta il cielo de i lacunanfopra le coiòne }e fu mifu
rata col piede, col quale e mifurato il theatro di Pola: e primi lagroffe^adel muro e
piedi tre e mezp .fra l'un muro e l'altro e piedi quattro e me%p*fra il muro, e le colon
ne e piedi cinque e tre quarti, e cofi e lo mteruallo da colonna a colonna * la grojfe^a
di vna colonna e piedi due',&vn quarto* In queflo edificio noncifivedehahtatione
alcuna, ne anche vejligio di ficaie perfalire ad alto t ma ben fi comprende che continua*
uà in maggior grande^ , doue in altro luogo ci poteudno effiere ficaie 6r habitationu
everamente queflo edificio integro deuea hauere prefientia grande per il gran numero
- i de le colonne, che vi erano , e peri ncchiffimi ornamenti*
LIBRO TERZO
LXXXIII
[Uomini per Ugrainlezxa eie l'animo fmprc cercarono di far cojèje pali dim)$rajiero quanto eglino Jttjrera potenti e genere hi tutte le ottoni in mi-
re et in terra-onde per il commodo di Roma fecero quefìo m.vauigliojo porto di Ofiu, fi" quée neramente e pei la commoaiìa,e per la grandina degli
; eiijtc'bejopr.'. nato per iajorte^tfua, j'e gir può aire Durabile, & e di forma exigona, cioè àìjeijaccie,& ognifacria è perlongituaine.ixvi.ea^.e,
1 et ogni tanna epdimi.x. da queh prindpdl mijureji pan a comprendere lagrcuide^afiia . ogmjaccii haueui *HJi>atipjo cortile con le loggit inumo, e
quiaro appartimeli di magagni circondati da le loggie con una ambulaìione nel mfsp,e [ungo la ripa J# le ncji-.e erano per 01 dine troia hi ai colon
re, a i qualiji legauano le mui, er ala bocca del porlo erano afta torrioni per guardarlo diglinimui bifognanao, e pache in iqjìpiaiok Jorma mal
fipojwo compi elidere gli appartamenti) io gli ho difègnati in maggior jorma qui 'Otto appvtotawme.
Lxxxini
DE LE ANTIQ.VITA
R a le mine di R orna fi trottano molte cofe} per le quali non fi può comprendere che cofa fujfct
ro * e nondimeno ci fi vedono alcune mine abbattute dal tempo }da le quali fi comprende lagran
de^a de dianimi Romani * onde lafeauente antiquitk e molto bene inteja} per quello che am
ebora fi. vede t la qualfi chiama la Bafiiica del foro tranfitorio, e la fui grande^ fi può imrna*
ornare da Vaitela di quelle colonne , anchora che non fi vegga il finimento fuo : perche la cornice fuperior e non
vi e , ne anchofi troua lì intorno cornice alcuna, chefipojja comprendere che fufje [opra tale edificio* Qjiefta
ruinaju mifurata con vn braccio moderno diuifo in minuti f e ff anta, la metà del quale 'efragliobelifchi * quejle
colonne erano eleuate dal piano fette gradi di commoda altera * lagroffe^ga de la colonna fegnata* C+e tre
"braccia ne la parte da baffo, e ne la parte fuperior e fiotto il capitello e braccia due, e minuti quaranta » Vaitela
d'ejja colonna Jen-^a la bafe e'I capitello e braccia venti quattro }e minuti cinquanta cinque * Vaitela de lafua
bafe e braccio vno e me%o*Valtitudine del capitello e braccia tre,e minuti venti fei*V altera de Varchitraue e
"braccia due,e minuti*xxiij la cornice fra la colonna e la contracolona,la qual cornice e notata*!) *t in altera
"braccio vno e minuti*xlviìj*la cornice difopra(come ho detto^non vi e da cptracolonna e piana,et t de la me*
defìmaproportione de la tonda, e diminutfee difopra medefimamente.il capitello e come vno di quei del Van*
iheon * la bafe fegnata *Q *e pofia li a canto in ma^ior forma, e proportionata di mifure a la propria, e fimiU
mente la cornice notata*!)* fi vede anchora in ma^ior forma* Ho narrato le mifure de la colonna magjiore,
"inora io tratterò de la minore fegnata* B ♦ la qual colonna ha fiotto vn beìliffimo bafamento , Vaitela, del quale
e dafei braccia, lagrofie^a de la colonna e braccia vno et vn ter3p,& e minuita a la proportione de V altra*,
lafua altera con la bafe e1/ capitello e braccia tredici e due ter^i * l'attenga de la bafe e per la meta de la
colonna, ir e di quei medefimi membri de la grande proportionata a quella * Valte%gg. del capitello e braccio
vno, e meigo x il qual capitello e molto ben lauorato, e la jua forma più dijjufa, et in maggior aranciera fi tro
uera nelprincipio de lordine Compofito nel mio libro quarto * quefia colonna e di mifto molto duro} £r e
jhriata come dinota la figura li preffo , & ha lafua contracolonna di lafìo rilieuo de la medefima forma * Vare
chitraue, il fregio, e la cornice f opra quefia colonna e circa quattro braccia : la qual cornice ha i modiglioni fen
s@ i denticoli, fcr e fintile a quella del Pantheon, e per quanto io comprefi quefle colonne minori fcruiuano per
ornamento di vna porta de la B afilica ♦
M
LXXXVI
DELE ANTIQ.VITA
Q ueflo ponte fili fi diceua de i S emtorì ♦ altri lo eccitano ponte Valatino}ma alprefenteft dice ponte fante
Maria } Rancho ponte Sijlot
Quejlo ponte fi chkmauapons Miluim t ma vuUamentefeali fóce ponte molle*
tIB R,0 TERZq
LKXX\ll
Orio in Rome molti ponti fatti da i Romani antichi , £r ancho fuori dieffa , &r in più parti
d'Italia, ne fono in diuerfi lunabi : de i quali io non tratterò } mafolamente mofirero la iwentio
pie di quattro } da i quali fi potrà, comprendere il modo, che teneuano efiantichi a fare ifuoi ponti*.
Jìll ponte quifottofi dice ponte $*nf angelo, percioche e fopra'lT euere appreso cafielSanfan
fido : il quale fu ilfepokro d' A dnano, et a i tempi moderni e fiato ndutto in forte^d^fi chiamaua antica*
menti ponte Elio toltoli nome da Elio Adriano* . -
il ponte qui fitto difilato ya fi diceua ponte Tarsio, alt i lo diceuano ponte Fabricio . a noflri tempi fé
di dice ponte di quattro capn
txxxvin
tv e t b
A N TI Q.V ì t A
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5riF»J&>>
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LIBRO T E R. 7. O
L XXXIX
^'yw1-^
xc
DE LE A N T I Q. V I'T A
Erche ne la pania fatata
per la minutezza de le co
P§|?|te fé non fi poffono cofi hen
*t&$\co
\conofcerei membri partii
cularti ho voluto in quejle duefaccie di"/
mostrarne a parte per fatte alcuni memi
hi più dijfufamente , fi come lingeniofo
Architetto per via de i caratteri gli fapra
conofcere Scontrando di con la pianta,
integra*
Jèèl-.
t%^^y^^,^Y
LIBRO-TERZO
XC1
Vdntunque le figure quifottofxano coft difordinate} e dipiupe^i; il prudente Architetto ctuer
tira che fono membri de le T berme paffate , hautndo riguardo a Le lettere , che vi fono pojie
dentro : che fcontrandole ritrouera qual parte fono, fcr àuerixfca bene che la parte qui fotta*. H*
_ &+ X* yafeparata da quella parte fegnata* F* e che le figure qui fatto s'intendono tre parti de
membri feparati, quantunque fìano appreffo Vun l'altro per accommodarli ne lajiampe : e quejìo e a fine che i
membri fi poffino meglio conoscere, fcr intendere : ne vi hopofìo le mifure particulari , imperoche V Architetti
tofi valere più de Vinuentionc che de le mifure*
XCII
DEL E A NTIQ.VITA
' E Tberme di Tuo fono minori de le altre , t fero dal tuttofino dette le Tbeme minori t nondimeno per mio parer e tfle font
bene ordinate . La punta di peto Tbeme e miftratt col filmo antico, e primajl diametro de li forma rotonda fegitaU. A.è
^ circa, cl.palmi . la parte. B. e in longitudine dapxlmi ottanta,e la latitudine palmi cinquanta uno.U parte.C.e palmi ottanta in
i longitudine, etin latitudine palmi Jx. laforma.D.e intorno a palmi cento ptr diametro , et il ueUtbolo. E.r circa palmi cinqutn
Z&^^ta.lapartc.F.e lunga da.cxx.palmuhfua largherà t dipalmi.lxx.kparte.G.di otto [accie e cirapalmicenio.lapartejotói»
H.f da palmi cento cinquanta per diametro .hparte.l.è cento piedi , et e di due quadriin circi, le due pvti.K.fono pèni trenta p er ogni lato. U
parte.L.ì tnlunghe^a dapalmi.cxxv.laftialarghe^i "e pimi trenta, la rotoniita.M.e per diametro circa palmi cento uenti .lafarte.H.t hn*
$a fàU, cxhm. e largatimi cinquanta fette . laparte. Q.ì il medejimo . fa conferita de le acauefarà qui a canto.
LIBRO TERZO
xeni
A conferita de le acque de le T berme di Tito e mirahile, e di grande artificio t percioche gli
archi di quefie conferuefono pojli con tal ordine ; cheftando vnaperfona nel mezo di vnogli ve
1 de tutti per traguardo. Qjiefio e quel luogo che' 7 vulgo lo dice le fette [ale i perche in effetto i
^Èt^Ratijfono di numero Settenario ,ecofi le porte per traguardo fono fette per ogni vefo * lagrojfez*
za de i muri e piedi quattro e me^o i la latitudine degharchi e piedifei , da l'uno a V altro arco e piedi venti
fette ♦ la latitudine da vn muro a l'altro e circa piedi quindici, e fono voltati a botte di vna conueniente àlt&Z^
xa*i muricele volte fono fmaltate d'i vna dunjfima materia*
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H 1Kȃ^^^ i --^^
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XCTIII
DE X E A N T I Q. V I T A
^-y Jrca fette miglia apprejìo il Cairo fi troua vna piramide, de la quale io ne dimojlrero lafort
W*f ) ma3et ancho ne darò le mifureper quanto io bebbi da u* Marco Grimano gentil' huomo di que't
EHI fi* cmi * V cnetia,vatriaca di Aquileia xilquale intona propria la mijuro , e vifalifopra ,
ir ancho vi andò dentro. Qjiejìa piramidefu mifurata a varchile con logiufio paffe^iarefr
v« varco vkhe a effere alquanto più di tre palmi antiquula bafep, ogni lato e da varchi.cclxx.et è di quadrato
ffettot quefia è tutta di pietra mia ,e molto durale li pe^Q fono affai lunghi, e fono pojìi di modo in opera, che
\i f, vuote lalirefìno a lafomm;ta,ma con dij 'commodo grande-.pet -che l'altera di ogni pe^p e da tre palmi,*
mey>, e non hanno tanto di piano ; che vi fi pojfa commodamente pofare il piede . il numero de ipe^i da la b<t
fé fino a la fommiàfono da ducento e diecianno tutti d'una altera , talmente che l'altera di tutta la majfa
e quinto la fua ba-e . Q_uejut piramide fi tiene chefufe vnfepolcro , percioche dentro vi e vna fianca , nel
me-{o de la quale e vna granp xetra : onde fi profume che tijopra vi fujfe qualche fepolcro di valore, in quefia,
fianca fi va congran diff.culta perche ne Ventrata fi troua a manfmxfira vnafcala di pietra, la quale fi volge
dentro de la piramide, ma rimane nel me^p vnprecipitiograde,il quale mette fìauento a chi lo cofidera, per le
airlfcalefivaah detta fianca. Circa a la meta di quefia piramide e vn'altra entrata ima ferrata di fcrte, che
non vi fi può andare ne la [ommita di quefia vi e vnlel piano di circa otto varchi per ogni quadro, doue fi co*
nntcc quefto edere il piano\che fu fatto nel tempo che fu finita la piiamide,e che non era acuta : la quale e an*
chora tutto integra, eccetto che qualche pietra e vfcita alquanto delfuo luogo »
Vaco difcofio dj la piramide e vna te(ia di pie*
traviua con parte del bufto,tutta d'unpe^o, e
folamer.te la faccia fua e da.%. varchi : la qual
fyura e di brutto ajpetto,e dijficcevole invifid,
& in quefia àfono alcune grotte co lettere igit*
tie}g le quali fi cóprende che fusero fepolture
LIBRO TER2 0
t
C13C
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•
s
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E Therme D iocletiane(comefi e detto) fi adoperavano a diuerfi piaceri ftàlici-, efopra tutto
M^Per %"' : dove «SW di bifogno hauergran caput d'acque , le quali fi conduceuano di lontano per
IbS jj§^ jJ% acquedotti, e poi le coferuciuana in alcune fue conjerue malto grandi, e di boniflima capacitai a
^&z&éL.confema de le T berme Diocletianejlaua nel moda qui fotta dimojirato,doue erano pilaftronì,
fopra de i quali era voltato a crociere, con ifuoi muri intorno lune incroflati di bonijfima materia,? cofi le yofo
te, &r ancho ilpauimento di materia di tal perpetuità ; che anchora e in cjfere al dt d'homi ♦ lagrojfe^a dt i
pilafinper ogni lato e piedi quattro, fra Vun pUafiro e l'altro è piedi dodici , e s'intendono piedi antiqui Ro •
marni benché le Therme fono mijurate a palmi j quejìa conferita nondimeno è mifùrata a piedi ♦ U linea qid
fatto e meqp piede antico*
E fc *, B A N T I Q.-V I T A.
'■ Vantunque i Greci fujfero i frinii mietitori de la "buona Architettura come rfé tejìimonio il nofiro f recettore
| V U ruuio}et ancho dwerfi autorijnondimeno per le aran guerre }e per ejjer fiati dominati queipopofr dapiupoten
tati e nationifiono cofi fogliati quei luoghijche ne la \irecia poche cojefi veggono fopra terra,ma}per quanto mi
__jè refcnto da alcuni }ajonoancboraiveJtuji di va' edificio ,il quale per quanto fi riprende era di Cento colonne^
Vaitejga di le quali ara Unta, che anchora a nojiri tempi per efierne alcuna in piede, vn gagliardo braccio di vn huomo no ha
fotuto cacciare tanto yna piatola pietra }che que'dafia giunta a lajommita di vna colona flagro fi e-^a de la quale due huomini
non la pofiono cingere co i bracci loroxe perche ai vn'angolofi vede vnfodo cinto da quattro colonne }ma pocojopra terra}e mot
tu ruinatofi co fiderà chefufjerojcaleg le quali fi falifiejopra qfio edifiao,il quale fi riprende chejufje vn portico Jopra del qua,
le fifacejjero alcune cerimonie ^accio meglio fiderò vedute da tutto il popolo Ja pianta del quale edificio e quijo$o hmofirata*
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J
^
LIBRO T E. R * O
XCV
I troua in Gierufalemme in vn monte dijafjo affaifodo,incauato per artificio di mano e conferì
rijvno edificio di buona grandezza, nel modo}che qui fitto e difcfinatox& acàocbeperlagran*
'i/e^tf de La fianca di mezo ella non haueffe a minare -^li furono laffati quei due pilaftroni ma$>
t_^ì£~<(jion nel we^o, e quei due metani da le bande.fr i due minori dinanq , i quali pilajìn tendono
vna volta(come ho detto^fatta perfora di fcarpello cofi goffamente* ti e la prima entrata àfono quattro ca*
peliette. ne la parte di me%p cijono diciotto capcllctte ♦ ne V altra parte più interiore àfono due capellette } &
~yna porti cbiuja : La qual dinota che fi andaua più inan-q, e quefle capellette erano luocjkiydouefijepeUiuano i
Rt U Gieruaiemme, per quanto mi diffe il Vamarca di A quileia, il quale di quejìa cofia mi dette notitiay
£r U dijeano dijua mano x de le mifiire non teneua memoria, ma la minima capeìletta non dee effere di minor
Ur^he^a, che la lunghe^ di vn huomO) e di qui fi può comprendere la^rande^a di tutto V edificio . le ed*
feuette caliate nel monte fono nel modo dimoftrato quijotto ne iafiaura*A*&'~ B .e quefto lucyo non ha luce
alcuna, ne fi comprendi che per alcun tempo vifujse}per ejjer quejtofotto v« monte di buona ^rande^*
XCVJ
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xcviri
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£r ejjere (come ho detto qui adietro) lapidnta de le Theme Diocletiane ridotta in cofifkcio
..la forma , mal fi pojìono comprendere le cofe a membro per membro : epero io ho voluto di*
Jmoftrarne almeno vna parte informa vnpoco magiare, la quale e avi folto, e viene ad epere la
"jparte di me^o come dinota la Uttcra.fi .e coft quella linea }cbe e nel mi$/t cento falmi) onde
U diligente Architetto potrà col compaffo trottar audji tutte le misure *
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LIBRO TERZO
Etiche di qflo edificio(come ho dettofnonfe ne ve^afopra terra altro che alcune Colone-, e che
ancho io non habbia hauuto mtfura alcuna particular e , ne veduto con allocchi miei tal cofa j
nondimeno ho io voluto mettere in difegno quejlo edificio, fé non come eglijìaua 5 almeno come
$53 io lo intendo : isr anchora che tal cofa nonfuffe mai fiata in quejlo modo, chi la faceffe in vna
(apagna, et alquato eleuata dal piano di terrario crederla che tal cofa facejje vnfupetbo vedere, e maffxmamen'/
te con quei quattro oh elijchi fu gli angoli, la grafferà de le prime coione io la imagino palmi cinque almeno, e
Ufua altera :'da panni anquata tre con le baji,eticapitelli*i altera de Varchitraueydelf regio, e de la cornice
può efjere da diecipalmi : epche le bafi de le coione Jeconde nonfujjero occupate da la cornice, che i riguardane
ti da bajìo le potejfero vedere ; fùria necejìario vna eleuatione digradi di quella altera , che la profrcttiua lo
comportajìe , e quefo fecondo ordine , iofaria diparere , ch'ei diminuife dal primo la quarta parte, fi come in
fiu luoghi ho trattato nel mio libro quarto + JE quegli che non accettammo quefia cofaper vera : perche io non
Vho veduta , onde per vera affermare non la pofo; la pi alino per vna chimera, e per vn fogno x ma bene e il
vero che in Grecia fi trouaua vnportico di cento colonne & alcuni vogliono dire } che le colonne del portico
del Yantheonfuffeto di quelle •
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DE LE A N T I Q. V I T A
N Roma fono molti archi triomphali antiqui , fra i quali quefìo prefente edificio e folto per
vn^ arco da la ma uior parte del vulgo x nondimeno per quanto fi ha notitia egli era vn portico,
! come vn ridutto di mercanti, eforfefufatto da vna nationefola, come ancho al di d'homi ne le
! città grandi i mercanti hanno certi luoghi appartati, quantunque ei nonfiano diuifnQjuefto por
fico era nel foro boario, e da gliantiqui era chiamato il tempio di I ano : il quale fu mifurato a palmi antiqui,
& ha quattro aperture come dimojlra la pianta qui [otto, e fra iunpilaflro e l'altro fono palmi ventidue.intor*
no quefio portico àfono quarantaotto nicchi, nondimeno ce ne fono folamente fedici per locare ftatue, tutti gli
altri fono finti , cioè poco cauati nel muro x i quai nicchi erano ornati di coloneUe di iajfo rilieuofer quanto ji
comprende, & erano di ordine Ionico, ma e tuttó-ffogliato di tali ornamenti*
PIANTA DEL SEGVENTE
EDIFICIO
MBRO TERZO
CUI
CHI
DE h £ A NTIrQ^V I T A*
^^Iri^i/« ptT&di corniciamenti qui [otto dmojlrati fono gli ornamenti del portico qui adietro*
l^jipLi La haje.E<eÌafafaa. D furono mifurate}come ho detto qui adietro}et in quejlaforma dagran
^di a piccioie proportionalmente trafyortateuna le altre furono dijeanate col traguardo per Valte\
^zgloro, e
(i e poca dijferentia da
Vuna e l 'altra di altejg
1 %ayetancho dimébri* i
freni erano puluinatl co
me ne lafyura* A* fi
può comprendere, la qui
JottofeQnata,C*c qlìa
fajcettache corre jotto
i primi nicchi*
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Is'arcofeguente fi e nmctnu- 1 arco di Tito s lapianta del quale è quifotto, & e mifurato colpiede antico* la
titudine de L'arco e piedi qtcìqttà^e minuti dwjette. laarojje-^a de le colonne f piede vno , e minuti ventijti
t me^p * Nota che'l fede e minuti fejjanta quattro t la meta del quale e qui Jotto*
HjtnH i i || ,-.-,-; | , i ] , , | | | | i i ; ii | m i-l
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LIBRO TERZO
CV
ì 0 ietto qui achetro de le latitudini^ de le ampere > hora trattato de le altere , e frimai Val
\ce^a de la luce de Varco 'e dupla a la larche^ja * la baje del piedeflaio e minuti quattro meno
1 di due pedi ♦ la. cornice d' ejfo piedeflaio e alta minuti trcntaanque . Vaitela de la bafe de la
•coIona col %pcco}che \i e fittole circa vn piedr: e tutti quefti membri } et ancho il capitello de la
cotona ben pportionati di mijurejbno nel principio de l'ordine C ópof.to nel mio quarto libro* il netto deipie*
deftalo e piedi quattro e tne^o ♦ l'altezza de la colonna jcn^a la baje e 7 capitello e piedi+xvije minuti. xiij*
Vaitela del capitello e piede vno, e minuti ventisette , Vaitela de Varchitraue è piede vno, e minuti dia*
noue * Vaitela delfreaio e piede vno, e minuti dicijette . Vaitela de la cornice e piedi due e minuti [et ♦ il
"bajamento de l'epitaffio e quanto il fretto * l'attera i ejfo epitoffo è piedi noue.eminuti dodici- lafua iatitu
dine e piedi venti tre : i quai membri jaranno più iiftujamente dtjeanati, e descritti ne le carte feguenti*
SENATVS
POPVLVS Q_V£ ROMANVS*
DIVO TITO DIVI VESPAI
SIANI» F- VESPASIANO
AVGVSTO*
Sotto ptfl'arca ci fono*xv*quddri molto ornati^ tiej mt^ e v» magi» quatto con va GtoNe/btyftfe
CVI D E L E ANTIQ^VTTA
i A riaprati tedio, e confusone al fcrittore, & ancho al lettore, fé io voleJJ) narrare a membro per
^Ó<^\H^ membro tutte le farti de i corniaamenti , fi come ealino fono fiati mifurati minutamente , i quai
^jUMmembrifono mijurati a piedi,& a minuti, & a rotti di minuti * Ma ben mi fono affaticato con
sffUP ogni diligenza di trasportare talmente tutti i membri dagrandi in quefiaforma ; che'l prudente
lettore con il compaffo in mano potrà trouargli lefue proportioni x bene e il vero che gliornaméti de la maggior
parte de diarchi di ììLomafi allontanano molto da ifcritti di Vitruuio. e quefio penfo io procedere che detti ar
chi fono fatti difipoglie d'altri edifici, & ancho forfè cheghArchitettifuronolicentiofi, non hauendo molto ri'/
fletto a le offeruantie, per effer cofe per vfo di triomphi,e forfè fatti conprefie%$a.Laparte qui a canto fegnat
ta* A * eccome ho detto)la bafe de Vepitaphio ♦ la parte J canata *B.e l'ultima cornice, ilfregio,e l'architra*
uè x la qual cornice per mio parere e Ikentioja per più cagioni, prima è di troppo altera a laproportion del'ar
chitraue * oltra di quefio ci e troppo numero di membri , e maffimamente i modiglioni ; & i denticoli che in
\na ifiejfa cornice fono reprobati da Vitruuio x nondimeno e molto ben lauorata, e maffvnamente la feima di
fopra * Et hauendo io a fare vnafimile corntee offeruaria quefi 'ordine , iofaria lafcima minore, e la corona
maggiore, 1 modiglioni come jianno , non afaria il denticolo intagliato, ma il cimatwfi bene * V architraue di
quefia ajìai mi piace ♦ i due membri fegnati+C *rapprefentano lafaccia, & ilprofilo de la menfola fopra Varco*
i membri fegnati. E *vno dinota Vimpofia de Varco, e l'altro e per lafafcia,che corre da Vuna a V altra colonna*
l'mpojìa de Varco fegnata* E.e veramente ricca di membri,an%i e tanto ricca,chefi confondeno Vun per Val
tro x e fé i msmbrifujsero cofi compartiti che vn membro fujfej colpito de intagli, e Valtro netto ; io più la lo*
darei x'à'in quefio fu molto giuditiofo V Architetto che rifiaurb il Pantheon, perche ne ifuoi ornamenti non
ci fi vede tal confufione ♦ le opere fiotto quefi.' arco fono molto ben lauorate e ben compartite , le quali non fi
confondono , &r è bel compartimento, e ricco di opere* Vana forfè a quegli, eh e fono elrij de le cofe antiche di
R orna; eh' io fia troppo ardito nel volerle Giudicare effendo fatte da gli antiqui Romani tanto intendenti x
ma in quefio cafo piglino le mie parole in buona parte, percioche tutto il mio fludio è d'infegnare a quegli, che
nonfanno,e che fi degneranno di afcoltare quel ch'io dico x imperoche altro e imitare le cofe antiche ficome elle
jianno apunto, £r altro efaperfare elettione del bello con le autorità di Vitruuio, e rifiutare il brutto, e mah
intefo » E certo che la più bella parte de VA rchitetto e ch'egli non s'inganni digiudicio come molti fanno }che
ojìinati ne la loro oppinione fanno le cofe come le hanno vedute in R orna, e dicono gliantiqui V hanno jatte , e
con quefio fi copreno,fen%a rendere altra ragione de le cofe x £r alcuni dicono che Vitruuio no fu che vn'hua
mo, e che ancho lorofono huomini atti a trouare nuoue inuentioni, non hauendo riguardo che V itruuio cenfef
fa hauere imparato da molti huomini intendenti^ alfuo tempo) e per lo adietro ledendo, e veiendp le ope*
re d'altrui*
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DE LE A N TI Q„ VITA
1 Otto Campidoglio e vn'arco triompbale, e per la infcrittioneftpuo comprendere che fuffe fatto
il tempo di L ucio Settimio seuero , e fitto il fio nome ♦ E per quanto fi vede e fatto di fpoglie
d'altri edifici, & e molto ornato di bonijfimej 'colture, e riccamente lauorato cofi ne i fianchi, co
me dauanti, e di dietro * Quefiofu mifurato col palmo Romano di dodici dita, & ogni dito e
quattro minuti , che viene ad effere minuti. xlviij* la latitudine de l'arco di me^o e pimi ventidue } e minuti
quindici e me^p * la latitudine demarchi da le bande e palmi noue, e minuti trenta * la groffeyga de Varco
per fianco e palmi ventitre ,e minuti venticinque . leporticelie dentro da Varco fono in latitudine palmi fette, t
minuti trenta * laaroffe-^a de i pilajìri con le colonne e palmi otto, e fette minuti * lagrofie^a de le colonne
e palmi due, e trenta minuti, la^roffe^a de le colonne piane e venfotto minuti * Quefio arco al preferite e
fepoltofinfopra ipiedejlali , ma fu canato vnct parte per mifurarlo t ne pero fi potè mifurare la bafe del piede*
jlalo, per efiere fepolta fra molte mine difficili da mouerle ♦
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PIANTA DE L'ARCO DI SETTIMIO
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LIBRO TERZO
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Vi adietro ho narrato tutte le mifure di queji'arco quanto a la pianta, cioè le larghete , e le
Atojje^e t bora tratterò de le attere ♦ Vaitela de l'arco dì me^o è palmi quaranta cinque e
minuti tre ♦ Vaitela de aliarcbi da le bande e palmi ventìcinque . l'altera de i piedeftali e
arca palmi dieci ♦ la^rojje^a de le colonne(come ho detto)è palmi due , e minuti trentauno ,
dot da baffo : ma difopra e palmi due , e Jedui minuti, e lafua altera e palmi ventitre, e minuti venticw*
que « Vaitela de Varchitraue è palmo vno, e minuti trenta + ['alte-^a delfreaio e palmo vno, e tre minuti*
Vaitela de la cornice e palmi due, e minuti quattordici ♦ Vaitela del zpcco , doue e la croce, è minuti veti
tinoue ♦ la bajeì che vi ìfopra, e me^o palmo ♦ la cornice vltima è palmo vno, e minuti due ♦ i membri parti'/
cularijaranno ne lafeauente carta più chiaramente narrati, & ancho in maviorforma,e più proportionati*
IMP. CAÌS* LVCIO SF.PTIMIO* M* FIL* SEVERO. PIO* PERTINACI AVG»
PATRI PATRIA PARTHICO ARABICO; ET PARTHICO ADIARENICO
POMTIF* MAX* TRIBVNIO POTEST* XI* IMP. XI* COS* III* PRO
COS* ET IMP* CAS» M* AVRELIO* L. FIL* ANTONINO* AVG*
PIO FELICI TRIBVNIC* POTEST* VI* COS. PROCOS* P.P.
OPTIMIS, FORTISSIMISQ_VE PRINCIPIBVS
OB REMPVBLICAM RESTITVTAM IMPERIVMQ_. POPVLI ROMANI PRO*
PAGATVM INSIGNIBVS VIRTVTIBVS EORVM DOMI FORlSQ_* S* P* Q_* R.
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C VII DE L E A N tTq,.V I T A j
i ^t^JS O fnztfdto Me Za carta p affata tutte le altere, e larghete de Vitreo triomphate di Lucio Setti',
w IfjNsl'j Tj, mio 3 bora tratterò de i membri particulari*Come ho detto qui adietro non ci e mifura de la ba*
membri particulari -Come ho detto qui adietro non ci e mifi
— ^f g|e del piedejìalo, ma fi può comprendere eh' ella fa quanto la cornice d'ejjopiedcfìalo : Vaitela.
^5mÌ8ìS& '•-' del quale è da palmi dieci * lafua cornice difopra e palmo vno, e co fi può effere lafua bafe , li,
forma de i quai membri e nel me^o qui auanti ne la parte più baffafegnati * G ♦ la bafe de la colonna e li pref*
fofegnata . F . la quai bafe ha vn ^occo fiotto , oltra ilfuo plintho x e quefìo può ejfer auenuto, chef or je non pò
tendo le colonne fupplire a quella altera che era bifogno ; lo A rchitetto per aitarle, ali pofe quel qocco fiotto*,
io non vi hopojto il capitello, perche vnfimilefi trouera nel principio de l'ordine Qompofito nel mio quarto
libro 3 percioche quefìo arco e di opera C ompofta * l'altera de Varehitnue e palmo vno} e minuti trenta*
Vaitela del fregio e palmo vno, e minuti tre x il quai fregio e di poca altera, effendo, come eglie ,pìeno di
feolturex percioche fecondo V autorità di Vitruuio deuria effere la quarta parte più alto de V architrave ,& è mi
nore * Vaitela de la cornice è palmi due, e minuti quattordici , la quale e veramente troppo alta a lapropor
tione deglialtri membri, e rapprefenta anchor mauioreper hauer più prolettura de lafua altera, e quefìo ne
fa credere che'l detto arcofnifatto di diuerfe fipoglie perla difcrepantia de i membri « laforma di quefìo archi*
traue,e cornice è qui auanù fegnata* B .Vaitela de la bafefopra effa cornice e me%p palmo* Vaitela de Vul
tima cornice e vn palmo, e due minuti, & ha co fi gran fp orto, & io in tal luogo non lo biafmo, an^i io lo lo*
io, e dico ejìer fatta con giudicw grade x percioche la gran proietturafa parer la cornice affai mauiore, per effer
guardata di fotta mju .} e per efferuipoca quantità di materia viene a dar minor grauetga a V edificio, e di qui
fipuo fare lo Architetto giuiitiofo, che fé tal volta aliaccaderafare vna cornice in qualche altera , e che non
vogliagrauare Vedificio,o ch'ei non habbiaforfe tanta aroffe^a di pietra, qua to ali f aria bifoano 3 fi potrà aitare
con dargli gran fporto,e quefia cornice e qui a canto fegnata* A ♦ Lacornice, che fofiien l'arco ma$iore,e fé*
I gnata.C . la proiettura de la quale io per me non la lodo in tal luogo, an^i in final fumetto io gli daria manco
i fporto delfico quadrato, accio che'l fporto non mi rubbaffe la veduta de l'arco * L 'opera fé anata* D *viene ai
y effere quella fafeia , che corre da colonna a colonna fopra i due archi piccioli , e quefia e compaana de la corni*
ce* C ♦ L a cornice fegnata* E - e quella, chefofìienegli archi piccioli x la quai cornice ha de la f cima , cioè del
mo-^p, e quefia io non farei cofì in opera x perche tutte quelle cornici, la corona de le quali non ha lafua con*
ueniente prolettura 5 hanno fempre difgratia grande, e la più bella parte di vna cornice fi e che la corona fia di
1 "buona altera, £r ancho di buona proiettura x onde per general regola le corone, che faranno di martore alte^
%a che lafua fama, cioè la gola diritta, & ancho haueranno tanto di fporto almeno , quanto e lafua altera y
faranno fempre lodate dagl'intendenti x e quefìo ho voluto mettere in confideratione per auertir quegli , che ii
tal cofe non hanno coanitione*
CXIIII DE LE ANTIQ.VI T A»
ÌEI reame di Napoli}cioefra TLoma e ~N apolidi fono di molte antiquitaipercìoche i Roma',
ini antiqui fi dilettarono molto di quei luoghi * Ma per efier quefVarco cofa aj?ai nota, £r ancho
ìintegro & in veduta grande ; micparfo di metterlo nel numero deglialtri archi fatti daiKo>
mani* Quejio prefente arco e a ti eneuento di qua da N apoli, e fu mifurato con vn braccio mo
derno, la ter^a parte delqualefard notato quifotto*L a figura qui baffo t lapianta delfopra nominato arco,iU
quale per cui f uff e fatto; la infcrittione lo dinotala qualfara quifotto*ha latitudine de Varco e braccia otto*
lagrojfe^a de le colonne e braccio vno * la pilafirata de Varco e altrettanto» fra Vuna e V altra colonna e brac
eia tre * Vaitela de Vapertura de Varco e quafi duplicata a lafua larghe^ * Vaitela de la bafe delpiede?
jialo col %occo è braccio vno, &r oncie dieci e minuti fiei * il netto del piedefialo e braccia due , onde dieci e
minutifei * Vaitela de lafua cornice e oncie noue » Valte%$i de la bafe de la colonna e oncie fette* Vaitela
de la colonna, cioefen^a la bafe eH capitello e braccia noue, & oncie quattro ,e lafuagrojie^a da baffo e vn
traccio , & e minuita difopra la fefta parte * Vaitela del capitello e braccio vno , èr oncie cinque e me^a*
Vaitela de Varchitraue e oncie quindici * Vaitela del fregio è oncie dicifette * Vaitela de la cornice è vn
"braccio } e tre oncie e me%a ♦ il Tgccofopra effa cornice è oncu dianone ,& vn quarto * la bafefopra effo e ont
eie vndici ♦ Vaitela de Vepitajfo e braccia quattro, & oncie due * Vaitela de Vultima cornice e vn brac»
do , e tre minuti * Vaitela de Vimpojia de Varco e me%o braccio* /
\\ buccio , con che fu mifurato quefVarco, e partito in dodici oncie }& ogni oncia è cinque minuti } che fono
oncie dodici, e minuti feffanta} e quejio e la ter^a parte del braccio*
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DE L E A NT IQ.VLTA
Li ornamenti de Varco di B eneuento , il quale ho dimostrato ne la catta, qui adietro } faranno
jhi auanti dimofìrati proportionatamente come fono t proprij ♦ la baje del piedejlalo , & ancho
tafua cornice è qui alianti fi 'anata . F '♦ e quefii due membri fono veramente di buona maniera^
e beili membri di corniciamenti * la bafe d'ejfo piedejlalo con ilfuo %pccofotto e alta braccio
vnotonae dieci, efei minuti . la cornice d'ejjopiedeftalo e in altera oncienoue ♦ la bafe de la colonna t om
ciejettein altezza, &e opera Corinthiapura, e molto benprpportionata a la colonna, £r e qui auantifegna*
ta.E.il capitello non l'ho pojlo t percioche(come io diffi qui adietro^vnfimilefi trouera nel principio de Vor
dine Coìnpoftto nel mio quarto libro , perche quefl'arco è di opera C ompofitad'architraue, ilfregio, e la cor
n:ct \ che vanno [opra la colonna fono qui auanti legnati. C *ì quai membri fono molto ben proportionati al ri*
manente de l'edificio j e benché la cornice fa alquanto più alta de lordine dato da Vitruuio 3 nondimeno ella
e ben proportionata di membri, ne vi e quel vitio, che e in molte altre cornici, le quali hanno i modiglioni &•
i denticolt, cofofomealtrevoltehodetto^moltovitiofa* Maqucfio Architetto fu molto prudente , chean*
chora che in detta cornice vi metteffe la forma del dcnticolo, non volle pero intagliare i detti denticoliperfugjir
tal vitio ♦ quejìa medefima confderatione hebbe V Architetto, che nftauro il Pantheon , ne la cornice frim*
fopra le capelle intorno al tempio ne la parte interiore : e pero fa auertito V A rchitetto a fu$ire tal vitio, ne fi
voctlia fondare Jopra le co/e de 1 licentiofi Architetti, & ifcufarfi, dicendo, gliantichi Vhanno fatto , io ancora-
lo pofiofare. E benché alcuni dicono che hauendo tanti e diuerfi Architetti , & inpiuparti del mondo , non
che d' Italia fatto le cornici con i modiglioni, e con 1 denticoli intagliati, tal vfofi e conuerfo in confuetudine
€ Le$e 5 nondimeno non Vofferuarei ne le mie cofe, ne ancho confi aliarci altri che Vofferuaffe * Il %pcco de U
"baje de l'epitaffio fopra la cornice fegnato . B .£ alto onde dianone e me^a ♦ l'altera de la bafe e oncxe vni
dici . l'altera de l'epitaffio e quittro braccia & onde due * l'altera de lafua cornice e braccio vno & ont
(tetre* la bafe dijottotorna bene con fi poca proiettila per la veduta da baffo ♦ mala cornice, de la quale io
farlo, e di troppo altera a laproportion de l'epitaffio : e s'eìlafujk di minore altera , e che la corona fufft
magiare e dipxufporto ; io crederiache tornaffe meglio , trio la lodar ei ancho più , che non cifuffero tanti
intagli, ma che i membrifufiero cofi compartiti, vnofchietto, e l'altro intagliato . Ma fono molti Architetti^
e maffimamente al di d'homi, che per piacere al vulgo , e per adornare lefue male intefe architetturei et met't
tono molti intagli di maniera, che tal volta con quefli intagli confondono l'architettura, e le tolgono la bellezf
%a de la forma te fé mai per alcun tempo le cofefode e femplicifurano in iflima appreffo i giuditiofi 5 elle, fono
nel f ecolo prefente ♦ L a figura fegnata. D ♦ rapprefenta l'impojìa deVarco, 6r e bene intefaperfimilmembrox
la qual cornice fi conuerte poi in vnafafcia, la qual corre intorno l'arco, fi come fi vede ne la dtmoflrationfuat
& è me^o braccio in altera : £r anchora che quefia impojla de Varco non dimoflri intagli j ella e pero intii
flliata, e degl'intagli mi dimenticai nel difegnare ♦
L I B_R O TER «J©
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CXVII
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bevili
P B LB A NT IQ.VITA»
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Pfrejfjó Vamphitheatro di Roma detto dal vulgo il Cotifeo t vn beUiffmo tuo mólto ricca
dì ornamenti, e dijìatue, e d'hijlorie diuerfe, e fu dedicato a Conjlantino , evulsamente fi
chiama l'arco di Trafu Qtteftù bell'arco anchora che al prefente fiafepolto ingrati parte per le
mine, £r accrefeimento di terreno 5 nientedimanco egli e digrade altera ,& ifuoi tranfiti tra*
zaffano l'altera di due quadri, e majfimamente quei darle bandcQjiefl'arcofcome ho dettole bellijfimo a
l'occhio, e molto ricco di ornamenti e d'intagli : "bene è il vero che li corniciame nti wnfono di molto bella ma
niera. quantunque fiano ricchi d'intagli, de i quali tratterò poi ne la Jeguente carta*¥u mifurato col palmo am
tuo R ornano, cioè a palmo £r a minuti : la pianta del quale e qui fotto dtmofirata * la latitudine de Varco
m tyióre e palmi ventidue, e minuti ♦ xxuij. la latitudine di vn'arco minore e palmi vndici, e minuti vndici e
me^o . lagroffe^a de i pilajiri e palmi notte, e minuti quattro . la gì 'offesa demarco per fianco e palmi ven*
tldue, e me-%0 : che viene a effere preffo di vn quadrato perfetto la parte interiore de Varco ♦ lagrojfe^a de i
fiedejlali e palmi tre, e minuti ventinoue « lagrojìe^a de le colonne e palmi due, e minuti ventifei : le qual
colonne fono candiate da alto a baffo, e fono di tutto il fuo tondo conlefue contra colonne*
-•
PIANTA DE L'ARCO DI CONSTANTINO
LIBRO TERZO
CXIX
Irci U latitudini , eie groffe^e di queff arco ho detto ilhifogno ,hora tratterò delefueaU
te%%} e prima : la bafe del piedejtalo col -zgcco è di altera palmo vno , e minuti trenta * t 'alte^
^a del netto del piedejìalo e palmùvij. e minuti cinque d'altera delafua cornice è minutuxlij*
l'altera del ^pccofotto la hafe de la colonna e mwutuxxxij* Vaitela de la baje e minuti.lx»
Vaitela de la colonna fen^a la bafe eH capitello e palmuxx\i*e minuti. xxv*V altera del capitello è palmi
due,e minutnxxxv*& è C opofito d'altera de l'architraue e palmo vno}e minuti vndici,ma il fregio e affai
tnancofé e intagliato. Vaitela de la cornice e palmo vno, e minuti ventuno * l'alte-^ del zpccofotto Pah
tro ordine difopra e palmi tre,e minuti noue.dd detto %pcco a lafommitk de la cornice Superiore e piedi dodi
ci i ma l'altera d'ejja cornice e minuti .xxxiij.i piedejìalifopra effa cornice nonfurono m\furati,fopra i quali
erano jiatue, & anchojopra la cornice fegnata* J3 .erano jlatue apponiate a i quattro pilafiri, le quali rappre't
Jentauano i prigioni de i quali fi tnomphaua ♦ le lettere } che fono qui fitto, fono fopra Varco nel luogo Jegnato
A ♦ oltra molte altre, che ne fono m diuerfi luoghi de Varco*
IMP* CJES* FL* CONSTANTINO MAX* P* F* AVGVSTCU S. P* Q_* *♦
Q.VOD INSTINCTV DIVJNITàTIS MENTIS MAGNITUDINE CVM EXER*
CITV SVO TAM TE TYRANNO , Q_VAM DE OMNI EIVS FACTIONE
VNO TEMPORE IVSTIS KEMPVBLICAM VLTVS EST ARMIS ARCVM
TRIVMPHIS INSIGNEM DIGAV1T ♦
Q. a
CXX P E t g A N T I Q_ V I T A
E leproportioni,emifure de Varco di Conjlantino ho trattato qui adietro x bora io tratterò de i
:orniciamenti particulari ,e de lefue mifure ♦ la bafefeanata. F ■ e delpiedejialo del detto arco i
Valte-^a de la quale e palmo vno., e minuti trenta * l'altera del -$oco [otto ejfa bctje e minuti
vent'otta, il rimanente e per li fuoi membri partito proportionalmente come la propria. Vaitela
de la cornice del piedejìalo} che e fotto la bafefeanata^* è minuti quarantadue cofi proportionata . il %pcco
Jbtto la baje de la colonna, il quale mipenfo che accidentalmente vifufe polio per esaltare le colonne, e in al*
teyga minuti trentadue . tutta l'altera de labafe e minuti cinquantatre. de Vaitela de la colonna fi e detto
qui adietro , e fimilmente del capitello x la forma dd quale non e qui , per efjerne difvmili nel quarto libro
ne l'ordine Compofto * de Vaitela de Varcbitraue , del fregio , e de la cornice fi e detto qui adietro x eia
cornice e molto modefla, ne vie quella licentia, che e in alcun" altra in quejlo arco, come è Vimpofla de Varco
di me-^ofeanaia.C da quale impofta viene a ejfere ma&iore, e di più membri de lafuperiore, eprincipal corni
ce tip" e tutta confufa di membri, e maffxmamente di membri incomportabili, cioè denticoli, e modiglioni Vun
jopra Vaino, che quantunque non cifujfero i denticoli 5 non fi conuienepero tal cornice a leuarfu vn'arco x &
in quefojupiu auedutoV Architetto del theatro di Marcello,le impofte de diarchi del qual theatrofono lepiit
"bette e medio intefe che mai io habbia viflo, e da le quali fi può imparare come fi debbonfare fimil cofe, L 'ime
pojla demarchi minori fegnata.D -e di altera palmo vno, e minuti ventitre, e me^px la quale impojla jlat
ria molto meglio, fé quei due piani, che fono fra1 1 tondino difopra,eVuouolo di fotto jfujjero cÓUerfi in vnpiat
nofolo, ilqurìeferuiriaperpìintbo, 0 per corona hauendo lafua debitaproiettura * la bafe fotto il fecondo ordì
tiefegnata.A *e di altera mmutifedici . Vaitela de Vultima cornice e minuti quaranta tre x la quale altt^t
%afaria poca a tanta diflantia,fe lafua prolettura gagliarda non Vaitaffe x per cloche efendo attardata di fotto
in fu ; rapprefenta affai martore, e pero in tal cafo io lodo molto quefta cornice x e veramente tutte quelle con
nici, la corona de le quali ha maggior proiettura delfuo quadro 5 rifpondonofempre medio, ef\ poffon fare di
minor grojfe^a di pietre, egli edifici patifeon manco pefo * nondimeno non fi deon fare di troppo licenttofa
froiettura.Ma di ciò le^afi Vitmuio ne le corone lonice} e ne le D orice} che egli ne ijiruifce chiaramente*
DE LE ANTIQ.VITA
Vorì di Ancona fopra ti porto e vn haccio di vnamole, che fi difiende luonpeigpnetmarei
la quale non fu fatta fenfaaranfpefa per conferuare i nauilij del mare di L euant e ♦ nei fine di ejfa
^^^Afopra V acqua fx troua m'arco tnomphale tutto di marmo, &t di opera Corinthia pura , ne vi
éméllfono intagli eccetto che i capitelli, molto bene intefix e veramente quefio edificio e di tanta venm
fu, e comfpondentia, e fono tanto bene accordati i méhrx con tutto il corpo; che a chi non intende l'arte code
almeno de lafua belle^a, e quei che l'intendono , nonfolamente vedendo tanta concordanza rimangono fiat
tiffatti ; ma rendono aratia al buono Architetto , che diede occafione al fecolo nofi.ro dipotere imparare j &•
acqwjiare afidi da quefio bello, e bene intefo edificio t nealiornamenti del quale e cofi bene offeruato l'ordine.
Corinthio, quanto in altro arco chefia, £r è per la buona vnionfua anchora tutto intearo,fenon ch'egli tfipo
coiaio di motii ornamenthQ_uejìo beli' arco, per quanto fiicoprende, il fece far e Nerwd Traianoxlaflatuadel
quale(per quanto fi dice)era in cima de l'arco fopra vn cauallo inaefio minacciante verfo queipopoli , ch'eoli
hauea debellati, accio nonfi ribeUaffero, e qjìafiatua era di bronco di opera belliJfima.Eranofr* le colonne fio*
pra la cornice fegnata.E* alcune ftatue di bronco per quanto dinotano le lettere fcritte in quei luoahi ♦ vifono
anchora certi vefiigi di forami , i quali dinotano che vifufferofefioni pur di bronco, o altre coJefimili,le quali
furono tutte fipogliate da quei Gotti, e Vandali, & altre nationt a noi mimiche* Qjiefiofu mifurato col pie*
de antico, la pianta del quale e qui /otto ♦ la latitudine del vano de l'arco e piedi dieci, lafua arojfe^a ne la
parte interiore è piedi noue, e minuti due ♦ laaroffe^a de le colonne e piedi due , e minuti vndici *fra l'una
colonna e l'altra è piedi fette, e minuti cinque * le colonne fono fuori del viuo piede vno,e minuti vndici* Val*
teiga del vano de l'arco e piedi venticinque & vn ter^p : e quella altera che e più di due quadri non ojfen
de pero chi mira tuttala maffainfume * l'altera deipiedefialicontuttelefuecornicie piedi cinque* la fu*
largherà e piedi tre , e minuti quindici e meqp * l'altera de la lafe col ^occo fiotto e piede vno , e minuti
trentajei . l'altera de la colonna fin fiotto il capitello e piedi dutnoue, e minuti ventidue, e me^o * lafua crofi
Je^ajotto il capitello e piede vno, e minuti cmquantajei * l'altera del capitello e piedi due} e minuti venti
quattro, col fuo abaco ,e l'abaco e minuti dieci x U detto capitello fi trouera difeanato nel principio de l'ordine
Corinthio nel quarto libro ♦ l'altera de l'architraue t piede vno, e minuti dodici* l'alte^ delfreaio e pie*
de vno, e minuti diciotto * l'altera de la cornice e piede vno,e minuti ventidue * l'altera del %pcco fopra la
cornice è piede vno, e minuti fei e me%o * l'altera de la lafe fopra il detto qpcco e minuti trenta in altezza*
l'alte^ de l'epitaffio fin fatto la cornice e piedifei,e minuti ventidueAa cornice difopra nonfu mifurata*
PIANTA DE L'ARCO DI ANCONA*
t I B R O TERZO
C XXIII
PLa vcT^ Q-Uefte Ietterete fono qui da le latiteranno fra le co DIV^
CO-nivglavG. lonne.vM^rte dal dejlro, e l 'altra dal latofmiflro. **$£****
SORORIAVG.
1MP. CASARI DIVI NERV.-E. F. NERVjE
: TRAIANO dTlMO AVG. GERMANIO.
| DACICO PONT. MAX. TRI. POT. XVIIir. IMP. IXI.
1 COS. VI. P.P. PROVIDENT SSIMO PRINCIPI.
5.P. Q_, R. Q_VOD ACCESSVM. Jfr
j ITALIA HOC ETIAM ADDITO EX PECVMA SVA.
'PORTV TVTIOREM NAVIGANTIBVS REDDlDERIT.
DE LE A N T I Q. V I T A _____
Vanto a le mifure de Varco di A mona, penfo hauer detto a lajìan^a ; ma perche i membri de i
corniciamenti fiano medio intefi ; togli dimojìrero qui auanti,e cominciero da legarti da baffo,
| ficcme qlle fono leprimepofie in operafopra terra* L 'altera delpiedejialofegnato*G<e pie*
§ift cinque con tutte lefue cornici ♦ Vaitela del %occo de la bafe del piedejìalo e minuti diciotto*.
la bajefopra ejìo %occo è minuti dicinoue, & vn ter^o » l'altera de la cornice del piedejìalo è minuti venti,
&vnter%p, & altrettanto e quel %pcco fotto lalaj e fegnata.F '. il quale } per mio auifo, e fatto per esaltare le
colonne : ne pero torna male, an^iper eftere adornato d'una operetta intorno, la quale diuide quello dal plin'/
tho de la bafe } che è Corinthia pura 5 è molto bella al giuditio mio , l'alte^ de la quale è minuti quaran*
ta tre col collarino, ouero cinta de. la colonna , la prolettura i'effa bafe e minuti fedici, e me^p * la qXoffeTza
del piedejìalo e piedi tre, e minuti vndici e me^o . lagroffe^a de la colonna e piedi due , e minuti vndki*
i canali de la colonna, chefonfuori del viuo,fono tredicina larghezza d'un canale e minutifette, e me^p , *'£
quadretto, che gli diuide, e due minuti^ me\o * Vaitela del capitello e quanto egrofa la colonna ne la pare
te da baffo, cioefen^a V abaco : il qual capitello ha vna beìliffima forma, per il quale poffiamo credere che'ltet
fio di Vitruuiofia corrotto^ e cheVitruuio intendere l'altera del capitello fen^a V abaco xpercioche la maq
gior parte de i capitelli ch'io ho veduti , e mifurati ; iogli trouo di tale altera, an^i qualche cofapiu altifen*
%a l'abaco, che non t graffa lacolonna, e maffimamente quei capitelli, che fono nel Pantheon, vno de i quali
nelprincipio di quejlo libro fxpuo vedere - l'altera de l'architrauefopra la colonna e piede vno, e minuti do
dici ♦ l'altera delfregio è piede vno, e minuti diciatto * L'altera de la cornice e piede vno , e minuti vem
tidue, &ilfregioefegnato.A*ll -^occo fopra effa cornice e piede vno, e minutifei eme%o + la bafe fopra
effo è minuti trenta, e 'lfpacio,daue fono fritte le Ietterete alto piedi fei , e minuti ventidue , nel quale è vnA
croce ♦ Vimpoflade Varco e notata* D . e lafua alte-^a è piede vno, e minuti quindici * la cornice di fopra
non fu misurata * Vaitela de la menfola,o conio che dire lo vogliamo, la quale e fopra Varco , e piedi tre e
minuti trenta : e vien fuori del vivo piede vno, e minuti quattordici ne la parte fuperiore, e ne la parte di fot*
to vien fuori piede vno , la quale e qui a canto fegnata,B* 1 quattro quadretti oblonghi con quelle cornici fot
fra,iquahfonofra le colonne, fi può credere che fopra vìjufsero me-^e figure, laforma de i quali e qui a can*
tofegnata* E* evie il profilo come fono lauorati t perciochefono tutti pieni di opere fin preffo il centro * VaU
te%za de la cornice , che vi e fopra, è alta minuti trenta duello non ho narrato minutamente a membro ver
membro tutte le alte%%e, ne ancho le proietture, ma ben confomma diligentia le ho trafbortate da le proprie in
quefia forma, e furono mifurate col piede R ornano antico*
•
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LIBROTERZO
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DE LE A N T I Q.VI T A
Ola citta in D almatia appreffo il mare e dotata di molte antiquità ? £r dira il ihedtro}e Vam*
phitheatro, de i quali fi e trattato qui adietro; àfono anchora de dialtri edifici, de i quali io no
tratterò per bora-. Macie yrìarco triomphale di opera Corintbia molto ricco di ornamétifi di
figure, come ancho di fogliami, et altre bicameralmente che da i piedefali in fu no vi e opera,
nefpatxo che non fia intagliato cofi ne lefaccie,come ne i fianchi }efimilmete ne legroffe^e interiori,^ ancho
fotto Varco, nel quale àfono tante, e duierfe opere d'intaglio, che occupariano gran ffatio a volerle dmoftrao
rexondefolamente dimoflrero quelle parti, eh e a l'architetto fi contengono circa la inuentione ,& le mifure.La
pianta de V arco feguente è qui fotto, e fu mifurata con vn piede moderno, la meta del quale farà qui fotto * la
latitudine del vano de Varco e piedi dodki,e me^o, e Vaitela fua e circa piedi vent'uno * la grojfe^a de i
plaftri per fianco ne la parte interiore e piedi quattro* lagrofe-^a di vna colonna e piede vno & oncie noue,
e me^a .fra Vuna colonna e V altra e piede vno, fronde tre,eme%a ♦ lapilaflrata de Varco e piede vno , &*
onde due* Vaitela del %occo fotto la bafe delpiedeflalo e piede vno * la bafe e alta onde quattro ♦ il netto
delpiedejìalo e piedi tre, e lafua cornice e onde quattro ♦ il ^occo fotto la bafe de la colonna e onde quattro,
Vaitela de la bafe de la colonna e onde dieci & vn quarto ♦ Valte^^a de la colonna e piedi fedici, & oncia
vna, e tre quarti * Vaitela del capitello e piedi due , £r oncia vna ♦ Vaitela de Varcbitraue e piede vno,
& oncia vna . Vaitela del fregio e piede vno, & onde due ♦ Vaitela de la cornice e piede vno , &r onde
dieci * Vaitela del ^occofopra la cornice e piede vno ,& onde due * Vaitela de la bafe del piedejlalo col
%cccofopra effa è piede vno, & onde due ♦ ma Vaitela de la bafe, e la bafe fola e onde dieci « Vaitela del
detto piedeflalo,cioe il nettofe piedi due,et oncia vna. lafua cornice e onciefeuquel cauettofopra ej]a,il qua*
UVitruuio lo dice corona Ufis , per quanto io credo, e. onde cinque * e quejlo e. quanto a le mifure delfeguen?
te arco*
L a linea quifotto e mexp piede * il piede e partito in parti dodici dette onde ,
e quejlo è onciefei, che e me^p piede*
+
+
+
H
PIANTA DE L'ARCO DI POLA
LIBRO TERZO
CXXV1X
, e mifure Ad preferite arco fono notate qui adietro x ne la feauente carta faranno i particulari membri più dijfufa'/
mente notati } e dimostrati in figura .Quejle lettere mammole feguenti fono fcritte nelfreawfeanato* Y ♦
SALVIA* POSTVMA* SERGI- DE SVA PECVNIA.
"Lefotto notate maiufcole vanno nei tre piedeflalifecnati.X* H, £r A.
L. SERGIVS. C. F. L.SERGIVS. L. F. LEPiL>VS. SE.D. C . SERGIVS . C . F-
AED. II. VIR, TRI. ML.LEG. XXIX. API'.VIR QV1NQ.
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R 3
CXXVIII
DE LE ANTIQ.VITA
O trattato ne la carta paffdta de le tnifure vniuerfali de Varco di Vola, & dncho dimofirato la
\forma d'effo arco, & ancho narrato in parte de i belliffmi, e ricebi ornamenti fuoi x bora tratte'/
Uro de le particular mijure dei membri delfopradetto arco, e prima cominciero ne l'ima parte , fi
'-"come quella fu la prima pò fta in opera fipra terra* L'altera del ^oc co fitto la baje delpiedefiao
lo e piede vno x benché fitto di quefio ve n'e vn 'altro di affai maggiore altera , ma e fipolto * Vaitela del
cimano [opra effo col fio tondino e onde quattro * il netto del piedefialo e di altera piedi tre , e'ifuo cimatio
di fipra e oncie quattro * il t^cco fitto la baje de la colonna e onde quattro * Vaitela de la baje d'efia colon*
ria e onde dieci, fcr e molto ben lauorata d'intagli x e benché laformafia fia Dorica gl'intagli delicati la di'.
notano C orinthia * le colonne fino canellate da alto a baffo, e vengon fuori del viuo, quanto dimoflra la fiqura
quiauanti * Vaitela del capitello con V abaco fio e piedi due, & oncia vna,il qual capitello e di madore ah
te^xa de lagrojfe^a de la colonna, nondimeno egli e ?noltogratiofo, e cornfponde bene a Voccbio , £r e rio
chijfimamente lauorato, come qui alianti fi dimoflra ne lafua figura x efempre che'l capitello Corinthio farà
di tal proportione a lafua colonna; io lo giudicar)) più arato a V occhio, che s'eglifufie con tutto V abaco di tant
ta altera } quanto ègroffa lafua colonna x e bencheSfitruuio lo defenua cofi ; nondimeno (come in più luoghi
ho dettogli tefiopotria effere corrotto, hauendo riguardo a quefia naturalità, chefe'l capitel Corinthio(come di
ce Vitruuiofe tolto da la tefia di vna vergine; certa cofi è che'l volto di vna vergine ben proportionato e di
madore altera, ch'egli non e in largherà , e dee effere tanto più alto , quanto era quel canefiro di frutti
con quella tegola fipra, chefignifica l'abaco *fi che per tal ragione, & ancho per tanti antiqui, che tutto' l di fi
vedono in diuerfi luoghi 5 io lodarb fimpr e tal proportione ♦ l'altera de l'architrauee piede vno & oncia
vna * l'alte^ delfregio e piede vno,& oncie dued'alte^a de la cornice e piede vno &r onde dieci x la qual
cornice e molto luentioja, quatunque ellafia ricca di lauori, perdoche tal ricchezza la confonde x ma quello che
e più vitwfifi t l'uouoio fipra la fama, cofi che veramente difpiace a l'occhio, e quello, che più dee effere de'/
cno di biafimo, e queà'uouolo intagliato ne la parte fipenorefen^a membro alcuno fipra , che lo copra act
ciò non fia rigato e confumato da le acque * Ma fempre furono de gliarchitetti licentiofi , come aneborane
fono a nojìn tempi i i quali per piacere al vulgo mettono di molti intagli ne le opere loro , non hauendo rumar*
do a la qualità de l'ordine, e metterano cofi di molti intagli ne le opere Doriche, le quali ricercano grauita, e
fodeTga i come f ariano ne le opere Corinthie, le quali vogliono diuerfi ornamenti per la tener e^^a fua * Ma
gl'intendenti e giuditiofi Architettifiruarannofempre il decoro, e f efaranno le opere Doriche imttarano 1 buo
ni antichi, 1 quali fi conformano più con la dottrina di \Titruuio xefe ancho faranno opere Corinthie 5 le ve'/
Jliranno di quegli ornamenti, che a tal ordine fi richiede, e quefio ho io voluto dire per auertir quegli , che non
fanno, perche quegli che fanno, non hanno bifigno del mio parere * li or per tornare al propofito, fipra quefia
cornice vi e vn bafamento, che fa tre piedefiali, il quale per non effere occupato da la cornice x Uff orto de la
quale per la veduta da baffo occuparla la bafefua ; ha fitto vn ^pcco di altezza di piede vno * fipra di quefio
e lafua bafi , l'alte-^, de la quale e onde dieci* il netto del bafamento ir piedi due, & vn' oncia in altera* la
fua cornice di fipra e di altera me-zg piede xla qual cornice ègratiofa, e fi dijeerneno bene ifuoi membri , per
efser fra li due membri intagliati vn membro netto* S opra quefia cornice vi e quel membro , il quale fi dice
coror.alifis per quanto intendo io Vitruuio x l'alte^^a de la quale e onde cinque * fipra di quefia fono alcune
pietre , le quali non hanno finimento alcuno, ma fi può credere vi fuffero fipra altre cofi * Vaitela di quefie
/pietre e oncie dieci *Va!te%'%a de l'impofta de l'arco e onde dieci , la quale e pur fatta licentiofamente x e ben
\che i tre membri l'un fipra l'altro fan diuerfi ;fono nondimeno conformi afìai diproiettura, doue che in opera
e non fanno buono effetto * h membri figlienti fi conof e eranno per ifuoi caratteri , quai membri fiano de Vare*
Jpaffato*
LIBRO TERZO
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DE L E A N T I Q_ V I T A.
f^PSSIN V erona citta molto antica vi fono molti archi,frai quali ve ne e vno a la porta di Caftel
-j vecchio : 2/ gjatf/e veramente ha huona forma e proportione.QjuefVarco, per quanto fi comprtn
l-jljffej era cofi ornato donatiti come ài dietro , fr ancho feri fianchi hauea due entrate, come fi può
(Mconofcereper 1 vefligi, che anchorafi vedono : benché qui fiotto ho dimofirato la pianta di vn
latpjolamente. Qjuejlofu mijurato col medefimo piede, col quale e mifurato Varco di Volapaffato, Papato*
ra del quale arco e in latitudine pedi dieci,e me^p * lagwfieTga de le colonne e piedi due, fr onde due ,fira
Vuna colonna e V altra e piedi quattro, fronde tre * la ptlafirata de Varco e piedi due, fr onde due * la grofi,
JeTza de Varco per fianco ne la parte di dentro e piedi quattro, e me^pJa latitudine del tabernacolo fra le colo*
ne e piedi due,fr onde dieci : e quefìo e quanto a le latitudini, & a legrofie^e.Ma dicedo de le altere; la
lafie delpieìcfialo de la colonna colfuo %>cco e alta piede vno,et onde tre.il netto del piedefìalo e pieduiiij*
fr onde tre, e me-zci, lafua cornice e onde diea,e me^a » Vaitela de la bafe de la colonna e piede vno* Val
te^a de la colonna fen^a la bafe eYl capitello e piedi dicif ette, fronde tre* Vaitela del capitello e piedi due*
fr onde quattro, e me^ ♦ Vaitela de Varchitraue e piede vno e meTfi ♦ Vaitela delfregio e piede vno,fr
onde fette, e me-qx ♦ l'altera de la cornice e piede vno, fr onde dieci : e benché nel dtfegno qui a canto vifia
il franteti icio ; non fi vede pero ne Varco , perche non vi e cofa alcuna dela prima cornice in fu : nondimeno
anchora che'l muro firn confumato daglianni ;fi vedono alcuni vefiigi, peri quali fi può comprendere che vi
fuffe il frontejlicio ♦ la cornice fupenore non vie , e pero non dico mifura alcuna tolta da Vantiquita ,ma
ben Vho io difetta con quella mifura, e di quellaforma, ch'io lafarei, hauendo per regola generale che le co*
fefuperion diminuifcono a le inferiori la quarta parte ♦ Q_uefta cornice adunque fari la quarta parte minore di
quella difotto, efia cofi diuifa : tutta V altei^a fin partita in quattro parti, e me^a ♦ la me^a parte farà per il
tondino, enfino quadretto * vn1 altra parte fi darà alfregio*vna parte farà per il membro fiotto la corona, il qua*
le può efiftre vn àenticolo, ouero vn uouolo.fr vna parte farà per la corona colfuo quadretto ♦ la quarta parte
fera per lafcima dettatola dritta * lafmproietturafia quanto Valte^a,e cofifarafatta la cornice fiuperiore con
la reqolafopra detta ♦ Yra le colonne ci fono alcuni tabernacoli, doue erano jìatue x la latitudine de i quali e
pedi due, fr onde dieci * Vaitela fina e piedi fette, e fono profondi nel muro piede vno, Concie died ♦ Val*
te^a delfino bafamento e piedi quattro con la bafe, e la cima ♦ le colonnelle fono graffe per ogni lato mezppie*
ile ♦ Varchitraue e onde cinque, e trie%a in altera + il fregio e alto onciefei * Vaitela de la cornice fen^a la
(cima e onde quattro ♦ Vaitela del netto delfrontefi^icio e onde otto * Sopra queflo tabernacolo e vna talel
la con vna cornice fopra , la tabella e in latitudine piedi due, fr in altezza piede vno* Vaitela di quefia cor
nice e onde vndici : fopra la quale ci era vna me^a figura , per quanto fi comprende * Vaitela del vano de
Varco, bench' egli fila fipolto qualche parte da hfio; e nondimeno più che duplicata tperche la fitta latitudine
e piedi dieci, fr vn quarto , e lafua altera e da piedi venticinque, e me%p * de la latitudine de la pilafitrata
de Varco fi e detto, ma il capitello e delamedefima altera , fr viene ad effere quadrato per ogni via*
L'opera di quefio arco e C ompofita, fr era molto ornata dijlatue di bronco, e di marmo , per quanto fi. corri
pende ne i luoghi vacui ♦
QVESTA EN LA PIANTA DEL SEGVENTE ARCO*
.'■'■ .!■■' "~T~^r
— : .
L I B R O TERZO
CXXXI
' A /órm<J il Varco di Crìel Uecchio in V«wi* ir ro^ </i#flfa , (Omefi iimoHra qui foto : e benché dal fregio in fu non ci fu
^gQ .ueHigio di ornamenti , nondimeno tofi poma fiore : (perche i membri di queflofono tinto piccioli, che maljipopno comprem
fp)dere j ne li carttfe^uente fi udranno più difufamente dfegnati , e definiti . q«f/fj arco trióphale,per quanto fi trouafr'm
fJito nclaparte
ÌÀ ÌÌP'^%'' ne ^tfne interiore de l'orco , alcuni uojltono d'ireche Vuruuio kfaceffe fare: ma noi credo per due cagioni , prima, non
^&ZS<^L.M$$t àt U tnfcrimone dica Vttruuio Politone , mt forfè fu un'altro vitruuio che lo fece . l'altra più efficace ragione fi cjke
Xitrmo Politone ne tfuoif ritti di Architettura danna i midolloni , et i denticoli in una iftejfa cornice , et una tal cornice fi troui in queft'arco t
fero io non affermo che Vitruuio, io dico iljrande architetto, hèhii ordinato queft'arco . ma fu come efferfi uo^lia j l'arco hi una belli forma-
QueHeletterc fono fotto il tèa
titolo nelpiciefttlo .
C, GAVIO. C. F.
STRARONI
Quefie lettere fono ferine nel fianco de
l'arco ne la parte interiore .
L. VITRWIVS. L.L. CERDO
ARCHITECT VS.
Qjttfle lettere sfotto fono
fritte nel piedefialo
del tabernacolo qui fotto .
M. GAVIO. C. F.
M A C R O.
GXXXII
DE LE ANTIQ.VITA
YErche io non ho fcritto a pieno le mifure particulari de i membri de Varco paffato , ne ancho
figli ho dimoftrati in tal forma ,chefipoffino Un comprendere, pero ne lafieguente carta fi vegjo*
)no dimojlrati,& in queflaforma dai propri tradottati ,e prima : Vaitela delpiedeftaloyil %pc*
\co del quale efegnato* G* e vnpiede, e tre onde ♦ Vaitela de la bafefopra effa e onde feu
il netto delpiedeftalofeanato. F*e piedi quattro, & oncie tre e me%a ♦ lafua cornice difopra e in altera on*
eie dieci e me%a ♦ Vaitela de la haje de la colonna e piede vno : ilplintho de la quale fi conuerte, ne la coro
na lifis * la qual cofa molto mi piace per hauere io veduto alcuni piedejìali greci, i quali hanno talforma* la co*
lonna èfiriata, cioè canellata da baffo ad alto ♦ Vaitela del capitello di quejia colonna e piede vno, & onde
quattro e me%a, mala fua forma non e qui, per effere dimagrata nel principio de V ordine Compofito t il aual
capitello e in effetto Compofito, "benché tutto Varco fipuo dire di opera C orinthia*. e quefto capitello nelfopn
detto luogijarkfegnato+C *efimilmente nel medefimo luogo fi troua il capitello de Vmpofla di quefVarco , il
quale ejeanato* D*mail capitello de i tabernacoli fra le colonne e qui auantifegnato*H*e cofi la cornice con
la baje jeanata.E .viene ad ejfer quella fiotto i tabernacoli* lafigura*C *e quella tabella fopra i detti tabernacoli
li* quellafegnata*D*e Varchitraue, il f regio ,e la cornice deljrontefipiao de i tabernacoli * la fegnata*. B ♦ e
V opera che gira intomo Varco . la cornice fegnata* A*e la cornice principale fopra Varco, la quale in effetto e
molto grata, & e ben lauorata, nondimeno ella patifee quel vitio, che altre volte qui adietro ho detto,cioe che
i modiglioni, & i denticoli in vna cornice fono reprobati da Vitruuio con ragioni ejficacijfime* Ma a quefìo
fafiofi heua vngrangrido da molti, i quali dicono che dopo Vitruuio tanti Architetti hanno fatto de le cor*
ilici con i modiglioni, e con 1 denticoli per tutte le parti e d'Italia,?? ancho fuori,che hormai non ci è più com
tradiamone alcuna, anq e ledto a ciascuno di fare ne le {uè opere quel che vede ne V antico * a i quali fi può ri',
fpondere, che negando i principi^ faranno vincitori di ogni cofa ; mafie conferiranno Vitruuio ejfer ftato quel
grande Architetto feientifico, come confejfa la mafflor parte , effiproprij ledendo Vitruuio con buon f enfio ,
da loro iflejfi fi condanneranno*.
LIBRO TERZO
CXXXIII
oxxstfin
DE LE A N T I Q. V I T A
SMP
N . V erotta a la pcrta de iL ioni e vnlarco antico, il quale ha due aperture i il che in luogo al
W'iL^M^%cuno non ho trottato, cioè chefiano due archila tre fi lene : il quale arco quantunque e^li bah'.
*£ , |k J&bia quelle Jeifinejìr e 3 non erano pero aperte, ne ancho molto canate nel muro, doue comprende*
%ì^;j^Jirefi pofw che vifiifferofxatue di tutto rilieuo * Sopra la prima cornice nel mezp è tncauato a
mododi nicchio , ma di vna incauatura, che poco entra nel muro : nondimeno con lo aiuto del jf erto de la cor
nice vipotemnofiar perfine a far e qualche vfficio, mentre fi triomyhaua : ma quefio poco importa a V Archi',
tetto, e pero io tratterò de le mifureparticulan, oltra la forma, che qui auantifi vede : e prima, l'apertura di
vn'arco e piedi vndici in latitudine,^ in altera e piedi diciatto * il zocco delpiedejialo e piede vno in aU
terza * la bafe delpiedejialo e onde tre « il netto del piedcjialo e piedi due,& oncie vna.lafua cornice e on*
eie tre in atterza. l'alterca de la baje e oncie otto, e meza. V altezza de la colonna fenza la hife e'I capitello e
piedi. xu.etvn terzp.lafuaarojìez^a e piede vno etoncieÀiij.Valtez^za del capitello e piede vno,et onde otto*.
foltezza de Varchuraue e piede vno ponete cinque * l'altezza delfregio e piede vno, & onde otto * Valtez^
7fl de la cornice e altrettanto, da la cornice al fecondo ordine e piedi tre, e mezp * fopra quefta cornice fono cer
ti modiqlwni fopra ì quali erano fatue per quanto fi crede, e quefii erano fette pilaftroni di bajìo nlieuo , a i
quali jtauano apponiate le dette fatue -.fra i quai pilajirijono quelle fenefir elle ornate di colonne di baffi rilie*
ilo ♦ la latitudine di vna fiiefira e piedi due, &r onde due ► l 'altezza fua e piedi quattro, fcr onde tre * Val*
tezjza de le colonne motori e piedi cinque, £r onde quattro con le bufi, &r i capitelli , e fono di baffo rilieuo
piane . l'altezza del feconda architraue è onaejei e meza. l'altezza del fregio e vnpiede,emezo ♦ i 'altezjj
de la cornice e oncie dieci, e meza . la corona lifs fopra effa cornice e alta onde dieci* la bafe delfecondopie*
deftalo e piede vno . il netto del pieiefido e alto piedi tre, &r onde fette, e meza * la bafe de la colonna fé con'/
da e alta onde otto « V altezza de la colonna e piedi otto, &r oncie tre, e meza. lafuagroffezTp e onci: dio
Ci , c meza ♦ V 'altezjza del capitelo e piede vno , £r vrì oncia , e meza . l'altezza deVarcbitraue e piede
vno,&oncic vna » l 'altezza deificato e piede vno, & oncie due . Valtez^a de la cornice è piede vno : (opra
la quale era ancho del muro , ma non fi vedecofa che t'intenda ♦ Qjuefi'arco non e molto graffo, ne vi fi ve*
de l'altra banda ornata : peraoche di dietro queflo arco ci fi trotta vn' altro arco, che confaticafia Vuno e Val*
tro vi fi può andare , come più auanti ne dirò , e dimofirerò quell'arco nafeofio dietro queflo * Lefinefire di
qucfVarco non fono cof ordinate , mi difor dinano al quanto, ne venjon lefinefire al perpendicolo de la fom*
mito, del f r onte \\ido, anzi vencon da vna banda, cofa che difpiace a V occhio : fcr io, che non ho potuto patire
Ul difeordanza j le ho pofie con ordine ♦ i capitelli di quefi' arco parte ne fono C ompofiti , e parte Corinthi s
Come ne le cartefeauenti io tratterò) e li dimofirerò in difetto
Sopra quefCarco a man defiri ne Varchitraue ci fono le infraferìtte lettere*
t* PLAVIVS P»F* NORICVS» IIII- VIR» ID» V* F* BAVIA* Q_* L*
PRIMA SIBI, ET POLICLITO SIVE SERVO, SIVE LIBERTO MEO,
ET L* QALPVRNlO VEGETO»
LI B-R O TERZO
CXXXVIII
CXXXVI DE X, E ANTHV1TA
| Vi a dietro ho trattato de le mijure vniuerfali de Varcopajfoto, & ancho ho dimoflrato ta fui
fotmaproportionata a lapropria : ma dei membri pafticulan non ho potuto in cefi picciola for*
[ma darne notitia , hora ne lefoauenti carte io ne tratterò , perche in vero ci fono molti e diuerfi
^ornamenti ♦ D e le altere,. e de legrojje-^e ho trattato , ne più le riplicaro, mafolameniefa*
ro conoscere quali ellefiano . L a figura notata . G *e il primo piedeflalo con lafua hajefopra, £r ancho lo in*
ditto de la colonna , la quale e canellata, e tutti li membri fono proportionati a li propri * Il capitello fognato
E. con Varchitraue fopra rapprefonta quello, che è» fopra la prima colonna : come dinotano le canellature * La
figura fognata* D * viene ad ejfere Varchitraue, ilfrecio, e la cornice, che va fopra la detta colonna nel primo
ordine : la qual cornice per le autorità, e per ali efompi , che in più luoghi ho allegati qui adietro 5 il prudente
lettore potrà conofeere s'ella e vitiofo, 0 luona . I / capitello fognato* F *e quello, chefojlien Varco a le colon*
ne quadre, e quefìi due capitelli fono di opera Compofita, e molto belli x i quali fono affai conformi a quei de
Varco pajjato de la porta di C ajlel vecchio . e come ho detta, io non tratterò de le mifure^er hduerne detto qui
idietro ; ma fono ftefte figure proportionate a le proprie*
C XXXV
DE LE A N T I Q, V I T A
.' Arco triomphalepaffato(come io diffide molto ricco di ornamenti , efra tanti venefonodei
[bene intefi, & ancho de i vitiofi ♦ E veramente nel detto arco io non ci trouo cofa} che mi offerì
ida eccedo la cornice pafiata,fegnata* D * per le caufegia dette , ma tutti dialtri membri paffa*
~3S5£u£-Ltifono di buonamaniera, evintegli & ancho le cornici t i membri paffati fono del primo ordine
da bafio, queflifequentifono del fecondo ordine * Il modiglione fegnato* H*e nelprincipio del fecondo or*
dinefopra lifrontefyici,jopra il quale(come io dijfi)erano figure apponiate a quei pilafìri piani* L a finefirt
notata* 1 ♦ e la forma di vna de lefeifinejlre con quella camicetta [opra , cofi propriamente imitata, e mifurata*
Il capitello,e la bafe notato*Y^<c la medefima finejìra dimofìrata in ma uiorf ormarcelo fiano medio intefi li
membri * h a bafe, e'I capitello fegnato* L ♦ dinota la coloneUa fra i pilaftri , e lefineflre ? e veramente in
quelle bafi, cioè in quella de la colonna madore congiunta con la minore, V Architetto fu molto ingemofo ai
accordare luna con i 'altra con quel bel modo,fen%a difunirle, hauendo rifletto che la colonna maggiore hauefie
ìafua bafe conuemente, e la minore hauejfe anchor lei minor bafe conueniente a lei, la qual cofa io lodo molto*
H'arthitrauc, ilfregio, e la cornice fegnata.C * rapprefenta quella de V ordine fecondo t la qual cornice è mot
to modera , e maffmamente che non e confufa da intagli, ma e ben compartita * Il piedeftalo fegnato* B*
dinota quello de Vultimo ordine, fopra del quale vi pofa la bafe notata* M* e cofi il capitello , che vi efopra,
tfuo cópagno,et e C orinthio puro ; il quale e conforme al proprio e di opere, e di gracilità, & è molto gratiot
fo per mio parere * L yarchitraue, tlfregio, e le cornice fegnata* A ♦ dinota VulUma cornice * Varchttraue riv
e vitiofo,perhauer folamente duefafee , anQfefufiero tre per lafua lontananza fi confondevano* Ma la cor-
nice molto mi piace effendo ella con i modiglioni, efen\a i denticoli, & ancho ben compartiti li membri, e non
e confufa d'intagli) fcr ha vnagratiofaproiettura, la quale t alquanto più de lafua altez$$+
CXL
D E L E A NT IQ.VITA
Z^n"1 Vf .f<> arco triomphih fu fatto primi de l'arcopafato-.percioche peHo e coperto da quello, e ui t tanfo demteruallofra Vunt
"jT| t V t'irò, che con finca ut può entrare un'huomoper mfurare le effe, le pali fono anchora in eJere,come dimoHnUfyura atti
defitto . e peHo penfo io, emendo peli' arco in uno bel luogo de lacutà -, e tuie aio tnomphare un' altro Immemore ,(he ajut
' memoria face^eì o t 'altro arcojopa peHo, per non bauer luogo più commodo , e cefi conferirono peHo -. ilpale e m furato
_ con le meiejlne mifure de l'altro. L'apertura d'un arco t piedi undici m latitudine, et in altitudine piedi i-infette . lapilapa
ti declinili e fede uno, et oncie otto .fa le due pilaSbateJòno piedi cinque, et onne patirò . li cantonali fono piedi tre per lato . il cimano fé*
0nato. C. ti Quale feiue per aicbunue, e onciefei,cmty . l'anele del fregio e piede uno, et onde fette, e mey . il padrettofoprailfrrgio e
onne due . il dmitiofouo ti dentello ir onne paura, et un pano . ilfuo cimatiofopra ejjjb e alto ondi una e tsPQ ■ il tondino e oncia una . il
dmJio fotta la cotona i oncia una e tre patti . la corona è aita onne tre, e mey . ilfuo cmatio e onne due, et un parto Aafc'ma t alti ori» (,
de tre, e mey . ilfuo padreuo t onde due . li potimi dei tutto t pMo l'alte^afui . il bafamtntofoprt ptRuotnice "e in altera piede,
-uno, ti moneta, e me^a . lagrojfe^a de la colonna (niellata e piede uno, et onde tre, lafua altere java il capitello epieiijttt(,(t onciauM
t mexg . l'altera del (apitelio è oncie duci . tue fa colonna non ha bafe, ne anebo lafua anta da biffo i mapoft (ofi mdijopa M Z£((o .fri
le prime fnefoe erano lemmi in luogo di (olomie . l'ultima cornice nonf uede} the e murata.
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LIBRO TERZO
CXH
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ttx.iee.on c'votto, ttre'tpumihj'aj i f«MJ*f
te onflf 'u<wp>f ni^^Jit fe"* dei* quadretto e sfai
^ UUUudmedeliTisVifio'eunpede.ilqiK, tóojo* i
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mi il /tisico t tre quotò dì mikJ «toofopra n-o
e OKÌfl mwiC «» qeaio.il litnat'O foto il denticolo
e onde d«e,& un quarto.? diez$fl del denticolo e
ondeMi-t trequarti.& il cateto ppra ejso e oncia
UM.gH airagaV fono tri marti di oncia . ilclm «io
(opra ep e onde una,*? m quarto ■ l'altezza de U
'corona è onrie.iui.il \uo limctio e onde due.l'alle\--
1$ de lajdmx e oncie.iiii. ìIJko quadretto è onde
due,e meza.lapwettura deliv.no e quanto la fot al
tez^a.Tutto qvcfrareojipo dire di opera rof.ia.ec
ceto fili (ungali intagli tti,che fono un poro lieentio--
f, ma fgfi fu un copritelo che uenne a l'Arclrteno.
pi molte altre eoU\àe\ono in Veroni o non tratte-
ro-.per ejstrui de le antidata motto 1icentiofi,e ma(sì
mmente l'aio lrìom;hale ihejì àne dei Borjarì:
e per ffjff lOj'a barbara ; io non l'ho uoluio mettere
Ifra i|K«'.^ còfe telie, e bene intefi ,
£~
min
J) n LI A N T I Q„ V I T A
I
n
.SS Auendo io trattato di tante cofe antiche , e dimoiatole in difegno uifibile , e cofa ragioneuote
ì jj^pig fccb'io tratti, e dimoftri qualch'una de le moderne, e maffmamente di quelle di B ramante archi
1858
s
jj^i-f p^tto j benché pero non l'ho lafìato adietro hauendo dimojlrato il jlupendo edificio di Jan Vie'/
Wf&SÙ&tra, & altre cofe trattando de i tempij fiacri , e veramente fi può dire chiedi hahhiafuf citata la
}>uona A rchitettura col me^fl pero di Giulio* 1 1 . Pontefice maffimo : come fanno fede tante, e cofi belle ope
re da lui fatte in R omaì de le quali la figura qui fiotto ne e vna ♦ i^uefta e vna loagia fatta a B eluedere ne
giardini del Papa, ne la quale fi comprendono due belle cofe : yna lafiorte%%afua, che accenna a la perpetuiti
per efiere i pilaflroni di tanta latitudine, egrojfe^a *V altra tanti belli accompagnamenti, e cofi bene ornata, &
oltra la bella inuentione ella è anchor molto ben proportionata * V opera qui fiotto e mifurata a palmo antico,
cioè a palmo, £r a minuti ♦ Lalatitudine de diarchi e palmi diciotto, £r altrettanto fono lipilajlri,cioe tan*
to il pieno, quanto il yota.la fronte del pilaflro e diuifia in parti vndici : una parte farà la pilajlrata, che toglie
fu Varco, che fono due parti : due parti fi daranno a vna colonna , che e quattro parti t due parti a le pilajìrate
del nicchio, e tre parti fi daranno al nicchio , e cofi faranno dijlribuite le vndici parti ♦ Vaitela del piedeftalo
fard per la meta de la latitudine delpilaftro * Vaitela de la bafie d'effo piedeftalo fard quanto e la pilajlrata
de Varco ♦ l'altera de la cornice dei piedeftalo fia la nona parte manco de la bafie + Vaitela de la coIona con
la bafie eH capitello fia nouegrojìe^e d'effa, elafettimaparte dipiu ♦ la bafie farà per me^a grojfe^a di co*
lonr.a, e"l capitello [ara per vnagrojfe^a,^r hauera lafettima parte di piuper V abaco ♦ Vaitela de Varcbitra
Me, del fregio, e de la cornice fia quanto e il piedeflalo fienai lafua bafie, e quefC altera fia diuija in parti vno
dici t quattro parti faranno per Varchitrauex tre parti jì daranno al firegio ,perche efien^a intaglio ile quattro
parti rellanti faranno per la cornice, e dipoi tirato ilme^o circolo a la grofie^a de la pilaflrata ; l'altitudine
del vano farà duplicata a lafua largherà, e tirata Vimpofla de Varco al fuo loco ; Vulte^gt de la quale fia pejt
me^agroffe^a di colonna 3 li nicchi & i quadri fopra ejjì haueranno lafua praportione*
LI B R O TERZO
CXLTII
Erche qui adietro non ho potuto, per lapicole-^a de la figura , dimoflwc difiufamente tutti li
membri de la loggia, pajìata ; ho voluto qui [otto dimoflrargli in maggior forma *La part e notata.
C . dinota il piedeflalo di ejìa lo^ia, £r ancho vi efopra la bafe de la colonna tutti proportiona
ti ale opere grandi* lafijura fegnata* B ♦ rapprefenta l'impojìa de diarchi colfuo archiuolto, e
con tutti lifuoi membri * la figura notata* A .dinota Varchitraue,ilfregio,e la cornice fopra le colonne * le mu
Cure generali circa le altere ho detto qui adietro , ne più replicar)) , per efjer tutti i membri ben proportionati
a le proprie * Ma in quefta cornice l' A rehitetto hebbe belgiudicio nel far correre la corona tutta integra , e
far rif altare glialtn membri da quella ingiù : la qual cofa torna tutta gratiofa, e la corona yiene ad efere più
forte, e conjerua tutta T opera da le acque : de la quale inuentione il prudente Architetto fi potrà molto valere
m diuerfi accidenti, perche non (lannofempre bene 1 refalti de le cornici , ma in qualche luogo tornano bene,
& in alcuni tornano male t antifona incomportabili ir •efalti, doue la colonna non ha due me%e colonne da U
"bande * ma di quefli refalti , 0 lafene che din le vogliamo, ne ho trattato fu diffufamente nel quarto libro t
nel trattato de le colonne a carte* L X V I ♦
pr-r
CKLiril DE L E A N T l.Q, V IT A
Vi dietro ho dmojlrato vm1 opera di B ramante Architetto, e cofi ne la fedente carta ne di
mojìrero vn'alrrd.non men beili de la pajfdta fatta daljopradetto : da la quale V Architetto pru
A jMdcnte r.c potrà cauare confiruttoarande,per la diuerfita de ahorna menti che vi fono * in quejia.
f^^A^^j/tffitg l'Architetto volfe dimojìrare tre ordini VunofopràVattro, cioè Dorico, ionico ,e Co*
rinthio * ti veramente ali ordini furono beili, e molto bene ornati & accompaanati ; nondimeno perche i pila"/
fin delpnmo ordine Doricofarono troppa deboli, e diarchi troppo ardndi a la proportione de 1 pilajlrii& am
cjo a La fodera del muro de l'ordine l onicofopra ejjo 5 in procejjo di tempo quejia opera cominciò a ruuina'/
te : md B aldejjarre S enefe A rchitetto raro , & intendente riparo a tal ruuina jacendoqli alcune pilajlrate
da Le bande, a 1 detti pilaftri ajsai bene accompaanate con li fuoifotto archi , e però io diffi che V A rchitetto
prudente potna da quejlafabncd imparare x imparare dico nonfolamente ad imitare le cofe belle e bene inteje j
maguardarft dadi errori & hauerjempre confideratione, che quantità dipefo habbiano afoftenere le cofejm
J^ILJ ftdfempre V Architetto più prejlo timido che animofo : perche fé fard timido andardfempre rijeruatOj
efard lejue cofe confi eratamtate, e con confialio etiam dei minori di fé, dai quali fip effe fiate s'impara : ma
fefara troppo animofo, e chef confidi troppo nelfuofapere 5 eali non vorrà confialio di altrui , per la qual cofi
j]eJJe volte perirà, cioè che lefue cofe ali riufciranno male * Ma torniamo a la loffia, di ch'io parlo , e diamo
qualche redola de lefue proportioni * la latitudine de l'arco, cioè il vano, fi partirà, in otto parti t tre di quelle
Sfaranno per la fronte delpilafiro , e l'altitudine de V arco fard parti fedici « lafronte del pilafiro fa diuifa in
quattro parti, due fi daranno a lepilafìrate de Varco, e duefarannoper la woffe^a de la colonna . l'altera
del piedejidofard per la meù de la latitudine de Varco ♦ Vaitela de la colonna farà per otto de lefue aroffe^
%e con la bafe, e'I capitello « Valteiga de Varchitraue, del fregio, e de la cornice fa per la quarta parte de Val'/
te?ga de ld colonna bordine fecondo farà, diminuito dal primo la quarta, parte , cioè ddlpauimento del primo
'ordine fino a iafommita de lafua cornice fia diuifo inparti quattro,^ tre di quelle faranno per l'altera di tut
( to l'ordine I onico, e cofi tutti li membri faranno diminuiti la quarta parte infejlejfi » E cofifi fard del tet^p
ì ordine, il quale e C orinthio, ma non ci e finimento non potendo capire ne lafiampa t ma per non laffar confufo
il lettore come le due coloneìle, che fono nel vacuo di me%p, habbiano hauere ilfuo finimento > vnafimile inuen
tionefitroueranel quarto libro ne l'ordine Dorico a carte .XXXII li* ebenche lecolonelle fidnolonicey
nondimeno fi potranno far Corinthie* Etaccioche V Architetto poffa medio intendere i membri j &* i corni'/
aamenti di quejia opera j iodi ho dimoflrati informa maggiore proportionati d i propri, dico di queali del pri
uno ordine : perche glialtri non fi hebbe commodita di mifurdrdi'yefia auertito a la cornice Dorica, chefopra
iltrUjlipbofu dimenticato per errore difardi il modiglione fopra Vuouolo * ma ben fi dimoftra ne la forma mi'/
nore fopra l'arco*
LIBRO TERZO
CXLV
CXLVI DE t E A N T IQ.VI.TA
B eluedere in capo delaiardino del Vapa, olirà le togjie, che qui adietro ho dimofirato, gché'l
ìfitovafempre afcendendo } vi e vnafcala molto Iella, per la quale fi afcende a vnaplaniaejcbe
ha forma di theatro : la pianta de la quale e qui fatto dimojlrata, & ancho ci hopofio il profilo ;
_ per efferc medio intefo ift come per i caratteri corrispondenti fi può -vedere ♦ Q_uz non ho te*
nuto conto de le mifure, volendofolamente dimojìrare la inuentione de la fiala, e del me^p circolo , come eoli
jiia * Qjtejlo me%p circolo viene ad effere molto eleuato dal primo aiardino verfo il palalo papale, e dietro
detto me^p circolofi, troua vna planicie molto arande con helli appartamenti, & ameni aiardini : a i quai luoo
chi fi va per le due porte, che fi vedono ne i lati di quejio me^o circolo ,nel qual luoao vi fono molte belle fiat
tue i e fra l'altre il Laocoonte, lo A f oline, il Teuero, la Cleopatra, la Venere, il belliffimo torfo diHet
iolc}e molte altre cofe belle*
iiiiii
LIBRO TERZO
CXLVII
Veflo quifotto e il diritto de la pianta qui a canto dimoftrata,e (com ho detto)io no tratterò de le mi
fure attendendo folamente a la inuentione : e benché qui fi dimojìri vnfolo pilafìwne per banda con le
colonne duplicate ; egli fi accópaqni con alcune lobate, de le quali ho trattato qui adietro , come appare
per l'ordine de le coione duplicate ,e per i mcchifra effe,et anchop i quadri [opra i detti nicchi* A qfto
luogo detto JB chiedere ci fono molte altre coje, le quali io non le dimofiro, ejra Valtre coje vi e vnafcda a lumaca,
nel fondo de la quale vi e vna fontana molto abbodante di acque : la qualfcala e tutta circodata da le coione ne la par
te interiore, le qua! colÓne fono di quattro ordini, cioè Tofano, Dorico,lonico,Corinthio,e C opofjto t ma quel che
è di ammiratione,& ingeniofffimo ; e che fra V uno or dine }e V altro no vi fi interpone cofa alcuna 5 ma entra del Do*
rico nel Ionico, e del Ionico nel Corinthio,e del Qorìnthio nel C opofito con tanto artifìcio, che Vhuomo no fi aue*
de doue uno ordine finifca, £r entri ne V altro t di maniera che iogiudico che B ramante non habbia fatto ne la più
Iella , ne la più artificiofa architettura di quejia ♦
CXLVIII
DE LEANTIQ.VITA
Vori di Roma poco difetta Monte Maio e un bellif imo fico con tutte quelle part\,che ad un luogo di piacere ft ricercai le palparti fui
•jbKdìm tactropiu toHo, eh d'ime poco,ma follmente io tratterò, e dmoHreto unaloggia con lafuafaccia ordinata dal diuino Raphael!*
da Vaino : benché eoli fece altri appartamenti, e dette principio grande ad itrecofe . Quella parte che fi chiama cortile, bench'elle
fia quadrata;nondimeno egli hauea ordinato il detto cortile in rotonda, per quanto m parte dinotano i fondamenti . il ueHéolo notato
A. e li due luoghi. B. a. C. non Hanno cofi j ma per accompagnare la pianta iogli ho cofi jw# in corrijpondenùa '.perche la parte. C.
fmfee in un monti, fi come anchola parie delaloggìa fegnata.E. ,mt ne l'altro capo deh [oggi ny.au. F. mn ut e il me^o circolo , e quello pi
per non attrarmi alcuni appartamenti: mi io per accompagnarhee l'ho poHo.L'ordme di queHiloggiiebellifnm), il cielo de la quale è uanato.
conrordantemente: percioche la parte di mey e a tribuna tonda, e le due da le bande fono a crociera : nel qua) cielo ,et ancho ne i porteti Giouan da Vdene.
raro , anxi unico a tempi noHri, fi eferciio molto nel far cono/cere l'ingegno fuo fi ne le opere di Hucco, come ne legrottefche coloriteci in diuerfc animali, et
altre bigame, che fra la bella, e bene inte fa Architettura, e gli ornamenti di trucco, e di pittura, e le Hatue antiche che uifono-,quep loggia Jt
può adimandarebellifsima.E perche dove none il Jèmicircolo confondente a l'altro^' Architetto non uolfe mancami di ornamento; fece che'ljuo
degno allieuo Giulio Romano dipinfe in quella fottìi ilgra Voliphemo con molti Satiri intomo, pittura neramente moltebella : e tutte quef opere le fece-
fare il Cardimi di Medici , che fu poi Vapa Clemente . Uon porro ne i ferie la mi fura di quejla loggia , bajìi piamente la inuentione a V Architetto: ben
che tutte le co fé fono proportonate ale proprie, chj'eguente figuri dmtiii diritto, tUfacth d'ejaloggu t ma non m fono quei nicchi dilebandt,li
quali hi bopoHo per ornamento*
C O UTILE
GIARDINO
Er laparle quiauantifegnata.il, et. A. fi può comprendere tutto il deh de la loggia (òpra narrata tìttiiìle^S de U quale confile
tutta ne l'angolo, doue t la croce , il quale fi accompagna moho bene nel tor (u la tribuni di me*o,e uifemire ligando con la duplica*
tione de le colonne ad ogni faccia di pilaf ro: le qual colonne perla corona che rimane integra, non uencpno a far parer deboli iph
laHri , an^itallegejiadria, e rompimento del pilapo conuerfoin duefohnn? fa utgo uedere ,e nondimeno jla nel termine del pilajbo
[[odo, perche il medefimo fa labafe d'effo pikHro.'E perche ne la figura qui auanti non e dimoiato fé non uni colonnapiana nel pilaHxO,
t laparte di un'altra ; per effer meglio intefo dico , che ogni faccia di piloro ne la parte interiore de la bgaìa uà diuifo in tre parti , de le quali fi faranno
due colonne piane fugliangoli , et una fard per la diuifione de le due colonne : e benché (come ho detto di (opra) elle f ano due colonne piane col Juo in*
tercolunnio } nondimeno uiene ad effer t un pilalbofolo, e quello e per far la coja più gracile ne ifuoi ornamenti *
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DE LE.ANTIQ.VITA
^|^t» Ra V altre citta d'Italia Napoli e detto gentile , e nonfolamente di gentiliffimt creante , e di
jjpj f *l)-iJfc< yan B arenaci efignori di cafìelli, Conti, & infiniti gentil' h uomini e nobiltà grande ; ma e
Ivi [•v-:w/|<.o/? ben dotato il giardini e di luoghi di piacere 5 quanto paefe di alia ; e fra glialtri luoghi
Cameni e diletteuoh, che fono fuori de la citta, vi e vn palalo, che fé gli dice Pojgio Reale,
il quale il K e A Ifonfofece edificare per fuo diletto nel tempo, che la già felice Italia era più unita,& bora in»
je ice per lefue dijcordie ♦ Qjiefio palalo per cofa moderna habellijfimaprma, &e moltolen compartito ,
di maniera che m ciafcuno degliangoli yipuote aìlo^iare vn capo nobile tpercioche vi fono fei buone camere
fendale flange fitterranee, & alcuni camerini fecreti ♦ La forma de l'edificio in pianta £r in diritto e qui da
lato . le mifure non vi pongo, percioche ho follmente tenuto conto de la inuentione, perche il prudente A rchi?
tetto potrà immaginarfi di chegrande^a uorra cbefia vna camera offendo tutte di vnagrande^a, e da quella
tor tutte le altre mifure del rimanente de V edificio , il quale(come ho detto) quel nobihjfimo R e vf (tua per le
fue delitie, egche i luoghi di villa fi vftnoper la fiate ,e maffimamente per li caldi arandi; il cortile di qfiopaf/
la%%) e circondato da lo^iefopra lo%ie, e ne la parte di me^p fegnataJz.fi difcendcua parecchi gradi in vna
"bella piamele mattonata , nel qv.al luogo fi conduccua il Re con quelle madame, e baroni , che gli piaceua : e
quua apparecchiate le mene, con diuerfi piaceri fi margiaua : e quando pareua al Re tal udita nel più bel del
giacere, faceua aprire alcuni luoghi fecreti, doue che in un momento s'empieua quel luogo di acque 5 di moda
che le madame, & i baroni rimaneuano tutti ne l'acqua, e cofi ad vn tratto quando pareua al R efacea rimane
re quel lungo afautto, ne ui mancauano veftimenti diuerfi per riueftirfi, ne ancho ricchiffimi letti apparati pei
chi uoieffe ripofarfi * O delitie Italiane come per la difeordia voflrafiete efiinte*D e i'belliJfimigiardini,con
diuerfi compartimenti, de glihorta^i, dei frutti d'ogni forte in grandijfima copia, de le pefchiere di acque vi*
uè, de i ritti, de 1 luoghi per diuerfi augelli graffi e minuti , de leflalle ben fornite di ogni forte di caualli, e di
molte altre cofe beile io non parlo : percioche mefìer Marcantonio Michiele patricio nobile di quejìa citta,
molto intendente di Architettura, e che ha veduto affai, e dal quale io hebbi quefto £r altre cofe 5 nehatrat'/
tato apieno in vna epifiola latina dritta ad vnfuo amico* Ma per tornare a le parti del palalo , il quale
e di quadrato perfetto 5 ne la parte interiore è circondato da louiefopra loffie , agli angoli de le quali ne la
grojìeiga del muro vifiono le fiale a lumaca per faine a le parti difopra, e tanto è difopra quanto difotto+L,e
quattro logjie difuorifegnate* D ♦ non vifiono, ma per maggior commodita, & ornamento de Vedificio vi fiat
riano bene, e f ariano fior uff ime per le buone fpalle-, che haueriano da i lati : ne per queflofipriuariana lejlan^e
de lafua commoda luce, e le dette logsjiefariano difefe da i venti e dal $ ole ne i fianchi*.
LIBRO TERZO
CL(
mirarela campagna
A
N quejiafywa qui fotta ho voluto iimojirare la parte di fuori e ài dentro , la parte notata* A ♦
dinota la parte di fuori Aa parte* B *rapprefenta le logjie interiori * la parte noma. C. dinoo
ta Iettante ne la parte interioreAn quejiafiaura quijotto non ho mtato il coperto de l'edificio,
percioche al mio parere io uorria tale e dificiof coperto di maniera /ke fi potejje ujar'e j er fìajfo a
PIANTA DEL POGlilO REALE DA NAPOLI*
CHI
DE LE ANTIQ.VITA
m Onfiderando al belìo tdificio di figga reale j mi e uenuto in penfitro. di diiborne uno dna a aitila tifoni, mi in alita formi
di appartamenti, e forfè con miglior (monditi: perdoche k fiii^e di fuetto finì tutte d'uni grulleria , la qual cofa non fi
conuient, any e di bifogno (he leprime fiano miggioridt le feconde . In quelli edificio n>n ui faccio conile ne aere di den*
tro :percioche ejjendocafaperlauilhiellanone impedita da neffun lato,dnei quattro aipli hxnni Uluceapertifiimx. M»
alcuno potria dire , (he la fiala con le patirò cantre fatta tenebrofaper non hauere la luce fé non da le Uggiti \a pale non è
luce perfètta. A queHofirijj>onde,(he ejfendo fatto queUo edifino per ufarlo ne igran (aldi,tnon hauendo (ortile nel me{0 j la fai a, e le quattri
tamert >arannofemprt frefche,per non uipotereil Sole t li quali appartamenti far anno boritimi egodeu>li nel meygiorno.E dato che non hauefi
fero quella perfetta luce,(he hanno le altre ftaniti nondimeno elle baueranno tanta luit (he fupplira al bifogno, e quello fi uede in B ologna, la qua
le è fimilmente porticatatel aneho dentro le (afe uifono (orlili ton Uggii , t li Gante fi hèilano pur continuamente . QjteHo edificio e talmente
dijpodo (he fé h muri angolari faranno di buona grojj'e^a-, tutto il rimanente d'elfo farei fortfiimo, quantunque i muri fiano di mediocre grojfer^a,
fer effer lutti (ontraforti l'un de l'altro ; talmente (he li forte di quello edificio faranno tutte unilt.lt non tratterò de le m'tfur e, perche emendo quii
fio proportionaiOj lo efletto Architetto fotta fecondo la uolontadel padrone immaginarci la £> 'inderà d'un luogo ,edi quella fare tanti piedi,
9 altre mifute, da k qual mifute fi potiamo conofeere tutte l'altri parti di l'edificio , tfopra il lutto qutHo edificio fa collocato di forte, fi' Ifito li
tomporta ; (he'l Sole Ituantt, prima batta in uno angolo , aedoche tutte le parti de l'edificio utngbmo a pattidpxt del Sole , perche fé' l Leuante
luteffepet unafum , ti il Ponenti $er l'albi , t'I my di pei l'alta ifeguittru che li loggia pHt i Settentrione non htutr'u mi foli, t farti
tnalfnt.
'' LIBRO TE R Z Q
N diuerfimodi et Mimili parta féricare fopra li pianti qui a lato-, nondimeno per effer queHo luogo dipingere; mirparfò
per pia uaghe^a farlo di open Comhia , ne mi «fattivo in trattare de le mifure , ne arra le altezze, ma nel quarto libro
I ne l'ordine Connthio « evie. LVJ. fi trouerà un trattato, che fuppliraper quefie mfure col buongìudiòo de V Architetto.E
E^ jwfa in quella faccia non «i e forilo alcuno, per il qualfipojiinopcr (iajcuno coiwfccre le loggie da le facete pianerò diro in
9§tSjcr'mr«}h due lati da le bande più eleuati s'intendono bxuer le colonne piane di baffo rilieuo;da baffo ad alto, la parte di mey j
the e più biffa, >' intende loggia jòpra loggia, le colonne de le quali uofiono (Jpre tonde, et il medefimofarà da lijianchi.Si potria anebota fo'. \
fra le logfie fatui un laHregato, o falefiato di buine liHre ben commffe di bonfimi Cucchi, refluente a lepiote, con ifuoi parapetti de U tìefi
fi cornice del primo ordine, e cofi la fila di me\o con le quattro camere del fecondo ordine batteri» miglior luce di quella dtJouo.Per due ricetti
ho fitto quelle fneHre p'vc'ule fopra le grandi del primo ordine, l'uno fi e che uolenio lejmHre di tal bafe^,a,che l'buomo stando ajcdrre pofsi
vedere fuori commodamente ; uiene a rimanere troppo granjjiatio di le prime fneHre al cielo de le fian^e , lo qualfaria tenebro/o , e cefi le dette
fnefaelle danno maggior luce a la fòla : l'altro rìjjetto e , che le camere prejfo la fila non uogljono effere di quella alte\y : ma fi potranno
tme^ae, per il che quelle fneHre fruiranno per t meydi.'Di molte altre cofe fi pomi trattarcele quali far anno ne l'arbitrio de l'Architetto, perche |
in quello uolme io uoìuto ttattvefolmente de le wuentionit mt nelfcfo libro de le hàmiom io tratterò di tutte le pvtkulvita diffitjimente, >:
LI1
CLIIII
DE LE ANTIQ.VITA
TRATTATO DI ALCVNE COSE MERAVl*
GLIOSE DE L'EGITTO.
Eramente le cofe deglmticbi Romani fono mtrauigliofe
agliocchi notiti : ma chipoteffe udite le cofe de i Greci,
le quali bomaifono tutte eftinte, e de leciti fpoglie Ro*
ma, e Veneriti ne e molto adorniti forfè chi fuptr ariano le
coje de i Romani , Ma die diremo noi de le marauigliofif
fime cofe de l'Egitto, le quali paiono più to fa fogni e chimere -, che cofeuerel
nondimeno, perche Diodoro Suolo confeffa di hauerne ueduto alcuni ueSigi}
mi fa credere chefujfero uere, e fra l'altre cofe mirande egli narra di una fe>
polturadi un Re d'Egitto nomato Simandio , il quale nei grandi e generoji
fatti non hebbepari. Era adunque quefiafepoltura hpiufuperba, eptu mira*
bile,c!iemaiper altro Re edificata fujfe : la cui grandetta era dieci fadi,
ùeùiotti ne la ntHra m'furajono un miglio, et un quarto. Primieramente la
porta Jìta era ornata di narrata, e bella pietra, dentro la quale era uno andito
di hnghe^a di duegiugerì : che fono braccia, ccxx. e lafùa altera era cui
biti, xlv. nel capo del quale andito fi trouaua un perielio, cioè un cortile qua--
irato con lefue loggie intorno , et ogni loggia era lunga quattro giugen, che
fono braccia, cxl. ne le qual Uggii in luogo di colòni erano animali in unpez?
%g di pietra [colpiti , l'aliena dei quali era braccia, xn.fopra di quelli in
luogo d'archifa-te erano pieirelarghe duepaffa, et erano ornati di umate fai
le di axgtro oltr amarino . enui anchora un'alno andito fimile al primo, ma di
feoltunpiugroffamente ornato, a l'entrare del quale fi uedeuano tre gran ha-.
tue di marmo opera di Menon, l'una de le quali Jèdeut , e la mìfura delfuo
piede paffauabraccia.\ii.onde dì grandetta paffute tutte l'altre fatue diVgit
io . Afprcjfo questa .erano due altre fatue , che di altera non giu>:geuano al
ginocchio de la prima t l'uni a la figliuola}' 'altra a la madre di Smanilo tra
ikitu . Quest'opera non fio per Ingrandita fu ammiranda ; ma per mira'- ■
bili arti,e per urne forti di natura di pire fu eccellente: quando fra tanti mo*
ìe , nifejfura di forte alcuna fi uedejfe, ne macchia in alcun luogo de la pietra
fojfe .il fui fritto iiceua, IOSON SÌMANDIO RE DE I RE,
SE ALCVNO DESIDERA CONOSCERE QJ/ALE IO
SIA STATO, E DOVE HOR GIACCIO GRANDEMEN
TE TRAPASSI ALCVNE DE L'CPERE MIE. Vi e ambo*
ti un'altra fatua tutta di unpe^o, de la madre di Simandio -. etìin altera
braccia, xx. la quale hafopra la te fa tre fegni regii, per dimoiar e fé effer fi*
£Jliuoh, moglie, e madre di Re . Oltra pajfando la porla «i e un'altro feri*
fitlto, ma più nobile del primo, per le urie fcolture che uifono , nel quale fi
aedeua fcolpita la guerra fatta da Simandio cantra il Eattriani rébtlh, a i qua
li li figliuoli del Re fignoreggiauano , contri de quali conduffe un'efircito dì
tecc. mila perfine, e. xx. mila caualieri, il quale era diuifo in quàmo batta-
glie, ìielapr'maparte erafcolpito l'affedio de la cittì da quella parte, che la
bagna il fumé : e poi ficome combattendo il Re con maparie de i nemici , con
l'aiuto lunfuo leone domestico, al principio de la battigia baueapofaglint*
mici in fugs.Si uedeuano ne la feconda parte iprigionieri con le mani , t con i
genitali tagliati, coft dal Re condotti , uolendo inferire quelli effer fati di ani
m vile, t di corpo debile. Erano ne la ter\a parte, con uarie fcolture et ornai
pitture ritrattili faitifià, et iltriompho del Re, fupit '.itigli nemici. V e*
ieuanfipoi ni la parte di mexo due gran fatue integre di altera di braccia,
xxvul'una, a le quali del perìHiHo fi anima per tre ajiiiti . fy^reffo quefa
figuri era una (afa eltuatafopra colonne, ogni lato di la quale dal piede era
iuegiugeri, che fonobraccii.ccoux. e ut erano dentro affai fatue di legno,
tapprefentando quei, che ne le caufe dubbie difyutando difcordano,onde afpet*
iano ilparir di qutlli,chi ne i giudicii danno le fcntentie -. li quali erano tren
ta, mi mty> de i quali fediua il principi per giudicare, dal collo del quali peti
dtua una imigini deh uerita, la qual hiueuagliocchi ferrati, et hauiua intor
m ungran fafeio di litri • le quali immagini urletno inferire tigmàici iouer
ejfere integri , et il pretore folamentiguardare a la unita . Lafcanào quefa
luogo adietro, pur ne la detta cafa fé ritrouaua una l'ala , chi da oani lato ni
erano molte fan\e , ne le quali erano apparate diutrfe foni di cibi per mangia
re t doutp'm eminente deglialtri erafcolpito , f i'iuarvj colori ornato il Re,
hlqual faceua offerti, e dono a Dio di tutto l'oro, et argento, che ogni anno ha»
Ma da i tributarli rifeoffo : la qualfomma tutta ridotta in argento era fritta
tre milioni,? ducento mila mine. Dopo feguitaua la libraria ne~ la quale erafo*
fra fritto ANIMI MEDICAMENTVM, cioè la medicina de l'animo.
Stguiuanopoi le immagini di tutti ì Dei di Egitto, ti i ioni da ejfergli offerti,
^ » r^-^, . 1
fecondo chi a ciafeun d'efipiu aggradifee. Vocopk oltra fi utituct ofiri , e
gltaltri Rr ; che dominarono Egitto, pur che baueffero giouato a la ulta de mot
tali, quando ne l'infegnargli ijàcrifcii diumi.et ambo per giutlitiaferuatafrtt
glialtri huomini. A l'ultimo de la cafagia detta era uno edificio regio, nel qui
le erano, xx. letti facrati a Gioue et a Giunone t ne la parte difopra del qua
le erano li fatui del Re Simandio, et iui erajepoito il corpo fio. D'intorno a
quefa edifcio erano'piu faa\e'tti,ni ìe quahji uedeuano dipinti tutti gitani*
mili atti a lijamfcii d'Igino, liquah tutti afendeuano ueno la dettafepoh
tura,la qual era circondata di ungran cerchio d'oro : il circuito del quale <T4
ccclxs. bracciali era un braccio digrojfe^a-.nel qual cerchio per ogmbrtccci»
era deferirlo un di de Vanno, et il nafiere,et il tramontar de le Mie, et il loto
figtifcato, fecondo la dottrina Egìttia . Si dice che il detto cerchio fu portato
uia al tempo, che Cambi fé e li Perfi dominarono in Egitto . e quefafepolfuta
delgran Simandio nonfolamemefu la più ricca di tutte le altre, ma di artift
ciò anchorapiu eccellente . Eu dopo molti anni Miri.» R e in Egitto , il quale
in Menf edifico il Propileo uei so tramontana, opera fratutteV 'altre più tccel
lente, nuifa medtfimo Rifu quello, che poco più d'un miglio fuori iiMenf
caù un lago di mirautghofa utilità , et incredibile per grandei^a d'opera s
perche fu grande tre mila fei cento fadi, che fono miglia quattro cento cinqmn
ta, e di altera in malti luoghi era profondo cinquanta ulne , cioè cinquanta
uolte quanto l'una e l'altra man de l'huomoftpuo Geniere. Talmente (he chi
av.ertijle a la utilità donata a tutto l'Egitto, et a la grande^ de la cofa, et a
la profondità ^etintelletto del Re ,con me le lode non fi pottia lodare a
pieno . Confiderando adunque il Re Miri.» il iecrefente del "Nilo ejfere m
eirto, et infabilt : e che fecondo tal decrefente la terra produchi bene, e mt'-
le ifutti; caùo ti ditto lago, ouero fagno , ricettacolo dele inoniationi del
Nifi : accioche (refendo fofra modo, le acque refando alte oltra'lfolitoft
la terra, la patria fua non diutriifìi inutili. Et anihor a chipir difetto di acqua
i frutti de la tetta non mortifero fece unafoffa dal fumé al lago, lunga Radi
Ottantacinque , chi fono miglia dieci, e mey, eprofonda cento feffantabtauiat
per la qualfoffa l'acqua del fumé tolta, e data conferua utile, et abondante il
paefe : t (io colmerò di un fri 'aglio a la bocca de la folfa^ongiafensagrani
de jpeft t perche non fi apre, ne f ferra mai, che non ui interuenghi jpefa di
cinquanta talenti . queflo (lagno era in effere al tempo di Diodoro Sicolo ; t
fi chiamua Miride di lo autor Miris : il qual nel mtxo ut lofio un luogo ile
uato fuori di l'acqui, mi quali tdifà lafuafepoltura, con due piramidi di
ditela d'uno Radio, l'una per fefaltra perla moglie fopra de le quali (óllo'-
co due fatue di pietra, chejedeuano in trono, e qui fa tutto fece,perchepenja*
uacolmey di tali opere ala poHeritàlafcìar deh fuauerA memoria un*
mortale. Mirti ouerMarone dopo molti anni fu Re d'Egitto; il quale fi edifi
ce un monumento, e chìamollo Laiifrinfu, tdficio certo mtrauigliofo non tanta
per lagrande^a di l'optra ; quanto anchora per l'arte diffìcile da tffere imh
tata : perehe a (hi ut entram non era facile il ritorno, fenon con guida buona.
Dedalo poi ritornato in Egitto, e marauigliatofi ii qutR' opera, pgliatthfor*
ma di quefa , ne fece un tale m Creta alRe Minos t il quale a noftri tempi,
ojer malitia di huomini, o per il tempo e minato iquel d'Egitto fino al preferì
ti integro dura . Chemi dopo fette altri Ri tigne in Menf, e fu qntllo, chi fé
ti la maggior piramidi t la quali e annumerata fra le fitti opere memigliofe
del mondo, et e lungi da Menf uerfo Libia fadi cento uenti, che fono miglia
quindici, e dal Ni/d fadi quarantacinque, che fono miglia cinque, e mr^tf : li
quali per artificio, e grande^* d'opera rendita fapido chi la minuta . quefla
piramide era quadrati, lojfatiojùo ne la bafe era per ciafeun lato iugeri fette,
che fono braccia mille (tnto e uenti, et tra aUa iugtrifti , che fono braccia
nout cinto fiffantn. la cima era poi braccia fetonti cinque , h quii machina
era tutta difaffo durifmo, e diffidi da lauortre, ma durabili in eterno : li
qual fafsi dicono tfferui fati condotti fin di Arabia , e furono pofti in opera
con li argini : perche allhora non erano anchora frodali jjliflritmfnri Ìtr ^f"
bricare : ojw« certo merauighofa, tanto più per effer nel mety di ftefe areno*
fo, nel quale non e pur forma di argini, nt ue$igio di pietre lui mai tagliate,
tanto che non dagli huomini, ma da li Dei ben pare una tal mole tffere fata
(ompofa. Dicono, che a fornir quefa madrina hi furon deputati trecento jtffan
ta mila huomini : li quali,per compirla «i fallerò quafi uent'anni . li danari
fpjfi in cauoh,et herbe per pafeer detti operariiperche quefa fu il lor cibo, mille
fei (ente talenti . Eu il (ondìtor de la feconda piramide Cèreo Re d'Egitto,
la quale era fui modo, e materia de la prima, ma non di Untagranie^a: per*
de per ciafeun de i fati non fi fanitua più d'un fadio,efolamente da untpat
te ai l'adito, e la porta fut, Mumno, il quale ancbotfu dietro elicano io*
LIBRO
fi Cèrti rtjiìo in Egitto, da co$ui fu cominciata la tena piramide ; mi non
forni l'tpera-.perche morte iti >'imcrpofe:lajuaìe en ne lajua bafe per ciafcun
de lui tregiugertj che fanno braccia.cccckxx.et eraui ferita (ufo uerfo trmon
dna ti nme de l'autore MICERIN VS. Oltra queste tre piramidi uè ne fi
no altre tre d'una medef ma forte, e fu la fonema de le prime , fuori che di
gronderai percioche ciaftun de i lati é pajfaua duigmgen, chefonobraccia
trecento uemi . la prima fu di Ameo • kfeeondafu di hmafo . la terza di
TERZO CLV
crofuffe comune a tutti . onde [ì.< forarono difuper.tr l'opere de i Repafati.
era con tanta fptfa. e tal migiufcenta quella mole lauorata ; che fé prima de
la lor difcordufufe Hata computa, baueru di gran lunga per la eccellenza de
l'opera fuperatoghahriregaìt monumenti. Le qual tutte coCe '■'urono fbefe uè-.
rtmente mutili ^benché merauujlioft , ne mai da me tal cofe franno-hdate ,
effèndi uane} e dannofe . Ma farà da me ciafcun) fùurt'att a féricar afe,
pah\% efimili edifici per l'ufo deghhuomuii, con pèlle forme, et ornamenti,
Ma/J tutti Redi Egitto . Dopo Sèmi' He d'Egitto li dodici gouermtori j chi 'fi. conuiene : perche nel uno la comodila, e la belle^t de gli edifici
dei regno , hauendo per anni quindici, con un-co animo , e d'accordo infume t di utile e di contenti a g:\iabitanti, di laude , et ornamento a le i itti , e di
tonpoflany regia ammimìrato lo fiato, ordmarono per decreto chegli fifft \ piacere , e diletto a quelli che li mirano . mi ben fu degna di gran lode, e mol
edificala une comune fepoltura , acciocheftcomem una con unico uoìere, epa-, j ti utile il gran lago chef (e fare il Re Mtru per beneficio de l'Editto»
rihonore haueagouernaii l'Egitto, coft dopo It morie layout d'unjolfcpl
A LI LETTORI»
D ifcretiffimi lettori V 'animo miofufempre di non tenere afcofo quel picciol talento , che mi ha conceffo la "bonù di
Dio 5 an^i di efet -citarlo fruttuoj ramente a beneficio di tutti quelli che uoranno partecipare di quefie miefatiche*E per
quejla cagione aia fono tre anni io pubhcai alcune redole d'architettura, fromettendoui altri fei libri in breue tempo*
ma onde proceda, che tdlpromeffa di me non fa fiata ojscruata 5 quelli che'ljanv.o mifcufmo appreffo a coloro , a cui
non e a me conceduto di dirlo 1 baftiui che dal mio buon uolere non e. mancato * Ma per non difìortni da la comincia*
ta impref a, carico certamente grande a la debole^a de le miepicciolefor^e; rcorfi per aiuto al magnammo R e Fràn
cefco, come per lapiftola nel principio di queflo libro fi può comprendere* efua M aeftd mi diede certa fccran%a, di
aiuto x ondefottoHfauor del nome fuo fa' a beneficio di coloro./oe d'architettura fi di enano ; deliberai il metter fio'/
ri queflo uolume . ma fé dialtri cinque libri faranno tardi a uenire in luce ; non fa data a me quefta colpa , ma a la
malasorte, che io ho co i Principi, 1 quali disenfiano le lor profonde ricche^e , come fi sa x e di ciò ne fono il più de
le uolte cagione i mimflri loro *Q liberalismo Mecenate uiua il tuo nome in eterno ; pò: che tu col difpenfarei
}>eni del tuo Signore a chi li meritaua; defti a lui nome eterno * douefono boraci imitatori tuoi : io veramente con'/
feffo di hauer fatto torto ad alcuni di quefti grandi, e merauigliofi edifici, per non fili hauer potuti uedere perfonalmen
te , pur ne ho hauuto informatione da huomini efipertiffimi m tal dottrina* Il perche fé in qualche Iwgo trouafte erro*
re,o ne le forme, 0 ne le mifure ; nonfia imputato a me queflo difettosa a chi n'e cagione, e fé ho audacemente par*
lato, efattogiudiciofopra alcune antiquiù tanto celebrate 5 io non Vho fatto come giudice , 0 riprenditore 5 ma come
furo imitatore del buon Vitruuio ho detto il parer mio ficur amente, per farne auertiti quelli,che nonfanno x accioche
uolendofifieruire de le cofe antiche ;fappianojare elettione del perfetto, e bene intefo , & abbandonar le cofe troppo li
centioje * Ma fé alcuno più inuaghito de le mine de di edifici Romani 3 che innamorato de la falde^a di Vitru?
uio , mi uolejfe pure in ciò biafimare j pialleranno le arme per la difefa mia huomini di quejla età pieni di giudicioy
e de le falde dottrine delprincipe de l'architettura x tra qualxfara in Venetiail Magnifico Gabriel Vendraminife*
tienjfimo riprenditor de le cofe licentiofe* u* Marcantonio Michtele confumatiffmo ne le antichità x et in B ologna
patria mia il caualier Eocchio, ilaiudiciofo M* Alefiandro Manolo, e C efare Cefareano Lombardo , & altri,
i quali con la irreprenfibil dottrina di Vitruuio, e con la fona efperien^a mi difenderanno* O Valerio vorcaro R 0
mano, e tu fuo fratello profondami conofcitori d'ognifecreto del gran maeflro degli A rchitetti , io mi rendo certo
che per fino le ojjavofire fi leuerannoin mia dijefa,fe farà chi mi riprenda , e fé quefti riprenditela paffaffero in
Trancia ; anchor quiui mi trouerebbono difefo da lo eruditismo Monficnor Baifio, dal molto intendente Monfignor
di R ode%_ , da Vuniuerfalifsimo Monfignor di Mcmpolieri, efopra tutti dalgran R e loro, e mio, perfettiffimo cono
feitore di quefia uentd t la cui ombra fola metterà- fpauento a chi uolejfe contrariare a le uerc dottrine del gran Vitru
uio} 0 a me, il quale ogni mio potere hopoflo afeguitarlo, et il quale conforto a fare il medefimo tutti coloro , che cet
ano difare } che i loro edifici fiano pieni di bontà, e di belle^a accompagnati*
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